Spesso si sente il tempo trascorrere. E questo succede quando gli anni volano, le pagine di calendario del presente si sfogliano per dar posto ad altre pagine del futuro. Nella frenesia, che ci prende, non ci si accorge che noi cambiamo nel corpo, modifichiamo i nostri comportamenti, votandoli alla sensatezza e alla ricerca del senso di tutto ciò, ci trasformiamo coprendo tanti ruoli per essere attivi nel rapporto con gli altri e per vivere una socialità fatta di azioni emozioni e sentimenti. E ci capita di guardare il cielo. Vediamo la vita come un immenso cielo, che a volte risplende di una luce soprannaturale, a volte s'adombra e scoppia in una tempesta dove la nebbia ed il buio non permettono più di vedere l'orizzonte e ci fanno cadere fra gli ostacoli della nuova condizione. Ma ad ogni bufera, ad ogni tempesta, seppur violente e disorientanti, succede sempre il sereno. Il cielo riprende a risplendere e le stelle che hanno vissuto tale esperienza, occultate dalla  bruta violenza della natura, aspettano la sera per conquistare di nuovo la notte e ricamare un velo di luce alla luna, che timidamente riappare ancora più bella di prima.  E sì, la vita è così. Come un campo di cielo dove noi siamo le stelle che risplendono, si confondono, si offuscano ma ad un piccolo cenno del loro creatore ritornano a risplendere come fiori a primavera in un campo che sembrava desolato, ferito  dalle efferatezze dell'inverno e che facilmente ritorna a rifiorire grazie ai raggi fecondanti del sole. 
La vita risplende sempre perché è un dono incomparabile e che custodiamo lottando quotidianamente per offrire i nostri sogni a chi ci sta accanto, a chi sappiamo in preda allo sconforto. La vita, la nostra vita, che ci insegna che è più gratificante dare che non ricevere per trovarsi stella lucente, sempre più lucente in ogni notte buia e tempestosa.

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