Vorrei poter dare 
un nome, un volto e nuance 
a questa melanconia
che adduco nel cuore 
che mi rende 
allo stesso tempo 
schiava e inquieta! 
Cosicché possa 
accusarlo 
in volto con foga
di farmi stare così imprigionata 
nella sua morsa d'amore, rendendolo colpevole 
di tutte queste lacrime 
senza luce che brilli 
alla luce del sole 
tra le sue avide mani 
mai confortevoli 
sul mio viso estenuato errabondo all'infinito, 
oltre ogni lene percezione! 
Ma che brucia 
nel profondo dell'anima
questa immane malinconia 
per un inetto amore 
da stracciare e buttare
nel burrone 
dei rivoli di seta 
ad accarezzarlo come 
suadente piuma
mentre si dissolve
come brillante 
polvere di stelle 
che raggiunge un cielo livido
in un frigido addio 
che congeli quei gingilli 
nello scrigno del mio cuore 
che gelosamente conservo
in seno all'anima 
ma nel contempo consegno
al trapasso atro compianto, 
inflessibile della sua fine
nelle mie savie mani
quando realizzano
la fossa del suo
eterno struggimento. 
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