Il freddo le morde le ossa, il buio è denso, silenzioso, come se il mondo trattenesse il respiro. Lei, abituata all’oscurità, sente un brivido più profondo del solito, ma continua a camminare. “Non ho mai fatto del male a nessuno,” pensa. “Non mi può succedere niente. Nessuno sa che esisto.”

 

Il cielo sopra di lei è una coperta di stelle, occhi, occhi buoni che la guardano e l'accompagnano. Fiancheggia una radura piena di rifiuti, dove il silenzio è così irreale da sembrare sacro. Poi, un rumore. Passi. Voci. Quattro ombre emergono dal nulla, come sputate fuori da un incubo.

 

“Guarda chi c’è,” dice uno, con un ghigno. “Una signorina tutta sola.”

 

Lei non risponde. Non può. Il mutismo che la accompagna da anni è la sua corazza e la sua condanna. I quattro si avvicinano, la circondano. Ma prima che possano toccarla, un fascio di luce li investe. Poi un altro. E un altro ancora.

 

Una comitiva di ciclisti, amici e colleghi, sbuca dalla curva, fendendo con le luci dei fanali il buio, le loro voci si spengono in un attimo, i quattro uomini si bloccano, sorpresi, poi, come topi disturbati, si dileguano tra i rovi.

 

“Va tutto bene?” chiede, uno dei ciclisti avvicinandosi con cautela. Lei non riesce a parlare, ma le sue lacrime dicono tutto, nessuno fa domande, nessuno giudica, nessuno emette sentenze.

 

Quella notte, per la prima volta dopo tanto tempo, la sconosciuta non dorme sotto il cavalcavia, dorme in un letto vero, in una stanza d’emergenza di un Centro per donne in difficoltà gestito dalle Sorelle della Pietà Misericordiosa. Il materasso è duro, ma profuma di pulito, le lenzuola sono ruvide ma asciutte e insieme a lei, altre donne impaurite le fanno compagnia.

 

Il giorno dopo, suor Angela arriva, le prende le mani tra le sue, la guarda negli occhi e l'abbraccia. “È tutto finito, e tutto sta per iniziare” le sussurra.

 

Passano i mesi. La sconosciuta ora ha un nome, l'ha scritto da sola, con mano tremante, su un foglio del Centro: Linda.

Nessuno sa se sia il suo vero nome, ma è quello che ha scelto, e nessuno fa domande; frequenta un laboratorio di cucito, finalmente ha imparato a sorridere con gli occhi.

Non parla ancora, ma comunica, non è più un fantasma, è una persona rinata dall'amore.

 

Non ha dimenticato nulla, ma ha scelto di vivere per amore.

 

 

 

 

 

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