In quell’ottobre del 1944, una staffetta riesce finalmente a portare ad Anna notizie del marito, il partigiano Enrico Giudici, che sta combattendo per la difesa della Repubblica Partigiana dell'Ossola.

Anna, ventidue anni,  ha un segreto che vuole assolutamente comunicare e condividere personalmente con Enrico. Aspetta un figlio. Segue così le indicazioni della staffetta e riesce a raggiungere il marito in montagna.  Enrico cerca disperatamente ma invano di convincerla a tornare a casa. Anna ha deciso di condividere con lui tutto quanto gli riserverà il futuro.

Anna diventa così una "garibaldina" del reparto comandato da Domenico Pizzi il "Moro". Sono però i giorni della feroce controffensiva nazifascista tesa a piegare la libera Repubblica dell’Ossola. Anna, con l'aiuto dei compagni, impara a sparare e si rende assai utile affrontando con grande coraggio il nemico.

Il 14 ottobre 1944, reparti garibaldini tentano invano di fare saltare il ponte stradale sul Toce. Sono costretti a ripiegare. Il reparto di cui fanno parte Anna ed Enrico si rifugia “alla Colla”, nelle baite poste a circa 2000 metri non lontano dal Passo di Monte Moro. All'alba del 17 ottobre reparti nazifascisti si dispongono a semicerchio attorno alle baite, ai margini della boscaglia. Anna, uscita dalla baita per stendere i panni al sole, li vede e dà l’allarme ai suoi compagni. Riesce a rientrare nella baita e dalla finestrella, spara e spara contro il nemico, accanto ad Enrico.

La baita viene colpita da un mortaio e frana. Anna ed Enrico ruzzolano fuori. Enrico ferito da una scheggia, nella confusione generale, riesce a trascinarsi dietro a un cespuglio e ad allontanarsi. Anna è subito falciata da una raffica di mitra e rimane a terra. Un fascista la finisce scaricandole contro la rivoltella.

Il giorno dopo la sparatoria, da Ceppo sale alla Colla una squadra di alpigiani che recuperano i cadaveri e li seppellisco nel cimitero del paese. Ora, Anna, la “sposa partigiana” riposa lassù, a Ceppo Morelli, in un minuscolo cimitero.

Una lapide con il suo giovane  viso la ricorda a Milano, in via Mambretti angolo via Ameglio.

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