Forse se avesse avuto una qualsivoglia vocazione religiosa, il Signor Fausto, non avrebbe potuto ereditare ed impegnarsi nel mestiere di robivecchi del cimitero.

Da tempo immemore la sua stirpe aveva ricavato una minuta bottega dentro un anfratto delle mura laterali del camposanto, proprio quelle al di la dell'ossario.

Nessuna insegna e nessuna illuminazione. Tutti la conoscevano ormai da anni soltanto come “La bottega del robivecchi”.

Era il punto di riferimento di vedove, orfani e di chi ancora in vita, avesse intenzione di preservare la memoria dei propri cari attraverso gli articoli funebri che adornano le lapidi tombali: Statuine di angeli, santi e santini, miti psicopompi, bamboline, vasellame, oggetti cari al defunto di ogni dimensione etc.etc.

Ebbene queste chincaglierie funerarie, a volte vere e proprie opere d'arte, altre, assai di frequente, oggettistica dozzinale, sono esposte al trascorrere del Tempo e alle intemperie meteorologiche. Tutte senza distinzione, e a dire il vero, quelle piu' recenti sembrano resistere meno a queste avversità, forse perche' si tende a spendere di piu' per i vivi che per i morti, oggigiorno.

Un martirologio affettivo che va aggiustato a seconda delle disponibilità degli eredi e soprattutto dalla loro volontà di commemorazione estetica del defunto.

Quante volte si sospira malinconicamente davanti ad una tomba abbandonata, crepata nel marmo o ad un cenotafio divelto?

Ebbene il Signor Fausto da diverse generazione ha ereditato l'abilità e la precisione di un vecchio orologiaio dei sepolcri.

Lui e' il robivecchi del Cimitero ed ha un lavoro assicurato da perpetuare all'infinito, almeno finche' esisteranno “i vivi ed i morti ed il Suo regno non avrà fine...amen”

Incolla, rivernicia, scartavetra i cimeli funerari e lo fa a prezzi popolari, e con tempestività svizzera per accontentare ricorrenze, anniversari e compagnia bella come la morte che ti fa:

Segno evidente che il Signor Fausto sia mosso da una passione ed una vera vocazione certosina, ma non in senso strettamente religioso della sua attitudine.

Il Signor Fausto non si e' mai sposato forse perche' le donne che ha incontrato avvertivano in lui un sentore di morte, chissà.

A breve una ditta cinese rivelerà la sua bottega per svolgere i lavori su scala “industriale” visto che i morti aumentano e i vivi diminuiscono. Il Signor Sangh gli ha già fatto un'offertona che il vecchio Fausto, ormai in odor di pensione, ha comunque rifiutato:

"Signol Faust noi pagale in cash, subito subito!" era la frase che Jin Sangh ripeteva ormai ogni giorno al bottegaio.

"Non ho fretta" ribatteva lui tanto ostinato quanto accigliato.

"Tu liposale ora, lavoro tanto e stanco" solfeggiava il compassionevole Jin

"La morte non si sconta friggendo, cribbio!" parafrasava definitivo Fausto con cipiglio lombrosiano.

 

 

 

 

 

Come finirà, non e' dato sapere, chi vivrà vedrà...

 


 

 

 


 

 

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