I miei sogni sono la mia fantasia, il mio cavallo pazzo, scatenato, che corre senza sosta in prati verdi e fioriti.

Come un pittore disegno schizzi di gioia che sono fiori e stelle, sono quello che vorrei attorno a me, nella mia stanza; invece c'è solo un letto, coperto da un motivo floreale.

Così è, ci si deve accontentare di imitazioni pietose di sogni di gloria che navigano nella testa. Lì sono perfetti, così reali da volerci vivere, nella tua testa, nel disordine di fiori, stelle,nuvole,gatti,gelato alla nocciola, sigarette,libri, canzoni e tutto quello che di soave esiste o che potresti immaginare; fluttuante ed incantevole ti avvolge il bello. Ed è estasi.

Mi accosto con distacco a tutte le sciocchezze che la mia mente sfiora come pane fresco ogni giorno, la cui farina è arte, il cui lievito la mia tendenza al viaggio mentale per ogni piccolo stimolo o impulso che accende il mio cervello e lo porta ad ingigantire tutto quello che la realtà gli presenta ed arricchirlo con un po' di fantasia, per esserne padrona ed assurdamente consapevole di celare nel subconscio ciò che  più solletica l'immaginazione.

Per esempio, la parola "solletica", mi fa pensare a Te, anzi a Noi. Noi che ci abbandoniamo agli strani complotti che il piacere trama alle nostre spalle per tenderci la trappola irresistibile, da cui non riusciremo facilmente a salvarci: l'inevitabile creazione di un legame che comprometterà la nostra indipendenza. Sono sicura che l'inevitabile accadrà, inevitabilmente, non avremo modo alcuno di fuggirne. Ma perché, quindi, non facciamo un'alleanza contro noi stessi? Impariamo insieme che dovremmo avere più controllo sulle nostre passioni. Magari, ci è solo più comodo farci travolgere l'uno dall'altra. Poi, quanto è piacevole abbandonarsi? Gettare tutto il buon senso e le promesse che abbiamo fatto a noi stessi, cedere alla forza dell'attrazione. Come calamite confuse, cerchiamo di spostare i nostri poli magnetici e le nostre cariche positive e negative in un'altra direzione, lontano. Ma la stabilità, lo sappiamo, non si trova più in là del nostro unirci.

 

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