Con la farina di ceci è possibile ottenere una panella, che con uno stampino o al limite con i piattini del caffè, può assumere due forme geometriche: rettangolare o rotonda. La bollitura può essere perfezionata con spruzzate di prezzemolo appena colto e pepe nero polverizzato. Dopo aver mescolato la miscela di farina e acqua a fuoco lento con un abile cucchiaio di legno, si lascia raffreddare nello stampo l'amalgama di farina... ed il prodigio si avvera. Raffreddata la panella prodotta, viene  fritta con olio bollente e riversata in una focaccia, alla quale è stata scarnificata la mollica interna, condita con un po' di sale, limone abbondante e...voilà buon appetito!
Totuccio tutte le mattine da cinquant'anni a questa parte si metteva dietro la caserma dei soldati con la sua moto ape-friggitoria e vendeva pane e panelle. Quello che oggi si celebra come street food , ieri era il cibo dei poveri perché bastavano pochi ingredienti per confezionare un pasto dignitoso ed allettante. Con il suo grembiule ben stretto alla vita, armeggiava dentro la padellona incandescente ed estraeva le panelle calde calde, subito insaporite con sale e limone e via a soddisfare le papille gustative di chi non poteva permettersi un pasto al ristorante. Totuccio sembrava il re della panella e distribuiva panini, friggeva con tale passione che già ti saziavi assistendo al rito della friggitura. Cappellino in testa come i migliori cucinieri, utilizzava il suo colino con abile maestria mentre il picciotto tagliava il pane o quartino o sempre fresco o mafaldina. Con la sua arte Totuccio riuscì a portare avanti la sua famiglia per anni grazie all'aiuto si S. Rosalia  e a questo suo mestiere, che aveva ereditato da suo padre, anche lui panellaro, ebbe otto figli e quando andò in pensione, si fa per dire, ebbe un'amara delusione: nessuno dei suoi figli volle proseguire la sua attività. Un giorno la lambretta-friggitoria non si posteggiò più al solito posto e quella strada diventò desolata e triste, tanto che per ricordare Totuccio vollero intitolarla Via Delle Panelle di Totuccio, a memoria di una tradizione gastronomica siciliana che se non fatta con maestria è destinata a cadere nell'oblio, soppiantata dalle panelle congelate che si trovano al supermercato e che nessuno riesce a cucinare come una volta.

 

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26 March 2019

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La strada della selva - 2/2

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Tre microscopici racconti

25 March 2019

Lessons Consumano una parte di loro stessi quando vengono raschiati. Ogni singola scaglia dei gessi sulle lavagne istruiscono gli studenti per la vita. E la spugna? Utilissima per cancellare, soprattutto i problemi, non prima di una risoluzione. Cambiare registro? È possibile, basta non autovalutarsi [...]

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La strada della Selva - 1/2

Racconto del tempo di guerra

25 March 2019

Con questo racconto ho partecipato ad un concorso di scrittura sul tempo di guerra nella provincia di Firenze, per questo è scritto in vernacolo Vai ci risiamo. Arrivano in tre o quattro briachi fradici. Salgan su dalla strada di dietro, quella che passa dall'orto, per non farsi beccare dalla pattuglia, [...]

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il finale

24 March 2019

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CINEMA e/è FELICITÀ!

Il cinema della felicità

24 March 2019

Pedro ha un’unica “passione fatale”: il CINEMA. Gira, assembla e monta video con i pochi strumenti che possiede e attorniato da tanti amici, un po’ folli come lui. Organizza, senza grande riscontro di pubblico, CINEMA FELICITÀ, Cineforum per tutti quelli che attraversano un momento difficile nella [...]

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Greta & Susette - 2/3

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23 March 2019

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Zolfo - 3/3

21 March 2019

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    Soprattutto se penso [...]

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pomeriggio di sole

21 March 2019

Era un caldo e soleggiato pomeriggio di una qualsiasi domenica di marzo dei nostri giorni. Il signor Mario Serra se ne stava seduto con gli occhi chiusi e le mani giunte poggiare sulle gambe, in una panchina di ferro battuto in piazza Islanda, piu comunemente conosciuta come la " piazzetta", nel [...]

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