Ma che Paese è questo dove gli unici che hanno qualche speranza vengono chiamati disperati?

 

S. Benni

 

 

 

     Oh, guarda, una stella cadente! Hai diritto ad un desiderio…

 

     Va bene, però è difficile… Vediamo: desidero che la stella non cada su casa mia stanotte, che non sia la mia casa ad essere distrutta, che non siano le grida dei miei a svegliare la città in fiamme, stavolta. Desidero non sentire più la sirena dell’attacco aereo, mai più. È una musica che non mi piace.

     Voglio vedere ancora le strade domani, e i campi e i fiori e le scuole, che sono belle pure nella loro povertà, perché la vita è anche questo, è ciò che ci circonda, e come possiamo vivere quando attorno a noi c’è solo deserto e nebbia? Voglio vedere ancora le donne, dio, le donne, e i bambini, i nostri bambini che tanta saggezza e tanto dolore hanno nascosti in fondo al fondo degli occhi, e i vecchi che ci guardano in silenzio e che tacciono stupefatti perché gli sembra che il passato non debba finire mai, e questo futuro di cui parlano tutti tarda ad arrivare. E voglio sentire ancora i profumi della mia terra, le essenze di oud, tabacco, hash, rosa di Kandahar, ma pure la merda va bene, qualunque cosa che non sia questa puzza di zolfo e di sangue che mi vernicia i polmoni e voglio sentire la musica, qualunque musica, che non siano le urla dei mutilati che chiedono acqua, per pietà, un goccio d’acqua.

     Vorrei svegliarmi un mattino senza dover leggere sul giornale che un altro fronte si è aperto come una ferita infetta, che i morti sono tanti, milioni di milioni, vorrei avere la certezza che il domani ci riservi ancora qualcosa, che il futuro non è soltanto un altro avamposto caduto, un’altra mina esplosa, un altro ospedale bombardato più o meno per caso.

     Forse chiedo troppo. Allora ecco ciò che desidero, abbracciare un’ultima volta i miei cari, perdermi nei loro abbracci e nei loro sorrisi imperfetti, pieni di finestre. Chiederò questo alla stella, perché potrei morire domani o stanotte stessa. Chiederò questo alla stella, che stanotte sbagli mira, che colpisca qualcun altro, perché potrei morire stanotte senza aver mai mangiato un hamburger, senza essere mai stato a una partita di calcio, senza avere mai visto il mare.

Tutti i racconti

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Il bagno pubblico

22 July 2026

Eravamo io, mia sorella e i nostri due figli di tre anni ciascuno; stavamo visitando un bellissimo borgo alle pendici delle montagne abruzzesi, e tra un castello e un belvedere, dopo mezza mattinata, sentivamo tutti e quattro quel poco simpatico disagio che preme sulla vescica e risale nelle viscere [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Riccardo: ottimo racconto, un thriller vescicale direi. :)

  • Adribel: Mi sono sentita in trappola anch'io, tra l'urgenza e i bambini un vero [...]

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QUANDO IL MITO INGANNA LE PAROLE

Falsi Etimologici

22 July 2026

Usiamo spesso dei termini saturi di mitologia senza saperlo, ma altrettanto spesso usiamo parole delle quali siamo certi provengano da un determinato “antico” dato, quando in realtà non è così. Ho riunito in un breve excursus tre “falsi etimologici d’autore” ai quali sono personalmente legata. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Vero_Mythologydecoding: grazie per il.suo commento, di "falsi" c'è ne sono diversi.
    Occupandomi [...]

  • Dax: Interessante e spiegato bene. like in attesa di altri "falsi miti"🙂

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Io boomer

21 July 2026

I mancini si sono visti legare la sinistra alla sedia e hanno dovuto imparare a scrivere con la mano destra senza che i genitori si sognassero di rivolgersi al giudice per cacciare la maestra, ma col vantaggio che crescevano ambidestri e ti potevano menare con entrambe le mani a richiesta. Siamo [...]

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Le B-Roll Girls, il parcheggio occupato e il digiuno intermittente

La storia è vera, parola per parola. Solo i nomi, per ovvi motivi, sono stati modificati.

Miu
21 July 2026

Prima dell’era Furio, prima di Skyfall, prima del secondo dito e delle prove trasformate in addestramento psicomotorio, per le B-Roll Girls ci fu l’era Pia, la precedente maestra con il suo digiuno intermittente. La maestra Pia, una quarantacinquenne riccia, rossa di capelli, secca, perfettina, [...]

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La commessa

Un giorno di ordinaria routine

20 July 2026

Il mio superpotere non è volare. È guardare in basso. Dal Martedì alla domenica, dietro la cassa del negozio di souvenir nel centro storico di Alghero, io radiografo i piedi del mondo. Con il sole di agosto che spacca le pietre e l’aria condizionata a palla, il mio copione è sempre lo stesso: schiena [...]

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  • Dax: ci ho messo 1/2 racconto per capire che la protagonista fosse una ragazza/donna. [...]

  • An Old Luca: Bell'inizio del PremioChinotto!
    like.

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IL SUONO DELL'ACQUA

IN DIALETTO PIEMONTESE

20 July 2026

Tema: Traduzione in dialetto piemontese LA VÒS DËL L’AIGA A scòta, për piasì, la vòs dë l’aiga, ch’a sussùra segreti ant ël mormòri pian, tra ròche veje e foje che a balla, a porta stòrie ëd mond ch’a son an scondù al còr ch’a crèd. A scòr neta, frèida, com’un arfóm, n canzòn d’etërn ch’a [...]

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19 July 2026

Quando Elisa ebbe finito di esporre la sua idea, il padre rimase senza parole. Quella che lui riteneva ancora, una bambina scriteriata gli stava offrendo su un piatto d’argento un progetto unico e fattibilissimo. L’immagine delle strade tappezzate di testi musicali lo attraeva, forse si poteva [...]

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Microstriscia sci-fi in tre episodi

19 July 2026

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18 July 2026

Terminate le lezioni, i giovani si dispersero nella piazza in cui stazionavano i vari autobus che li avrebbero condotti ai rispettivi paesi. Elisa e Vincenzo rimasero in attesa di altri compagni del loro stesso borgo. Il loro autobus sarebbe partito fra venti minuti. Nell’attesa erano seduti ai [...]

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Sull'eros in fiore

18 July 2026

Occhi non avevo che per quel golfino rigonfio suo nero e la bocca pensavo mia sul turgido seno. A lei dintorno che sull'amàca stava scia lasciavo io là come lumaca. Tu mi garbi mi conturbi e con te farei assai tardi la notte tutta a consolarti per averti poi sotto ulivi sempreverdi [...]

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  • Dax: Bello. mi è garbata tanto l'ultimo poema. Like

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La foresta

17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

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Murales 1/3

17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

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