Lo avevo detto a quella squinternata della mia ragazza, “non farti impressionare dal primo sole di primavera, sembra caldo, ma è infido.” Lei pur di non ascoltare il mio consiglio e dimostrare che è libera di comportarsi come vuole, mi ha convinto, mio malgrado, ad accontentarla e siamo andati al mare per trascorrere una giornata di svago. Devo dire che la mattina si è presentata sotto i migliori auspici. Un bel sole caldo, ma con una leggera brezza che attutiva la calura. Il mare era abbastanza calmo e la risacca sulla spiaggia era appena pronunciata. Ho provato a mettere i piedi in mare ma appena hanno toccato l’acqua per poco non mi veniva una sincope. Era gelida, dopo pochi secondi non me li sentivo più. Lei da furba matricolata non ci ha pensato minimamente ad avvicinarsi alla riva. Lei voleva solo prendere la tintarella in anticipo per far colpo sulle amiche. Si è distesa al sole su un asciugamano dopo essersi spalmata un mezzo chilo di crema per evitare problemi, cosa che non ho fatto io. Nel pomeriggio appena si è alzato un po’ di vento abbiamo lasciato il mare. Lei era radiosa e felice del tono roseo della sua preziosa pelle, io, invece, sembravo uno scampo alla griglia. A cena era fresca come una rosa, mentre io ho sofferto come san Lorenzo che fu messo alla griglia. Per fortuna la domenica è passata, ma adesso che ha suonato la sveglia, mi rendo conto che è lunedì e devo andare a lavorare. Ho il corpo di un bel colore violaceo e anche se soltanto mi sfiora il lenzuolo, comincia la tortura. La voglia di uscire dal letto è nulla. Solo il pensiero di dover indossare degli indumenti mi aumenta il dolore. Ancora non mi capacito di come sia potuto succedere. Io che avevo dato consigli di prudenza, non sono stato capace di comportarmi di conseguenza. Tutta colpa dell’amore, io amo quella ragazza e spesso sopporto delle cose che una persona normale si guarderebbe bene dall’accet­tare. Dopo una domenica così il mio amore sta cominciando a vacillare. Va bene l’amore e la pazienza, ma non credo di essere in grado di sopportare un’altra giornata del genere. La prospettiva di un’estate così vicina mi terrorizza. La furbetta sa bene quello che vuole e lo ottiene sempre. Devo riuscire a dare più ascolto alla testa che al cuore, quello ti frega sempre. Quello che doveva essere, nelle intenzioni, un giorno speciale si è trasformato in un incubo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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