Dedicato a tutti gli amici di Ldm, che condividono con me questa grande passione.

 

A volte ho la testa piena di parole.. Una folla variopinta e variegata che volteggia nei miei pensieri, facendo capriole.. Spingono per uscire, ed io non posso fare che assecondarle, perché sento che se non lo faccio, prima o poi la mia testa esploderà.

È sempre stato così.

Avida di parole, divoro libri per placare la mia sete e le parole si fermano in me, sono ossigeno e le respiro, sono cibo e me ne nutro.. Poi, inaspettatamente, iniziano a spingere per uscire.. rumoreggiano nei miei pensieri, quasi un’esplosione di forme e di colori..

Succede nei momenti più impensati.. Alle cinque del mattino, o mentre accompagno i bambini a scuola.. Mentre lavoro, mentre parlo con le persone.. E sorrido tra me perché ci sono momenti in cui mi verrebbe da dire frasi tipo “scusa ma ora devo proprio andare, sai.. Mi scappa da scrivere”..

Mi siedo davanti al Pc.. Il cursore lampeggia sullo schermo, come un invito, una piccola porta spalancata sui miei mondi interiori. Le mani iniziano a muoversi sulla tastiera  e piano piano, man mano che il testo prende forma, la mia testa si svuota, ed io mi sento davvero, Me.

Mi destreggio tra le parole, come una danza interiore muovo passi e invento mondi possibili.. come un demiurgo plasmo personaggi, che sgorgano dal centro di me, li maneggio e li modello, come creta, li corteggio e li assecondo, li amo e li odio, li trattengo e li lascio andare per il mondo..

..Gioco con le mie inquietudini.. Le mie fragilità diventano risorse.

Amo scrivere perché in qualche modo è questo quello che io sono. Io sono le mie parole, sono i miei personaggi, che scaturiscono dalle esperienze, testimonianza di frammenti di vissuto che si scompongono e si ricongiungono nella mia testa in modi diversi..

Amo scrivere perché quando lo faccio la mia anima si schiude, ed è come se ogni parola fosse una pennellata.. sfumature di colore, nella grande tela della vita.

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Un’altra vita

Spin-off retroscena del racconto "Pedicure"

22 September 2026

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Ho incontrato il bambino che ero

22 September 2026

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Lo scalino bagnato

22 September 2026

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Destino Clandestino

22 September 2026

L’unico vero libero arbitrio che abbiamo a disposizione nella vita terrena è scegliere se opporre o meno resistenza agli impulsi egocentrici. Penso che la sorte ci condizioni in eterno, con due sole eccezioni: non ha potere sulla nostra libertà di scelta e non ci può mentire. In quel lontano periodo [...]

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Franceschieglie 'ru stagnarieglie

21 September 2026

C’era una volta il mio paese, quello del dopoguerra: tanto diverso da oggi che, a parlarne ora, sembra di raccontare una favola. Io, bambino, al calar della sera, obbediente al richiamo dei genitori, lasciavo il gioco a nascondino — che la penombra rendeva ancora più avvincente — e rientravo a [...]

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Hai già mangiato? (2/2)

21 September 2026

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20 September 2026

La vecchia Emma aveva fatto scappare cinque badanti. La prima era durata più a lungo, ma, all’epoca, Emma riusciva ancora a tirare la sfoglia. Un velo sottile, attraverso cui, in controluce, si scorgeva la sua mano che conservava i calli da contadina. Poi, però, un ictus; leggero, ma il braccio [...]

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Cominciò a sentirsi in trappola. Sembrava che nessuno in famiglia potesse fare a meno del suo aiuto. si chiedeva finora come avessero fatto a tirare avanti, lui non c'era stato per quaranta anni. Non era certo questo che aveva sognato. Un sabato mattina, il figlio era a casa, la moglie non aveva [...]

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Estati d'altri tempi

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Da ragazzina abitavo vicino al mare, in un luogo allora sperduto, dove il silenzio veniva rotto soltanto dalla risacca delle onde. Le uniche “anime” che si vedevano erano quelle dei pescatori e delle loro donne che, quasi ogni mattina, ripetevano l’atavico rito: gli uomini lasciavano le barche [...]

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L'etrusco: otto piccole uova (2/2)

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19 September 2026

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19 September 2026

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L'etrusco: otto piccole uova (1/2)

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18 September 2026

New York City, giugno 2025 Clarissa si morse le labbra. Aveva zittito la suoneria del cellulare durante la visita alla Morgan Library, ignorato i messaggi WhatsApp e le telefonate, tutti registrati sotto lo stesso nome: Frank Carusino. Nemmeno da ‘Armando’ dove aveva cenato con Jessica, l'amica [...]

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