Perdonami Dio la confidenza dialettica che userò ma ci conosciamo da 62 anni e in un certo senso mi conosci come un padre. Anzi alcuni sostengono che tu sia padre di ogni creatura. Parto dal presupposto che tu non sappia ne leggere ne scrivere però sono sicuro che tu sappia ascoltare, quindi mettiti comodo e ascoltami. Ti rubo pochissimo tempo. Mi ha dato la vita e dunque ne sei in un certo senso responsabile visto che io non ti ho chiesto di nascere. Hai creato, come dicono, i tuoi figli, ma per quale scopo, perché? A me come a tutti gli uomini e donne hai dato la vita per bastonarmi, infliggendomi croci  su croci e mi hai reso in questo modo incongruenza di dolore solo per giustificare la morte di tuo figlio partecipando con la mia misera esistenza alla sua passione.  Ma perché? Che senso ha tutto questo? Vedi Dio, io forse ho imprecato qualche volta contro di te, ma credo che gli improperi di un ateo alla ricerca di risposte, siano una specie di preghiera A questo punto, Dio, io mi fermo qui, non avendo ancora capito un cavolo di te e di quello che vuoi da me in 62 anni di purgatorio. Fai quello che vuoi, non combatto più, accetterò senza protestare quello che vorrai farmi succedere. Mi metto buono buono in un angolo, in silenzio, non voglio un segno della tua presenza perché non lo merito, ti chiedo solo, o meglio mi piacerebbe, che tu ti accorgessi di me e di questa vita che mi hai affidato. Dio, che non hai nessuna logica, dammi una tregua per cortesia, fammi respirare. 
Grazie. Dario 

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24 April 2026

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24 April 2026

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23 April 2026

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Matilde e i fiori

23 April 2026

Ho sempre amato i fiori. Fin da piccola, quando giungevano a casa per celebrare qualche ricorrenza. Era una gioia il loro arrivo e mi inebriavo del profumo. Ero molto puntigliosa nel sistemarli per bene, per poterli far respirare senza che si soffocassero tra loro. Dovevano essere bel raccolti [...]

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22 April 2026

Lo so che aveva ragione. Ero io ad averlo tradito. Ma era stato lui a sparire così, di punto in bianco, senza nessuna spiegazione e avevo creduto mi avesse lasciato. Cosa avrei dovuto pensare? Non rispondeva più ai messaggi e poi c'era il suo carattere instabile, il fatto che avesse già avuto questi [...]

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Ogni Domenica

22 April 2026

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La coperta

21 April 2026

Quella notte Ettore aveva avuto freddo e al mattino si era svegliato tutto raggomitolato nelle lenzuola. Segno inequivocabile che era arrivato il momento di abbandonare il misero copriletto estivo e passare a qualcosa che non fosse solo decorativo, ma anche caldo. Approfittando del pallido sole [...]

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Visioni d'autunno anche se siamo in primavera

Cose che accadono ammirando un'opera d'arte

21 April 2026

Amici lettori di Letture da Metropolitana, eccoci di ritorno per coinvolgervi in una storia colorata ad arte ispirata dalla visione di un quadro pittorico realizzato dall'artista Adriano Valerio Deandreis dal quale il sottoscritto ha estrapolato, anzi per meglio dire immaginato, una storia breve. [...]

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Flavio Rossi uscì dalla banca con la ricevuta ancora tra le dita, piegata in quattro come faceva sempre. Era una mattina qualunque nella bassa modenese: aria ferma, odore di polvere e di campagna, il rumore lontano di un trattore. Aveva appena fatto un bonifico e stava già pensando a cosa mangiare [...]

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Quella notte

20 April 2026

Partita di poker al bar del porto con Sordo, Bubi e Fiato. Mi avevano spolpato. Avevo chiesto un ultimo giro per riemergere dalle fogne. Guardai la mia mano, un full. Sordo e Fiato lasciarono con delle smorfie, restò Bubi che calò una scala reale. «Ascolta Bubi» dissi abbassando la mano perdente, [...]

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Tempo perso

Memorie de uno villico

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Lo giorno 7 de ottobre 1582, nello bosco che circondava da ogni lato lo castello de Monte San Senzaterra, si combatterono, ponendo alcuno limite alla loro ferocia, due opposte fazioni de cavalieri. L'una detta de li Servitori de lo Real Ordine Celeste, l'altra nota come Comunione de li Servitori [...]

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L’ultimo giorno di Archimede

19 April 2026

La mia città sta morendo. Lo capisco dal silenzio tra un rumore e l’altro. Dopo quasi due anni di assedio, Siracusa è stanca. Le mura hanno resistito, le macchine che ho progettato hanno tenuto lontani i Romani più a lungo di quanto chiunque credesse possibile. Ma anche la scienza, che coltivo [...]

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