Sono stato violentato per aver voluto dare al passato una ragione. Nonostante questo non mi fermerò.

 

Giovedì 1° dicembre – ore 10 sala studio dell’archivio di stato. Ho davanti a me tre grossi tomi. Sono i registri del carcere di San Vittore dal giugno al dicembre ’43. Molti di quelli finiti nei campi di concentramento in Germania sono passati di lì.

 

Ho scoperto….che a pochi era riservato il privilegio della trascrizione del capo d’imputazione e relativa condanna.

 

Ho scoperto….che troppi erano lì per delibera dell’ufficio politico della Questura.

 

Ho scoperto….che molti erano destinati a “carceri tedesche” o “germaniche” senza ulteriori ragioni

 

Ho scoperto…..che per coloro che dichiaravano la propria religione come ebraica c’era solo il “carcere tedesco” o più semplicemente la “Germania”. Quest’ultima parola scritta ben in grande con una matita rossa.

 

Ho scoperto…..che quell’anonima matita rossa ha segnato un misterioso destino di tanti con segni indecifrabili

 

Ho scoperto…..che dal dicembre ’43 in poi era in funzione alla questura di Milano un “Ufficio Ebrei”

 

Ho scoperto…..che un tale Mario ha scritto con mano tremante nello spazio riservato alle dichiarazioni dei carcerandi “sono stato battezzato e ho sposato una donna ariana” Pochi centimetri a destra la matita rossa ha scritto la sua condanna.

 

Questo blog esiste e siamo insieme per un insopprimibile bisogno di dare alla parola valore e sostanza. Per questo scriviamo. A volte con sofferenza, a volte per trovare le risposte alle puntigliose domande che il nostro vivere ci impone.

 

Pensavo di trovare nella scrittura dei tomi che avevo davanti un freddo e puntiglioso ordine burocratico. Ho vissuto invece l’abominio della violenza.

 

Mi chiedo se quel bisogno che tanta vitale inquietudine mi da saprà domani rinnovarsi.

 

Ho buttato via tutte le matite rosse.

 


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