Mi é sempre piaciuto stare a letto a pancia in giú. Sento sul dorso dei piedi il liscio e il fresco della biancheria, struscio i piedi sulle lenzuola e godo di questo contatto, ho le braccia sotto al cuscino, la testa girata verso destra, respiro il profumo di pulito che emana il mio letto. Dal corridoio sento il suono dei piatti e delle pentole, arriva dalla cucina in fondo al corridoio, oltre il soggiorno. Casa nostra non é grande e i rumori di casa ti dicono che ora é senza bisogno di guardare l’orologio. Sará mamma che riordina in cucina e forse chiude con maggiore insistenza un cassetto o l’anta della dispensa per farmi capire che é ora di alzarmi ed iniziare la giornata. La finestra della mia stanza dá su un grande cortile rettangolare su cui altri palazzi altrettanto grigi come il nostro si affacciano con le loro finestre aperte che sembrano tanti occhi che ti osservano. Il cortile é aperto da un lato, é proprio il lato opposto alla mia finestra, e da lí si vede in lontananza il capolinea delle corriere. Quando queste arrivano al capolinea i loro freni fischiano e sbuffano stanchi del traffico che incombe in questa cittá. Mi alzo, apro la porta della mia stanza e mi dirigo verso il corridoio. Vado in bagno, faccio pipí e nel sollevarmi incontro allo specchio la mia immagine riflessa. Questi capelli vanno sempre veramente dove vogliono loro, inutile lisciarli e fonarli e dare loro una piega, no, posseggono una vita propria e sembro sempre Medusa. Se sono bella non so, per i miei genitori senzaltro, per gli altri non lo so, non l’ho ancora capito. Mi sorrido una, due volte per darmi il buongiorno. Mi stropiccio gli occhi. Devo finire di preparare la valigia. Non vedo l’ora di partire per stare con i nonni in campagna. Un pò di tempo ancora ce l’ho prima di andare in stazione. Guardo l'orologio: sono le 9 di questo 2 agosto del 1980. 

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Il mondo in bianco e nero

13 February 2026

Era il tempo del bianco e nero. Eravamo ragazzi senza colori, simili al nostro abbigliamento e ai nostri quaderni; bianchi dentro e neri fuori. I libri e il mondo che ci circondava non avevano variazioni di colori solo bianco e nero e, in mezzo, un grigio uniforme. Un mondo sospeso, in attesa [...]

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L'aroma

13 February 2026

‌Quell'aroma lungo la strada… Cecilia usciva di casa presto al mattino e s’incamminava al lavoro. Il freddo intenso di quei giorni di gennaio, invogliavano a una pigrizia che non poteva permettersi. Il silenzio lungo la strada era quasi assordante. A quell’ora, in un tempo rallentato dal gelo, [...]

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  • Mita: Grazie a tutti per l'apprezzamento. Contenta di aver lanciato un messaggio [...]

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Ombre di primavera (2/2)

12 February 2026

«Non puoi continuare così» disse infine Naima, con una calma che non ammetteva repliche. «Non sei fatta per sparire. Stai sempre a casa e non esci mai». Samira sospirò, senza alzare lo sguardo. «Sto bene. Ho solo bisogno di un po’ di tempo». Naima scosse la testa. «No. Hai bisogno di gente. Di [...]

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  • Dax: Piaciuto.Like

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Il Viaggio

12 February 2026

- Dai scendi altrimenti facciamo tardi. - Un attimo mamma, ancora un minuto e ci sono. - Ma da chi avrà preso? – Chiese Mario a sua moglie Claudia. - Da me no di sicuro, odio i ritardatari e odio essere in ritardo. - Sono pronto! - Gridò Filippo. Il figlio undicenne scese di corsa le scale [...]

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Ombre di primavera (1/2)

11 February 2026

Samira si era svegliata da poco e girava per casa in camicia da notte. L’appartamento era ancora semibuio; dietro le tende del soggiorno si intravedeva il sole lontano all’orizzonte, e il cielo sereno preannunciava l’arrivo di una bellissima giornata. Si diresse lentamente in cucina e iniziò a [...]

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La grande battaglia del Tempo 4/4

11 February 2026

Luca si imbarcò su una nave-chiatta all’alba. Il Fiume del Tempo scorreva lento sotto di loro, riflettendo i cieli azzurri di quella giornata. Alla guida della chiatta c’era Fonsghe, un uomo magro, con la pelle segnata dal vento e gli occhi dello stesso colore del cielo. ‘Prima volta su una chiatta?’ [...]

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La grande battaglia del Tempo 3/4

10 February 2026

Quando suo padre lo riportò a casa, Luca prese una decisione. Andò alla finestra e, con la mano, fece un cenno a una forma indistinta che vide avvicinarsi verso la casa e la finestra. «Beh… cosa devo fare? Vengo con te!» «Ti sei deciso finalmente?» «Sì.» «Allora vieni sulle mie spalle… cioè sulle [...]

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Tirana è un flipper e noi siamo la pallina

10 February 2026

Al volante c'è un uomo che sembra uscito da un funerale di Stato: abito nero corvino, spalle rigide, un'espressione così cupa che mia madre, sul sedile dietro, si sta già ripassando le preghiere. Per lei non ci sono dubbi: non è un autista, è un becchino. Guida come se dovesse scappare da un fantasma. [...]

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La grande battaglia del Tempo 2/4

09 February 2026

Poi arrivò lei. All’inizio era solo “una collega”. Così disse il padre. «Si chiama Elena.» Luca alzò le spalle. «E quindi?» «Niente. Solo… volevo dirtelo.» Elena cominciò a comparire a casa sempre più spesso. Luca la osservava con un nodo allo stomaco. Un giorno il padre disse: «Ci frequentiamo.» [...]

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  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    interessante continua la bella lettura.
    to be continued

  • Dax: Bello...si avverte la sofferenza di Luca e il tentativo di normalità [...]

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Il Bambino e il Pesce

09 February 2026

Nella storia che sto per raccontarvi, c’era un bambino che un giorno salì su un autobus e si sedette di fronte a una vecchina… Sì, una vecchina! Ma non era una vecchina qualsiasi, parlava e parlava senza fermarsi un attimo. Tra le altre cose, disse al bambino che se qualcuno fosse andato a nuotare [...]

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Ieri, oggi, e domani?

08 February 2026

Una bella domenica di inizio estate. Il sole non ancora implacabile e una piacevole brezza marina proveniente da Sud, avevano reso l’atmosfera gioiosa e attirato una moltitudine di passeggiatori sul boulevard Prymorskyi che, attraverso l’omonima scalinata, consentiva l’accesso diretto all’area [...]

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La grande battaglia del Tempo 1/4

08 February 2026

Il giorno dell'incidente che avrebbe cambiato la vita a Luca era iniziato sotto i migliori auspici. Lui non vedeva i suoi genitori così spensierati da molto tempo, e quella gita improvvisata l’aveva accettata più per loro che per sé. L’auto correva lungo l’autostrada, incastrata tra la roccia e [...]

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