La mattina in spiaggia era deliziosamente di routine. Tra famiglie più o meno numerose, forme maschili e femminili messe in mostra in tutta la loro abbronzatura stronzesca e ombrelloni e il bar pieno di gente e di sabbia, era una mattina perfetta per un aperitivo. Cosa che sia Lionel che Sharon, seduti sotto una palma, avevano pensato.

“Sai…" fece Lionel rigirandosi tra le mani il bicchiere quasi vuoto. "Ho notato che ci sono un sacco di famiglie in questo periodo, magari è proprio il momento giusto per disintossicarsi dalla routine.”

“Non chiedo di meglio. Voglio essere circondata da spalle grinzose, culi cadenti e bambini che strillano fino a svociarsi mentre tirano la sabbia al primo che passa." Sharon si rilassò contro lo schienale della sedia mentre osservava la gente che andava e veniva tra spiaggia e bar. "Ah, e tanti cani.”

Come se il destino avesse voluto accontentarla, dietro di loro apparve una madre assieme a un bambino sui quattro anni circa che sembrava voler emulare il Freddie Mercury dei tempi migliori a causa di una specie di automobile meccanica posta mestamente in un angolino nascosto del bar, dimenticata persino dai proprietari stessi. Secondo la madre, la quale traduceva gli strilli isterici della prole-scimmia, il pargolo voleva a tutti i costi andarci sopra.

“È possibile usarla?”

Un uomo panciuto e abbronzato in canottiera e costume variopinto, evidentemente l'inserviente del locale, lanciò uno sguardo dubbioso all'apparecchio.

“Boh. Ci può provare.” disse con spiccato accento romagnolo.

Sia Lionel che Sharon rimasero così a guardare lo spettacolo del bambino che saliva con prepotenza sull'automobile, la madre inseriva una moneta e il tutto si avviava.

Per così dire.

Il bambino sulle prime si impose d'arroganza, visto che l'automobile aveva preso a sferragliare con un curioso filo di fumo che saliva dalla fessura della moneta; poi da sotto uscì una voluta di fumo di tonalità lilla e l'apparecchio iniziò a emettere curiosi versi simili a una carriola con le viti spanate. Quindi, nel giro di un secondo, si mise a funzionare a velocità decuplicata, shakerando il pargolo peggio di un Martini; infine l'automobile si coprì di bugni, emise alcuni strani lamenti e deflagrò stile bomba, con tanto di pezzi che volavano tutt'attorno e madre incredula. Tempo del tutto: quindici secondi circa.

Mentre l'inserviente innaffiava a pompa le ultime fiammelle e un paio di rottami cadevano dall'alto assieme alla maglietta bruciacchiata del bambino, Lionel e Sharon tornarono con aria perplessa ai loro cocktails.

“Mmm. Non sono sicuro di capire del tutto le famiglie moderne.”

“Non dirlo a me.”

Accanto a loro, alcuni frammenti di cenere piovvero in silenzio.

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