Amico lettore che in questo momento sei sul bus o in metrò, oppure sei di qua oppure sei di là, insomma a prescindere di dove stai grazie assai per averci dedicato il tuo tempo e senza ombra di dubbio bisogna dirlo che questo tempo che viviam è un pò stran perchè è dal 2020 che non si vive più in pace, più di uno dirà che anche prima del venti venti fosse meglio ma almeno prima di tale data avevamo una sottile speranza che il futuro sarebbe stato più roseo, amico lettore dici che non ti va' di ascoltare le solite pappardelle noiose? Tranquillo io e un artista stiamo qui proprio per questo, che tu abbia perso le puntate precedenti oppure che già ci conoscessi, oggi ti proponiamo una nuova storia, non ti anticipiamo un cacchio, bypassiamo il trambusto d'attualità, la noia e le solite chiacchiere tram tram da talk show (doveroso omaggio ai vecchi mezzi di trasporto su rotaia) ora seguici e se alla fine ci lasci un commento, io e il pittore di gran cuore ti ringrazieremo.

 

Signore e Signori c'è da dire che nelle opere dell'artista Adriano Valerio Deandreis c'è una linea espressiva che poi è il suo stile, uno stile che diventa atmosfera, che diventa poesia, una poesia fatta di solitudine e silenzi, quindi una caratteristica importante nei colori dell'Adriano è che c'è di tutto fuorché monotonia oppure apatia, quindi a favore dell'osservatore tanta positività e in finale quel che è evidente è la presenza di una poetica personale e magnetica, aspetti che fin ora avrete sicuramente già apprezzato e anche in questa storia di solarità ne abbiamo a iosa, ora un attimo di pazienza che vado a raccontar il fatto.

Anche se non la vedete, o attraverso al vostra fantasia oppure con un click sul link posto a piè di test, vedrete la vetrina del negozzietto con la cappottina a righe giallo e blu proprio nell'opera tra due alberi alla destra della tela, bene, poi di fianco c'è una luce accesa che appare dall'ingresso ad archetto della palazzina rosa e il tetto rosso, potete notare  la perfetta intonazione cromatica dei colori riflessi del corso d'acqua come si specchiano nella vetrina stessa del negozio del quale non vi è insegna, non sappiamo che lavoro vi si svolga e chi troveremo al suo interno.Ma allora io che ci sto a fare? Un attimo cambio rigo e ve lo dico.

Il negozio era un negozio di scrittura gestito da uno scrittore che per professione scriveva per tutti, dovete sapere che dopo l'exploit della intelligenza artificiale a mano nessuno scriveva più manco la lista della spesa, zero assoluto, le penne diventarono archeologia e la carta dei quaderni non era buona neanche per pulirsi le terga, ma magari fosse solo questo il problema perché la I.A. aveva sì aiutato la società ma aveva anche spento la fantasia e tanto altro ben di Dio che fin ora il progresso aveva risparmiato, sta' di fatto che compiuto il fattaccio tecnologico la gente stava messa male finché piano, piano l'intelligenza artificiale diventò così noiosa, ma così noiosa che bastò rivedere un film di Totò, Sordi, Tognazzi, Gassmann, Mastroianni e Manfredi Nino anche Bud Spencer e Terence Hill voi che dite? E così per citare solamente alcuni dei mostri sacri della comicità che la gente ricominciando a ridere si ricordò di come eravamo e che una volta si sapeva scrivere manualmente per comunicare con il cuore e con la mente ma è adesso che viene il bello, la gente era diventata scoordinata e oramai disabituati scriveva malamente ed è qui che entra in campo Riccardo che nel suo negozio scriveva su commissione, in paese lui era rimasto il solo a saper ancora scriver con la classica penna tra le dita perché, perché? Boh? Non me lo ricordo ma non pensiamoci e andiamo avanti quel che più interessa è che Riccardo scriveva per tutti a tutti i costi per tutti i gusti a bassi costi, tutti venivano nel suo negozio per farsi scrivere ad esempio una lista della spesa, un lettera di presentazione per un nuovo lavoro, una lettera d'amore, una lettera ad un parente lontano, lo so che vi sembrerà strano ma così era e così vi sto raccontando, quindi tutto il giorno era un andirivieni di genti e per tutti il Riccardo aveva un sorriso, una battuta, un commento ai fatti del giorno, oh! Che figata la normalità, lo scambiarsi quattro chiacchiere e magic moment sapete in paese che succedeva? In tutto il circondario i colori si erano ravvivati ma di uno splendore e di una allegria così straordinaria da far sembrare tutta una rinascita, un nuovo rinascimento? Come quello del '500? Beh! Sì perché no? Voi dite che bastava solo scrivere a mano? Non lo so ma di sicuro Riccardo e tutto il resto del paese stavano meglio senza l'intelligenza artificiale che poi a dirla tutta la tecnologia mica se ne era andata del tutto, macché, mica si può tornare indietro ma per certe cose ognuno aveva preso le giuste misure, non è stato facile ma sull'orlo del precipizio ce la siamo vista brutta, per fortuna che ci ha messo una pezza la fantasia e l'arte che poi essa sia della scrittura o della pittura o di altro ancor di bello e cotanta bellezza poco importa, importano maggiormente le cose più belle del come eravamo e nella prossima storia di che parleremo? Ecco appunto tenetevi pronti saranno ancora vicende apparentemente strambe ma che in realtà saranno assai interessanti e tra la stramberia della mia scrittura e la pittura colorata del Deandreis, vi terremo ancora compagnia, solo un attimo che c'è una signora che deve scendere alla prossima fermata, prego signora buona giornata, le siamo piaciuti? Peccato ci ha ingrugnito, saremo più fortunati la prossima volta, mi raccomando non perdiamoci di vista e a proposito di vedere, date un'occhiata al link quì, quò, quà, good by, au revoir.

 

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