Un arancio stava nella campagna assieme ad altri alberi. Egli vedeva passare gli uccellini in cerca di miglio o le nuvole in cerca di requie. E stava lì, annoiato, perché in tutto questo tempo non era riuscito a capire il vero significato della sua vita, sempre uguale, sempre senza entusiasmi. Ma un giorno accadde un evento eccezionale. Sul suo ramo scheletrico in quella mattina era apparsa una zagara profumata. Quant'era bella e delicata, tutta racchiusa come fosse un desiderio d'amore e l'arancio, a guardarla fiorire lentamente, se ne innamorò perdutamente. Con i suoi rami cercava di proteggerla dalle intemperie e come braccia estese in sua difesa le evitavano ogni esperienza negativa e traumatica. Sembrava che tanta cura e accortezza potessero preservarla dagli eventi della vita. Ma un soffio di vento, più impetuoso degli altri, la strappò dal ramo e la portò via lontano dal suo albero. Ella rimase in sospensione nell'aria, sbattuta di qua e di là, per tanto tempo quando si adagiò su un prato fiorito e fu fiore avvizzito in mezzo agli altri fiori splendenti. Intanto l'albero, avendo perso la gemma più bella che la  sua esistenza avesse visto, cominciò ad intristirsi e a perdere entusiasmo per la vita. Si fece secco e senza speranza di risurrezione. Una farfalla dalle ali d'argento, che aveva visto tutto, s'impietosì  per quell'albero che stava spegnendosi lentamente e volò alla ricerca di zagara. Percorse tutto quel territorio e nonostante fosse stremata per il volo poderoso, continuò la sua ricerca fin quando la vide e la raggiunse. La prese con sè e la portò all'albero in attesa e speranzoso. Sul suo ramo la zagara cominciò a profumare per comunicare al mondo il ritrovamento del suo amore e per invitare ogni farfalla a riempirsi di polline delizioso.
Fu così che da quell'amore nacque il frutto dell'arancia, rosso e saporito, che rende profumata la conca d'oro, la più bella del Mediterraneo e del mondo intero.
Le farfalle volarono sempre su quelle zagare come custodi di quella felicità primaverile. E finalmente l'arancio comprese il vero senso della sua vita e fiorì per numerosi e lunghissimi anni.

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Epitaffio

24 July 2026

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24 July 2026

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24 July 2026

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Gioia Fringuelli, farmacista (1/3)

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23 July 2026

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L'uomo in ammollo

23 July 2026

Nel '68 zio Fé lavorava (si fa per dire) nella salumeria di Remigio, un artista capace di confezionare leccornie succulente e, per quanto belle, degne di essere esposte nella vicina pinacoteca, a Brera. Peccato che Remigio fosse antipatico come la cacca ancora fumante di un cammello mentre mio [...]

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Il bagno pubblico

22 July 2026

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Falsi Etimologici

22 July 2026

Usiamo spesso dei termini saturi di mitologia senza saperlo, ma altrettanto spesso usiamo parole delle quali siamo certi provengano da un determinato “antico” dato, quando in realtà non è così. Ho riunito in un breve excursus tre “falsi etimologici d’autore” ai quali sono personalmente legata. [...]

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Io boomer

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I mancini si sono visti legare la sinistra alla sedia e hanno dovuto imparare a scrivere con la mano destra senza che i genitori si sognassero di rivolgersi al giudice per cacciare la maestra, ma col vantaggio che crescevano ambidestri e ti potevano menare con entrambe le mani a richiesta. Siamo [...]

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