È bastato leggere un breve passo di un romanzo per immergermi di nuovo nell’humus, nelle atmosfere e negli echi vitali di Gerusalemme, intrisi di spiritualità e di religiosità, fruiti ed assorbiti in occasione di un breve viaggio del recente passato. Le parole descrittive degli umori e degli odori umani e non, sarebbe a dire animali e vegetali e persino delle pietre e dei selciati, della zona della Città Vecchia, gli accennati ma incisivi profili delle chiese, moschee e sinagoghe, il percorso della Via Dolorosa, dei mercati e dei portici e l’impatto verso il Muro del Pianto… Corrono, scorrono, fugaci ma potenti, nei pensieri e nelle visioni rimembranti, nonostante appartengano ad un agnostico, alla pari di un delicato passeggero o persistente vento caldo che sfiora e colpisce, ma non duramente, le sagome e gli spiriti delle persone. E su tutto, infine, il riascolto delle voci delle tre religioni, riunite per richiamare a raccolta di preghiera le attenzioni e le presenze dei fedeli ed osservanti per l’orario unico delle sei pomeridiane, lanciate all’unisono, chiare, forti e suggestive con altoparlanti, diffuse e percepite dappertutto,  anche sui tetti degli edifici… Ogni cosa a corollario di un ritorno, di un di nuovo essere là, con la mente ed il cuore, incuranti di una propria ininfluente presenza fisica appartenente a chi ha coltivato ed esposto una piccola merce viva di ricordi.

Sì, proprio così, è bastato questo soffermarsi sulla lettura di poche righe sapientemente esposte, attraenti, valide e coinvolgenti. È stata aria fresca e benefica, un bel regalo per la mia anima. 

 

Carlo Giarletta

 

 

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