Erano giorni che i miei tacchi battevano rumorosamente sulla banchina della stazione, ogni mattina, alle otto e trenta prendevo il treno veloce per raggiungere il luogo che da anni cercavo di visitare in occasione di questo corso di formazione. Avevo convinto finalmente l’azienda ad acquistarlo per me dopo tanto tempo. Il risultato? Una totale delusione ed io passavo come sempre come una stupida illusa.

                Salii sul treno, abbattuta e stanca, mi sedetti accanto al finestrino e d’innanzi a me, dall’altra parte del vagone, un lungo vestito scendeva morbido avvolgendo e nascondendo un corpo indefinito nelle sue forme. Poco più su un viso angelico, dolce, leggermente paffuto, con dei lineamenti morbidi ed accoglienti, le ciglia lunghe sopra due occhi scuri, profondi e caldi. La sua bocca, oddio, innocente ma intrigante, calda come un bagno serale, promettente e sognante. La stavo fissando! Mi voltai di scatto, imbarazzata e scoprii le mie gambe incrociate, strette l’una all’altra, con le punte dei piedi che si accarezzavano l’una all’altra. Mi scoprii su di giri come una bambina e, stranita, provai nuovamente a cercare con lo sguardo la fonte della mia condizione. Mi voltai nuovamente, la osservai di nuovo, frettolosamente, cercando di comprendermi, ricercando, forse con stupore, la causa della mia eccitazione. Era veramente stupenda, non quella che si direbbe una bella signora, ma in lei c’era qualcosa di estremamente sensuale ed accogliente, elegante ed allo stesso tempo libero, profondamente coinvolgente. Scese dal treno una fermata prima di me, interrompendo quello che fu per me un viaggio teso ed eccitante, volto alla ricerca dell’intimo motivo per il quale quella creatura angelica mi attirasse a se con così tanta forza, ispirandomi emozioni dolci e diaboliche in una danza caotica e primordiale. La sera, nel viaggio di rientro, percorsi tutto il treno cercando di ritrovarla, ma non era a bordo.

                Tornai a casa da mio marito, che era già rientrato da lavoro, ero eccitata e confusa, non avevo mai avuto un’esperienza omosessuale, nemmeno mi era comparsa nella mente una simile eventualità. Da tutto il giorno pensavo a quella donna, senza tregua, senza sosta, mi sentivo persa, tutto ciò che girava intorno a me era nebuloso. Lo salutai affettuosamente, ma senza un briciolo di contatto. Corsi in bagno ed aprii l’acqua per farmi una doccia calda. Ero vistosamente eccitata, la mia pelle piena di brividi e, passando d’innanzi allo specchio mi scoprii su di giri come una ragazzina, non capitava da anni. Entrai in doccia e passai il sifone su tutto il mio corpo a breve distanza, il getto caldo e potente mi mandò fuori di testa, mi morsi le labbra ed in quel momento entrò mio marito. Il sifone mi cadde di mano e gli occhi si spalancarono colpevoli. Mi vide e sorrise, si spogliò e si gettò sotto l’acqua. Mi baciò frettolosamente per poi iniziare a strusciarsi su di me. Non lo volevo, ma lo volevo usare. Mi voltai e lo spinsi verso il basso. Con tutta la forza che possedevo lo spinsi ancora più giù, fino a quando la sua faccia venne completamente avvolta dal mio fondoschiena. Sentivo la sua lingua muoversi confusamente ovunque, calda come calda era l’acqua che scorreva tra me e lui. Spinsi forte il mio didietro verso il muro, schiacciando la sua faccia tra me e le piastrelle della doccia: immaginavo lei, sentivo lei, volevo lei.

                Le settimane successive furono una vera e propria tortura, la cercavo lungo i vagoni, ogni giorno percorrevo per intero il treno osservando ogni singolo posto. La vidi nuovamente un giovedì e poi un giovedì seguente, sempre sulla stessa corsa, probabilmente prendeva il treno proprio in quel momento specifico della settimana, solo in quel giorno. L’effetto di tale visione fu assurdo, le fantasie schizzarono alle stelle, mi ero completamente innamorata? Era solo pura eccitazione? Il mercoledì, completamente in estasi, aprii l’armadio, cercando qualcosa da indossare per l’appuntamento. Rimasi circa una mezz’ora a cercare un vestito adatto, abbastanza sexy ma non volgare, non ne avevo, non ne possedevo più da molto tempo. Trovai qualcosa: la schiena era coperta ma avevo un lungo spacco lungo la coscia che lasciava intravedere il fianco e lo scollo era veramente troppo pronunciato. Me lo provai in bagno la sera per una seconda volta e mille dubbi assalirono la mia mente, era ormai troppo tardi. Ripiegai il vestito dentro la mia borsa cercando di non spiegazzarlo e inserii il beauty con i trucchi.

                La mattina seguente mi alzai presto lasciando mio marito a letto, mi truccai in bagno, un profondo rossetto porpora ed un contorno occhi che sembravo una ragazzina di diciotto anni. Mi sentivo strana e ridicola, ma ero completamente eccitata ed impaurita. Salii sul treno, mi tremavano le gambe e lo percorsi da cima a fondo alla sua ricerca. Avevo solo una chance e, pensando a cosa le avrei detto, mi grattavo un polso con frenesia. Il suono dei miei tacchi risuonava sul pavimento dei vari vagoni mente li percorrevo avida. Ero un fuoco, sensazioni provate solo in gioventù mi percorrevano il bacino e il mio collo era morso da un respiro frenetico. 

D’un tratto la vidi seduta sul sedile interno del vagone, bella come non mai e tremendamente sexy. Un vestito nero decisamente attillato le precorreva il corpo sussurrando dolcezza e decisione al tempo stesso. I capelli morbidi sfioravano leggermente le spalle ed il collo scoperto sussurrava sensualità mostrando leggermente il petto e la spalla. Mi avvicinai decisa, ripassando in maniera confusa le brevi frasi che mi ero sognata fino a qualche minuto prima, la mente si abbuiò ed il respiro si fece affannoso, sentii adesso che stavo ansimando, avevo percorso il treno troppo velocemente. Continuando a camminare frettolosamente scoprii con lo sguardo anche l’altra sua gamba e la parte sinistra del suo corpo, mi stavo avvicinando e, d’un tratto un bambino, appoggiato sopra le sue gambe, avrà avuto sicuramente più di sei anni. Le dormiva con la testa appoggiata sul bacino, era sicuramente suo figlio. Tutta l’eccitazione che in me era montata sfociò in un attimo di dolcezza e tenerezza profonda, tale che la mio passo rallentò fino a quando, passandole accanto, feci sporgere l’indice accarezzandole una ciocca di capelli. Non mi percepì, l’intero mio stato di estasi ed eccitazione si era trasformato in un attimo in uno stato di profonda tenerezza. Tutto era diventato fumo, ed anche questa volta il viaggio era rimasto mio, non condiviso e solitario. Cercai un posto lontano da lei e sedetti riflettendo sulla mia stessa esistenza. La tensione, il protendere verso gli altri, la ricerca del nuovo, raccontavano la mia relazione attuale, non certo il rapporto con gli altri. Usai le ore libere per sedere in un bar e mi promisi di parlare con mio marito la sera. Delusione e tristezza, le uniche cose che adesso stringevo in mano e che mi descrivevano egregiamente.

Tutti i racconti

2
2
26

Il rovescio della medaglia del mio: "Il valore del donare"

L'ingratitudine

15 January 2026

È con grande emozione che mi ritrovo a riflettere sulla recente pubblicazione del mio racconto "Il valore del donare: Le radici di una vita di generosità". È stato un viaggio pieno di soddisfazioni, e voglio esprimere la mia sincera gratitudine a tutti coloro che hanno dedicato del tempo a leggerlo, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Grazie Gennaro.
    Le tue parole sono un vero balsamo in questi [...]

  • Maria Merlo: Bravo, Gennarino. La gioia di fare felice qualcuno, al posto della superficialità [...]

5
7
49

Dentro un quadro

Viaggio tra i colori

15 January 2026

Lì nel soggiorno della vecchia casa c’era appeso un grande quadro. Al mattino la luce entrava da una finestra e lo colpiva di sbieco ravvivandone i colori. Azzurro, verde, arancione… Tutti come per magia si illuminavano diventando brillanti e le figure presenti ballavano tenendosi per mano tra [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Riccardo: piaciuto! benvenuta su ldm.
    ho scritto qualcosa di simile anni fa, tra [...]

  • Rosaroccia: Riccardo, ho trovato e letto il tuo racconto " Colori ", bello!

5
6
37

Gli specchi

14 January 2026

Una fredda domenica di dicembre passeggiavo tra gli edifici chiusi e vuoti del Politecnico di Milano. Mi faceva impressione vedere il campus universitario quasi completamente deserto. Mentre mi guardavo intorno però i ricordi iniziarono a fluire e a prendere spazio, fino a riempire quello sfondo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • GiuliaCango: anch io mi sono ritrovata sopratutto nel periodo della scuola che è [...]

  • Lo Scrittore: la fragilità emotiva dei giovani si scontra con l'austerità [...]

5
6
42

Il triciclo

14 January 2026

"Buongiorno, ispettore, come va?" Chiese il barista dietro il bancone. "Buongiorno, Antonio… lo sai che ormai sono in pensione… non chiamarmi più ispettore." Lanciò uno sguardo che oscillava tra il sornione e il faceto. Da trent’anni circa, prima come ispettore e poi da pensionato, veniva in quel [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
8
109

L'ultimo incontro

13 January 2026

Il giornale radio comunicò che sulle montagne era in corso la prima nevicata dell'inverno. Parcheggiammo in Via Torino. Scendemmo dall'auto. Il pulviscolo luminoso dei lampioni impediva di vedere il cielo. L'aria era pungente. Entrammo nell'alcova. In ogni angolo della stanza dei candelabri indiani [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Simone Graziosi: Buongiorno a Tutti. Sul sito www.spreaker.com sono stati pubblicati dei podcast [...]

  • Walter Fest: Grazzie un sacco Simo' , certo che andremo a sentirti sur poddecast.

3
4
61

MISERIA E NOBREZA

13 January 2026

“Diz que deu, diz que da’, diz que Deus darà” Le voci un po’ gracchianti di Caetano e Chico, provenivano da una vecchia radio distrattamente collocata su uno dei tanti balconcini, in uno dei numerosi vicoli di quel gigantesco agglomerato urbano chiamato “Rocinha”. Un girone dantesco al contrario [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
6
160

Il furto

12 January 2026

La notte a Milano non è solo un'immagine in bianco e nero. Le luci si allungano, i rumori si sfumano e tutto sembra muoversi con un passo più lento. Mi ero iscritto a un workshop notturno per catturare proprio questa Milano diversa. Reflex pronta, cavalletto piazzato, tutto sotto controllo. Poi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: ballo. Però poteva avvisare il professore.Like

  • FuoriFuoco: Eh sì 😂 grazie per l'apprezzamento!

1
2
106

Il Signore del Nulla

12 January 2026

Il Signore del Nulla Un giorno qualunque si apre su una crepa invisibile. Tra feste che si deformano, amori illusori e visioni apocalittiche, prende forma il Nulla: non un demone, ma la trama stessa che divora ogni realtà. Era una giornata di primavera, tiepida, quasi banale. Decisi di [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
7
139

La Crystal Pyramid

11 January 2026

Quando Lorenzo S. mise piede a Calerano, il paese stava attraversando la crisi più discussa degli ultimi dieci anni. Luisa, barista e moglie del fornaio, era scappata con il geometra Giuliani – pare per divergenze sui cornetti asimmetrici del marito – lasciando l’intera vallata a corto di caffè [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
7
63

L'uomo Nero 2/2

11 January 2026

Mentre piano piano sprofondava nel sonno, ebbe una nuova visione: qualcosa si muoveva nel muro. Poi lo rivedeva come in un film uscire dal piccolo buco impossibile, troppo stretto perché potesse passarci qualcuno. Invece ne usciva quella figura, alta, irreale, come se non appartenesse davvero a [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Che dire....bello.Le paure ci fanno paura e limitano la nostra vita. Anche [...]

  • An Old Luca: Piaciuto. Benvenuto.

3
3
141

Il silenzio

10 January 2026

Dopo tanto rumore finalmente il silenzio. Le orecchie fischiano. Il cuore batte forte. Il respiro è affannoso. Il corpo trema lievemente. Respiro. Piano piano. Il corpo ringrazia. Si calma. La mente ringrazia. C'è silenzio. Arriva la tanto ricercata pace. Il fischio nelle orecchie si placa. Inizio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Bello...il silenzio a volte è un balsamo. like

  • Amelia: Grazie PREF e grazie Dax. Esatto, il silenzio è sia fonte di pace che [...]

3
5
45

L'uomo Nero 1/2

10 January 2026

A scuola Marco cercava di concentrarsi, ma senza successo. Continuava a pensare a Giulia e a come riuscire a farsi notare da lei. Aveva già terminato i compiti nell’ultima mezz’ora di lezione, persino quelli facoltativi. Sicuramente la professoressa Di Giovanni, l’insegnante di matematica, lo avrebbe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su