Nella notte strani rumori riempivano il buio della villetta di fronte al Charleston a Mondello. Rumori che sembravano lamenti di anime in pena, sussurri di uomini e donne he rimbombavano di stanza in stanza e facevano vibrare le gli infissi.  Sembrava che in quella villa fosse ritornato il tempo della guerra, di quel ormai lontano tempo in cui il fascismo era stato rifiutato da tutti quelli che prima lo avevano inneggiato ed aveva rivelato il vero volto di totalitarismo liberticida.  In quella villetta però non si parlava di guerra anche se gli avventori erano per lo più soldati di primo pelo e veterani che per dimenticare le atrocità della guerra e la lontananza dalla famiglia si annullavano fra le braccia dolci ed esperte di donnine della villa. La leggenda dice he in una notte del '43 un gruppo di soldati americani sterminò a mitragliate soldati e donnine, causando per sempre il girovagare di anime in cerca di requie La. villa è posizionata a pochi passi dal mare, di fronte ad uno degli alberghi più importanti di Mondello e questo rende merito quanto certe leggende resistano nel tempo e condizionano ogni modo di vedere questo tipo di cose. La villa in stile Liberty come le più belle della famosa località marittima a pochi chilometri da Palermo, venne costruita negli anni 40 e abbandonata definitivamente dopo circa 50 anni. Ancora oggi rimane desolata perché continuano ad avvertirmi sussurri e grida come in quella notte del quarantatré, quando farà sottane e sete, sentimenti ed emozioni, rimasero vittime in questa azione di guerriglia Lucy, Mary, Rosy e le altre con i giovani soldati del fascio.

 

Probabilmente ogni leggenda nasconde del vero e lo mescola con il falso. Altra variante della storia ci racconta invece che a causare lo sterminio non fu una truppa americana ma una violenta lite scoppiata fra gli avventori ed alcuni balordi, che si concluse tragicamente con lo sterminio di soldati e donne. 

 

Ma le grida ed i sussurri possono essere causate non da tali episodi ma anche dal fatto che questa villa fu anche luogo di fermo e reclusione per prigionieri. Nelle camere v'erano strumenti di tortura che spesso finivano con la morte dell'arrestato.

 

Durante la guerra avvenne che la figlia di un contadino promessa sposa ad un signore legato alla nobiltà locale, essendosi innamorata di un soldato americano,  si incontrava di sotterfugio con lo spasimante presso un capannone adiacente alla villa fino a quando un giorno il nobile credette di aver scoperto in flagrante l'amplesso della coppia.  Adirato da tale tradimento,  il nobile con l'aiuto di suoi subordinati, sbarrò la porta e dette fuoco al capannone causando però la terribile morte della donna. Ma la povera donna era sola in quella casa e morì fra le fiamme non riuscendo a trovar riposo e rimanendo  nell'attesa del suo amante appassionato.

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