Capitolo 1

 

Nato ricco, ma magrolino. Mentre giocavo dopo l’asilo, vedevo persone robuste vestite con abiti mai stati alla moda. Adoperarsi per campare del minimo sindacale. Facendo e dicendo cose senza senso. A un certo punto uno di quegli uomini si volta verso di me bambino e i miei parenti. Asserendo che per qualche oscura ragione io avrei la colpa di essere un bambino senza talenti. La cosa mi sciocca.

 

I miei genitori si comportano, credo, con l’unico compromesso umano che mi avrebbe permesso di farmene una ragione non andando così a formare un conflitto irrisolto nello sviluppo: mi continuano a distrarre e tenere impegnato standomi vicino, affermando che intorno a me ci sono degli adulti che parlano a sproposito.

Come il protagonista di “La vita è bella”, con conflitti parlati e non vissuti però. 

 

Sperando che un giorno, riuscirò a ricordare il vero motivo per cui ho dovuto vedere gli altri in questo modo. 

 

Capitolo 2

 

Nato povero circondato da disagi. Fui capace di resistere, anche se dovetti indurirmi e inaridirmi caratterialmente. In cambio, senza chiedere mai nulla e a mia insaputa, ottenni tutti i talenti e le possibilità.

 

Alla fine dei conti, ciò che avrei voluto sarebbe stato - a un certo punto - sapere fosse anche merito loro. Almeno li avrei sentito qualcuno vicino.

 

Capitolo 3

 

Noi adulti trattenuti. Ci tratteniamo finché possiamo. Chi costringiamo a mettersi in gioco, sono altri adulti trattenuti robusti e mal vestiti da abiti mai stati alla moda. Che campano al minimo sindacale. Mentre fanno e dicono cose senza senso. Ci rimarrà il rimorso e il dubbio se sarebbe stato giusto a un certo punto comprendere che vi sia un limite nel procedere nell’unica direzione di instillare insegnamenti, ma vivere e appassionarci assieme ai giovani.

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