Ci piaceva scambiarci gli odori, i sapori e i respiri. Ci piaceva mischiarci l'anima fino alle ossa come a consumarci, a disarmarci, ogni volta. Ci piaceva fonderci in un unico focolare al centro della stanza, con le finestre chiuse e le luci spente. Eravamo noi a dare colore alle pareti. Ci spalmavamo ovunque e in ogni angolo fino a restare inermi, per terra o sul letto a baldacchino o sul davanzale della finestra spalancata sulla strada trafficata. Era così rumoroso lì fuori, ma noi non sentivamo niente, nemmeno una voce, nemmeno un clacson o un cane che abbaiava. Eravamo solo noi, noi e le nostre sigarette, lì sul davanzale. 

-Vado via, Amelie. Si è fatto tardi!

-Puoi restare se vuoi. Resta ancora un po', fumiamo ancora un po'!

-Meglio che vada, domani ho da lavorare e Clara e i bambini mi aspettano.

-Potresti dire a Clara di noi, oramai. 

-Sai che non è il momento. Il papà di Clara non sta bene e non me la sento di dargli questo dispiacere adesso, poi i bambini a settembre dovranno cambiare scuola e sarà un periodo molto stressante per lei. 

-E quando lo farai?

-Ti prometto che presto lo farò. Ora devo andare. Chiudi le finestre e prova a dormire. Dammi un bacio.

-A domani.

Quando ho conosciuto Victor non fumavo più, avevo smesso da due anni. Ricordo che mi piaceva così tanto quella sensazione, portavo alla bocca quella sigaretta e sentivo la gola bruciare fino a quando non usciva di nuovo tutto quel fumo da dentro di me. Vivevo una percezione di liberazione inspiegabile. Il cervello per un attimo si annebbiava, gli occhi retrocedevano e la rabbia volava via col fumo sporco che mi aveva attraversata, violata. Ricordo che ne avevo un reale ed estremo bisogno, che diventavo irrequieta se per un motivo o per un altro dovevo tardare il mio rito liberatorio. Fumavo dieci sigarette al giorno, non tantissime per gli standard di un fumatore, erano i dieci appuntamenti della giornata con me stessa, era il mio momento di liberazione, di pace. Mi sedevo, accendevo la mia sigaretta e mi riconnettevo col mio mondo, ci entravo e non uscivo per un po'. Stavo lì, così. 

La prima volta che Victor ed io abbiamo dormito insieme lui si è alzato dal letto dopo avermi baciato la fronte, si è diretto verso la finestra e si è acceso una sigaretta. Era notte fonda e io intravedevo la sua figura all'ombra della luna avvolto in un'aureola di fumo che faceva per uscire mentre lo attraversava. Non mi dava fastidio, stranamente non mi disturbava il fatto che stesse entrando del fumo nella mia stanza e nemmeno il fatto che non me l'aveva chiesto, di fumare dico. Fumava delle Rothmans Demi e a me piacevano, piacevano terribilmente. Decisi di alzarmi e di fumare anche io. Victor mi guardò.

-Da quando hai ricominciato a fumare, Amelie?

-Chi ti dice che ho ricominciato?

-Hai appena preso una mia sigaretta, l'hai accesa e la stai fumando. Non è ricominciare questo?

-Oh no, Victor,  questo non è ricominciare!

-E che cos'è?

-Questo si chiama godersi un momento senza pensare, ti capita mai di non pensare?

-Non se devo mettere in discussione una scelta importante e buttare al diavolo due anni di sacrifici, a quel punto preferisco non godermi il momento e pensare. 

-Hai ragione, ma sarebbe riduttivo.

-Riduttivo per cosa?

-Sarebbe come ridurre al minimo le percezione che il tuo corpo e la tua mente possono vivere in un determinato momento. 

-Quindi, amelie, tu rinunceresti a tutto per vivere un momento? uno solo?

-Io, dici? Oh si, io rinuncerei a tutto per godermi al massimo quell'attimo, ogni attimo.

-Sei strana, Amelie, sai?

-Shhh!. Prendi due sigarette e vieni qui, stenditi accanto a me, goditi quest'istante insieme a me!

 

Tutti i racconti

2
1
38

L'infermiera (2/2)

05 October 2026

I due agenti mi guardarono con chiaro risentimento, ma probabilmente avevano intuito quale terribile paura avessi provato, così evitarono di farmi la tipica ramanzina che meritavo per averli disturbati inutilmente. D'altronde, pensavo, le tasse le pago anch’io e ho il diritto di chiedere il servizio [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

1
1
39

Il buio

05 October 2026

La finestra sul mondo Da qui Da sola Osservo Gente che corre Gente che parla Gente che ride Io resto immobile Attenta Silenziosa Solamente gli occhi si muovono Il resto del mio corpo è fermo Inerme Il vento soffia forte Che voglia urlare? Le chiome degli alberi si piegano al suo volere Resistergli [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
4
83

Diario di una Mangiuomini – 11 Agosto 20XX

04 October 2026

Ah... Caro Diario. Ti sto scrivendo sempre meno... Ma ce l’ho fatta, sai? Sono successe un bel po’ di cose... ora ho un dojo tutto mio. Sono la quinta in classifica e mi sono ufficialmente ritirata dalle battaglie. Judy dice che per il momento è meglio così: unendo le forze impediamo ad altri [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
9
47

L'infermiera (1/2)

04 October 2026

Ormai ne ero assolutamente convinta: qualcuno da diversi giorni mi stava pedinando. Qualcuno molto furbo, capace di celarsi nell’ombra quando rientravo dal turno di notte, o tra la folla durante le passeggiate pomeridiane nelle strade cittadine. Ne avvertivo distintamente la presenza, anche se [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Andrea Castellini: Per Giampaolo: certo che si capisce ma è insolito, anche "un esercito [...]

  • Giampaolo: Andrea, è probabile che tu abbia ragione, ma se è così [...]

4
6
64

Manuale per riccanza

03 October 2026

Ognuno di noi ne ha uno per amico che ci preserva dalla rovina finanziaria: il risparmiatore compulsivo. Il risparmiatore compulsivo non è oculato per bisogno, ma per vocazione; è l’unto del Signore mandato fra gli uomini per insegnare loro l’arte dell’accumulo, al godimento del quale rinuncia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: Anche a me è capitato di conoscerne qualcuno. Ne ricordo uno in particolare [...]

  • Andrea Castellini: 👍Se i taccagni non fossero mai esistiti credo che a nessuno sarebbe venuto [...]

5
7
118

Quello che non combacia

Una storia sull'insoddisfazione, l'abitudine e le cose che smettiamo di dirci

03 October 2026

Da bambino passavo i pomeriggi ad aspettare mia madre tra le panche di una chiesa di periferia. Non pregavo; passavo il tempo a guardare l'abside e a farmi la mia personale teoria sul mondo. Quella parete era un mosaico di scarti di cantiere, fatto di pietre spaccate a martellina. Tessere storte, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • An Old Luca: Complimenti. Ben scritto. Raffinato ma leggibilissimo.
    Like

  • MaricaR: L'abitudine è nemica di un rapporto vivo. Troppe volte si rinuncia [...]

4
6
34

Daredevil: a Parigi

02 October 2026

Parigi, sabato sera. Due giorni di convegno possono stancare anche Matt Murdock. La sala dell'università, le relazioni, le domande del pubblico, le cene istituzionali. Quando finalmente esce, l'aria della sera gli restituisce una città diversa. Parigi smette di essere un'aula e torna a essere [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
8
300

Cinquanta palleggi

02 October 2026

"Papà, guardami!". Il padre, in piedi poco distante, stava fissando il telefono mentre strisciava il pollice sullo schermo con insistenza. Il bambino stava palleggiando con entrambe le mani. "Guardami, papà!". L’uomo non si mosse se non per passare il dispositivo sull'altra mano e per picchiettare [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Poveri figli... situazione abbastansa consueta in questo periodo. Ben descritta; [...]

  • Rubrus: Sono dell'opinione di MaricaR con la differenza che non mi aspettavo accadesse [...]

12
9
117

Dentro il materasso

La Donna

01 October 2026

Ada aveva imparato che il mondo ha un odore. Non quello del pane caldo o dei tigli d’estate. Il mondo odorava di cemento bagnato, ferro, ascensori chiusi, ospedali, cappotti umidi. Odorava di corpi che si sfiorano senza vedersi. Di paura. La paura, Ada la percepiva prima delle parole. Forse per [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Chi, mangari un lunedì mattina, svegliandosi, non ha avuto la tentazione [...]

  • Ondine: Un incipit efficace per entrare subito nel cuore del disagio. Nel mondo c'è [...]

3
2
78

Fredda Lama

01 October 2026

Nel silenzio grave di un’alba oscura, si ode il gelo d’un cuore tradito, come vento che frantuma fiori innocenti nel giardino d’un mito. L’ombra del rispetto, tra veli di nebbia, si dissolve nell’ira, e l’eco d’onore si perde nelle spire d’un’alma che sospira. Come stelle cadute in un cielo tradito, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

6
7
61

L' anziana signora

30 September 2026

L’anziana signora è dietro il bancone della sua bancarella di pesce fresco. Un odore forte di mare invade tutta la strada. Con la sua voce fiera invita i passanti a fermarsi. Molti non la sentono. Molti altri chiudono le loro orecchie quando le passano accanto. Alcuni disegnano smorfie sui loro [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
14
67

Dacci oggi il nostro disagio quotidiano

30 September 2026

Sono le ventidue di un qualsiasi anonimo sabato sera di una qualsiasi anonima città di provincia. L’aria ha iniziato a raffrescarsi, rendendo quasi gradevole la consueta cena all’aperto nel giardino della nostra pizzeria preferita. Mia moglie racconta la sua giornata lavorativa, tentando di ravvivare [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Piso81: valutare sempre bene quello che si vuole condividere in chat e compagnia bella😅
    cinico [...]

  • Indomito Pisano: Gia Piso. Così è. Ipocriti i velleitari manifesti di solidarietà [...]

Torna su