Alan fissava la sveglia da circa un'ora. Erano le sei e cinquantacinque. L'ansia non smetteva di tormentarlo, e a niente servivano tutti gli ansiolitici che prendeva. Aveva un colloquio di lavoro giù al porto, nemmeno sapeva di cosa si trattasse. Era da sei mesi che non lavorava. Aveva tirato avanti con la disoccupazione ed espedienti vari, era quel che si dice un ragazzo di vita. Si mise seduto, il letto era logoro, quella maledetta soffitta era logora, la sua vita era logora.  Era un viandante senza meta, un animale che si è allontanato dal branco, una perla nera tra le madreperlacee sorelle. Non sapeva cosa voleva dalla vita, non sapeva nemmeno se volesse qualcosa, questa paura lo portava a ritirarsi sempre di più dalla società, dal mondo. Si guardò allo specchio, dal rubinetto usciva solo acqua gelata, si lavò la faccia. Quando usciva di casa la paura cresceva, aveva paura della gente, di quei mille volti senz'anima che lo fissavano. Lui stava cercando di fuggire da tutto questo. Aveva distrutto i rapporti con la famiglia, la sua ragazza, i suoi amici... Avrebbe solo voluto fuggire da tutti, lontano da tutti e trovarsi un posto nella natura. Si guardò allo specchio. Aveva ventitrè anni. Il tempo gli stava sfuggendo come sabbia tra le dita, e benchè lui stringesse con tutte le sue forze essa continuava a cadere. Avrebbe potuto avere una vita come tutti gli altri, rendere orgogliosi i genitori, avere figli, avere un lavoro ben pagato, ma benchè adesso avrebbe pagato per trovare un lavoro, quando pensava alla vita di prima il suo cuore già stretto in una morsa si fermava. Non avrebbe mai potuto fare quella vita. Mai. Si infilò le scarpe sudice, una giacca pesante, prese il cappello di lana e uscì.  Avrebbe dovuto camminare una mezzora buona per arrivare al porto.

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L'etrusco: otto piccole uova (1/2)

Dalle indagini di Sebastian Hood

18 September 2026

New York City, giugno 2025 Clarissa si morse le labbra. Aveva zittito la suoneria del cellulare durante la visita alla Morgan Library, ignorato i messaggi WhatsApp e le telefonate, tutti registrati sotto lo stesso nome: Frank Carusino. Nemmeno da ‘Armando’ dove aveva cenato con Jessica, l'amica [...]

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Un Pomeriggio

18 September 2026

Pomeriggio era lì, fermo ad aspettare, seduto su un tronco d’albero, trasportato dalla corrente. Le mani puntate nella sabbia per sorreggersi, piedi e gambe dentro al mare. Pensò in quell’attimo, sono tra due mondi, due diverse dimensioni. Mi trovo più sulla terra o in mare? Il pensiero andò subito [...]

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Innamorarsi (2/2)

17 September 2026

E poi era successo. Passeggiavo assorta per le vie del centro, guardando la punta delle mie scarpe che con ritmo regolare toccavano il marciapiede, volevo visitare una mostra ed avevo tempo, la folla mi sfiorava ed i suoni mi raggiungevano ovattati. Senza accorgermene ero arrivata all'ingresso [...]

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Il cimitero

17 September 2026

I cimiteri mi piacciono. Non per le solite ragioni decadenti, per quella fascinazione letteraria verso la morte e i morti. Mi interessano soprattutto come architetture: spazi ordinati, geometrici, spesso rimasti ai margini della città mentre tutto intorno cambiava. Abito in un paese della Bassa [...]

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Ordinaria amministrazione

17 September 2026

L’assistente sanitaria aiutò l’anziano a distendersi sul letto e gli aggiustò il pigiama. Dalla bocca smunta e quasi senza denti apparve una smorfia golosa e ancestrale mentre una mano rattrappita e nodosa si allungò verso la scollatura del camice bianco. L’assistente corrugò la fronte e serrò [...]

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  • MaricaR: X Walter Fest. Sono "nata e cresciuta" in un sito dove era la norma [...]

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Innamorarsi (1/2)

16 September 2026

Averlo incontrato era stato un puro caso: lo avevo atteso alla stazione della metro ogni giorno per un'intera settimana, ma non era venuto. Solitamente prendeva la metro alle 18,45, scendeva ad una fermata prima della mia e si dileguava in mezzo alla folla che lo inghiottiva avida. Mi ero accorta [...]

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L’aspidistra ubriaca

16 September 2026

In una cantina umida che puzzava di mistero e fermentazione clandestina c’erano cinque damigiane piene di un liquido che Mastr’Angelo, il suocero di Enzuccio, chiamava con un ottimismo degno di un pioniere “il mio vino”. Ora, per le persone dotate di papille gustative ancora funzionanti, quella [...]

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Scrutini

16 September 2026

Mi è capitato molte volte di sentire genitori decantare le prestazioni scolastiche dei loro figli come fossero delle Ferrari: “Non studia mai, sta solo attento in classe ed è il più bravo. Fa solo quello che gli interessa”. Di ritorno a casa ero allora solito dire alla Zanna: “Tutti bravi i figli [...]

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L'Utopista

15 September 2026

Gli uomini che vogliono migliorare il mondo hanno tutti un difetto comune: cominciano dal mondo. Il professor Goffredo Malaspina, invece, aveva finito per convincersi che il problema fosse il tempo. Aveva studiato il passato e lo aveva trovato pieno di guerre, epidemie, miseria, superstizioni e [...]

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La strada

15 September 2026

Quando Arturo uscì di casa, non aveva una meta. Aveva soltanto deciso di camminare. La strada davanti a lui era lunga e quasi deserta. Era una di quelle strade di periferia che sembrano non portare da nessuna parte: due file di case, qualche negozio ancora chiuso, un distributore di benzina e, [...]

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La regina della casa

15 September 2026

Deve brillare ogni mobile, ogni angolo; il pavimento deve luccicare. Ci si deve mettere con le ginocchia a terra per acchiappare ogni singolo granello di polvere. Il portone va passato dentro e fuori con un panno umido, almeno una volta alla settimana. Gli scaffali della cucina vanno svuotati e [...]

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Il vero nome del vento

14 September 2026

La sabbia alzata dal vento gli si posava sulle labbra, la sentiva scricchiolare sotto i denti. Era da tre giorni passeggero di quel camion e non finiva mai di respirare la polvere di quel deserto. Perché continuava a chiamarla ancora, se sapeva già che non gli avrebbe risposto? Se lo chiedeva ogni [...]

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