Intorno a casa sua c'erano solo campi. 
In uno di  questi spazi i ragazzi più grandi inchiodarono dei legni  e ne fecero un campo da calcio con le porte.
Il ragazzino abitava quasi davanti al campo da gioco e guardava da lontano i giocatori che si affaccendavano dietro al pallone urlando.
Qualcuno, da fondo campo ridacchiava. 
C'era anche un uomo corpulento con la barba riccia che fumava la pipa.
Ogni tanto qualche giocatore azzardava una bordata che faceva scricchiolare la traversa. 
Spesso il pallone svirgolava alto e finiva in una casa con grandi disapprovazioni per l'autore dello scalcinato tiro.
"Il pallone gode di vita propria" proclamava l'artefice della sconclusionata giocata.
"E' che sei scarso, bello!" gli rispondevano ridendo.
C'era una zona del campo a cui la vista del ragazzino non poteva accedere perché ostacolata dal grosso salice che sovrastava il giardino e allora egli usava la sua smisurata immaginazione per inventarsi dribbling impossibili e traiettorie magiche.
Anch'egli avrebbe voluto giocare ma era troppo piccolo.
A volte il campo veniva lasciato libero per permettere anche ai più piccoli di giocare ma lui era troppo timido per presentarsi.
Un giorno gli venne l'idea di farsi avanti con un pallone che aveva portato da casa.
Se lui metteva il pallone, pensava, lo avrebbero fatto giocare.
Quel giorno vide arrivare quattro ragazzini. Tutti e quattro con un pallone. 
Ed erano palloni anche più belli del suo che era leggero e faceva parabole sconvenienti e irritanti.
Alla fine, però, riuscì a farsi accettare dal gruppo; non tanto per il pallone ma per il fatto che assicurò a tutti che, alla fine della partita, ci sarebbero stati ghiaccioli gratis offerti da sua mamma.
Si servì di questo stratagemma senza l'autorizzazione di lei che, però, gli resse il gioco.
Chi avesse avuto l'occasione di passare davanti alla sua casa avrebbe potuto vedere, sotto il portico, un gruppo di bambini vocianti, ognuno con il proprio ghiacciolo.
La madre del ragazzino se ne stava in disparte rammendando camicie, cucendo orli di pantaloni e dispensando sorrisi a tutti.

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