Il rumore della macchina era inquietante. Glielo avevano detto, e le sembrava di essere preparata. Tuttavia si rese conto che non sarebbe stato facile arrivare in fondo alla risonanza magnetica senza lasciarsi andare all’ansia, col rischio di compromettere l’esame. L’età adulta non basta a metterti al riparo da certe fragilità. Andreina cercò di pensare a qualcuno che stava peggio di lei. Non l’umanità sconosciuta, qualcuno di concreto.

Il rumore si spense davanti al volto della piccola Lina. Da settimane non camminava più. Da quella maledetta domenica in cui era stata inghiottita da un crepaccio durante una passeggiata in montagna. Era scivolata via dalla mano di sua madre senza darle il tempo di un ultimo sguardo. La salvezza era venuta da uno spuntone di roccia che aveva bloccato la sua caduta. I soccorsi tempestivi avevano fatto il resto, ma Lina aveva dovuto fronteggiare l’abisso.

Andreina l’aveva saputo a scuola dove lavorava come insegnante di danze popolari. Conosceva Lina molto bene, da due anni seguiva i suoi corsi con la classe. Una bambina allegra e affettuosa. Prima dell’accaduto. Ora chissà.

Giovanna, una delle maestre, le aveva raccontato che il trauma le impediva di riprendere a camminare, nonostante le strategie messe in atto da medici e psicologi. Per ora si spostava in braccio a un adulto o con l’ausilio di una sedia a rotelle. Da qualche giorno era rientrata a scuola, si sperava di riabituarla alla normalità.

Andreina non vedeva l’ora di incontrarla, ma allo stesso tempo temeva che la sua presenza potesse farla sentire ancora più handicappata. Quel pensiero aumentò il senso di disagio provocato dal calore della macchina. Aveva anche ripreso a sentire i ritmi cadenzati del rumore. Cercò di lasciarsi andare completamente concentrandosi di nuovo sulla bambina.

Chiuse gli occhi e il rimbombo del rumore si fuse con l’immagine dei passi di una nuova danza che la sua mente stava inventando. Andreina si concentrò per memorizzarla. L’avrebbe dedicata a Lina. Era così eccitata che quasi si infastidì quando l’infermiera la interruppe annunciandole che poteva andare. Ma la danza per Lina era ben custodita, nella sua mente e nel suo cuore, e nessuno avrebbe potuto cancellarla più.

Il giovedì arrivò in fretta e Andreina sapeva esattamente come avrebbe agito. Accolse la seconda B in palestrina con la proposta di una nuova danza. Lina entrò per ultima, sulla carrozzina. Andreina le sorrise, ma si accorse che la bambina aveva lo sguardo lontano, in un altrove forse inaccessibile. Per un po’ la lasciò nel suo altrove e si occupò del resto della classe. Aveva portato una scorta di peluche che avrebbe fatto impallidire un negoziante specializzato. Ogni bambino ricevette due peluche da legare alle gambe prima di iniziare a danzare. I bambini lanciavano gridolini e risatine di sorpresa e di entusiasmo. Andreina sbirciò Lina senza farsi vedere e sentì un piccolo balzo nel petto. La bambina aveva lo sguardo ancora distante ma non troppo. I bambini si legarono addosso tutti i peluche disponibili e si disposero in cerchio frementi. Andreina cominciò a spiegare qualche passo e finalmente spostò la sua attenzione su Lina, i cui occhi perplessi lasciavano trapelare qualcosa come un rimprovero. Rischiò il tutto per tutto:

         “Ho finito i pupazzi. Vorresti essere tu il mio peluche?”

Il tempo si prese una pausa. I bambini trattennero il fiato. Poi Lina annuì.

Nel giro di tre lezioni la danza era stata assimilata perfettamente. Lina si era adattata senza proteste a fare il peluche, poggiando i suoi piedi su quelli di Andreina e lasciandosi cullare al ritmo del ballo, ma senza alleggerire mai il suo peso morto.

Alla quarta lezione era assente. Al suo posto arrivò una bidella con una busta. Andreina l’aprì con una punta di ansia. Ci trovò dentro un biglietto firmato dalla mamma di Lina. Diceva semplicemente L’ho trovata in cameretta che faceva ballare i peluche. Il foglio era ancora umido di lacrime.

Tutti i racconti

1
3
20

Picco glicemico

27 July 2026

Mettiamo che una mattina ti alzi e tutto quello che di solito non ti piace, ti disturba, ti infastidisce, sia sparito, anzi si presenti come lo avresti voluto da sempre. La cosa ti può far felice, ovvio, anzi ti fa felice, ma non ti insospettisce un poco? Stamattina mi sono alzato e non avvertivo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Walter Fest: Rosa rosa buongiorno, benvenuta e piacere di averti compagna/o di uscita odierna.

  • Rubrus: Dite quel che volete, ma se fosse servito ad evitare l'incendio, io mi [...]

1
3
12

Una promessa a un Border Collie (2/4)

Quando l'orgoglio prende il comando, anche un bosco può trasformarsi in un deserto.

27 July 2026

Parte II Ecco... questa parte non l'ho mai raccontata a Gabriella. Credo però di poterlo fare adesso. Sono passati esattamente quattordici anni da quel giorno e immagino che, a questo punto, il reato sia andato in prescrizione. Almeno lo spero. I due cani avevano iniziato a guardarmi con quell'espressione [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Walter Fest: Aquilarandagia75 buongiorno e piacere di averti come compagno/a di uscita odierna.

  • Aquilarandagia75: grazie a tutti per il like, grazie Walter anche per me è un piacere!

3
4
22

È tutto vero

Perché quando si scherza bisogna essere seri

27 July 2026

Era una tranquilla domenica di Aprile, anzi no di Ferragosto che suona meglio ed ero seduto sulla tazza del wc per fare la pòpò che però non mi scappava e intanto la mia mente rimuginava, allora presi un fumetto quello di Alan Ford e del gruppo T.N.T. ma voi amici di LDM lo conoscete? Vabbè facciamola [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
4
26

Una promessa a un Border Collie (1/4)

Una passeggiata nel bosco di Manziana, due cani meravigliosi e un umano convinto di conoscere ogni sentiero.

26 July 2026

Ogni tanto è piacevole tornare indietro, riavviare la memoria e ricordare momenti in cui, anche se solo per poche ore e quasi di nascosto, si è stati, se non proprio felici, almeno sereni. Quel giorno lo ricordo benissimo. Era piena estate, faceva un caldo da spaccare le pietre. Briciola aveva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

15
23
352

Password n° 2047

Domotica prossima ventura

26 July 2026

Non cambi la password da troppo tempo: aggiornala. 2.11.1969 Nella password ci devono essere delle lettere. 2 novembre 1969 È imprudente usare come password la propria data di nascita o quella dei propri cari. Creane una che non sia facilmente decrittabile e che non sia a te strettamente collegata. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Walter Fest: Bravo Rub. scusa il ritard. comunque "Tuo nonno in cariola" nun sé [...]

  • Rubrus: Ma sarebbe stata una password troppo lunga.

5
6
39

Un funerale non funereo

26 July 2026

ADOLFO Un funerale non funereo, in contrada Macchia, a Forlì del Sannio, per un uomo aperto e amante della vita. Il luogo, ai bordi del crinale della collina, ventilato e con l'aria sempre fresca, gli ha sempre fatto compagnia; e lui qui ha vissuto in perfetta sintonia. Amava essere al centro [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

10
16
47

Gioia Fringuelli, farmacista (3/3)

Ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale

25 July 2026

«Signori miei, colpo di scena!», annunciò il legale con un fare teatrale alla Mike Buongiorno. «Il benefattore milanese, l'antico amico di Gioia, altri non era che il prozio di Don Teobaldo. Pertanto, il reverendo qui presente è l’erede legittimo della farmacia e di tutto il suo prezioso contenuto!». [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dario Mazzolini: Grazie a quelli che non ho ringraziato prima. Lo faccio adesso, contento per [...]

  • Lawrence Dryvalley: Dario, lette le tre parti. Piaciuto. Una commedia del grottesco, in altri commenti [...]

5
7
25

La fetta di salame

25 July 2026

Se avessi avuto il braccio come Tiramolla l'avrei presa. L'avrei fatta mia. Non resistevo più a non poterla avere. Cosi perfetta e con quel color rossiccio e lentigginoso. Una delizia agli occhi e al profumo. Ma ogni qualvolta tentavo di avvicinarmi, l’invitato al pranzo che a malapena conoscevo, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
5
23

Lo sgarro alimentare

Conversazione con Gemini

25 July 2026

Ciao Gemini, ieri sera ho fatto un disastro! Era il compleanno di una mia cognata (ottant'anni tondi tondi) e ci ha invitato al ristorante. Come ben sai dal mio piano alimentare settimanale, la sera del sabato “mi tocca” finalmente la pizza, per cui ero andato al ristorante tranquillo e determinato [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Grazie ragazzi.
    Si, la seconda parte è tutta di Gemini, parola per [...]

  • Verguiliana: Vergiuliana. Divertente e simpatico. ben scritto.complimenti anche al simpatico [...]

2
6
64

Epitaffio

24 July 2026

L'amore, quando arriva, non chiede permesso Entra spavaldo e se ne frega di chi sei, come stai, se devi lavorare o se hai persone di cui occuparti, se hai amici o impegni Se ne frega se lo volevi o no Lui arriva e prende ciò che gli spetta, con violenza Poi, dall'alto della sua arroganza, se ne [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

7
5
41

Gioia Fringuelli, farmacista (2/3)

Ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale

24 July 2026

L'uomo di legge entrò in farmacia con fare guardingo, chiudendosi la porta alle spalle. In meno di tre minuti la notizia del suo arrivo, rimbalzando di bocca in bocca, era già arrivata all’osteria, alla canonica e perfino all'orecchio della Cesira, che in paese era famosa per il suo udito selettivo: [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Virginia Lupo: anche la seconda puntata non mi ha delusa anzi signor Dario sono curiosa di [...]

  • Ornella: Anche questa puntata non delude caro Dario, sono curiosa di leggere il finale.... [...]

2
2
42

Skyfall e il secondo dito

Le B-Roll Girls un mercoledì sera come tanti, sopra la posta

Miu
24 July 2026

Ogni mercoledì sera, puntuali come le bollette, ci ritroviamo nella stanza comunale sopra la posta. Un luogo privo di velleità artistiche: neon tremolante, sedie in cerchio, odore di mosto e un’acustica che definire ostile è un compiacente eufemismo. Noi, le B-Roll Girls, siamo diciotto donne [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

Torna su