Hai la bocca rossa, muta, serrata da silenzi antichi

nella triste risacca in cui ristagnano i tuoi pensieri.

Gli occhi sono grandi, tondi, fiutano lenti una vita

che pensi d’aver perduto, ceduta ad altre sordità.

 

Osservo quella foto: aggiungere lati alla tua posa,

nei pensieri sghembi che non sai più dimenticare.

Parla l‘esile corpo, mentre ti abbraccia nei silenzi,

così deboli nei passi quei motivi sterili, claudicanti.

 

Esisti, dentro il respiro intimorito da foschi intenti,

spingerti verso gli abissi che non saprai mai abitare.

Spera non giungano lì, dove flebile essenza resiste,

prima che un buio di forti dissensi ti accosti le mani.

 

Quella bimba perduta saprebbe scantonare strade,

svoltarne angoli come nei gareggi delle sue fughe.

Giochi cantati sulle labbra del tempo, misura certa,

paga di quel giusto che non saprai, se sarai altrove.

 

© Roberto Anzaldi

 

P.S.

tratta dal mio libro di poesie Pendii dell'anima, pubblicato nel gennaio del 2022

 

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