"Bene ragazzi, adesso prima di finire la lezione voglio avvertirvi che fra una settimana metteremo in atto il nostro primo intervento."

Il corso di non violenza quel giorno era già giunto al suo termine. Il tema del giorno era stato la guerra.

Come si combatte una guerra? La violenza genera solo altra violenza? Ma soprattutto, nel mezzo di una guerra alla fine si desidera sempre ritornare alla pace, giusto?

Risultato: la guerra era un continuo ciclo che si ripeteva sempre a causa di diversi criteri e dalla mancanza di pace.

L'equilibrio si spezzava e la violenza incombeva.

"Ci aggiorneremo nuovamente per organizzare al meglio il nostro progetto.", riferì l'insegnante Camila entusiasta prima di uscire e salutare i ragazzi.

 

10 minuti dopo

 

"Allora, com'è andato il corso oggi?"

"Tutto tranquillo. Dobbiamo preparare l'intervento per la prossima settimana, credo che dovremo capire bene il tema da scegliere."

Camila e il direttore Felipe si ritrovavano spesso ultimamente nel bar della residenza per parlare del corso, e la cosa ancora più stupefacente era che anche altri insegnanti e studenti di altre classi, grazie alle continue pubblicità scritte sul giornale scolastico da Valeria, ormai si univano.

"Tutto il resto come va?", domandò Felipe osservando Camila.

Ma prima che potesse rispondere Agustín insieme a Rocío, due degli studenti di Camila, arrivarono con una faccia preoccupata.

"Che cosa succede Agustín?"

"Non avete sentito? Una guerra! Qui scoppia davvero! Abbiamo dei rifugi tipo antimissili, vero?"

"Di cosa stai parlando?", domandò Felipe accigliato.

"Guardi qua!"

Rocío mise un giornale davanti ai visi stupiti di Camila e Felipe.

"Una guerra senza precedenti giungerà presto... sarà una terza guerra mondiale?", leggeva Camila a voce alta.

"Ragazzi calmi, non sappiamo neanche se sono notizie vere o manomesse dai media."

Rocío e Agustín non sembravano comunque rassicurati.

 

"Dobbiamo fare qualcosa prima che la notizia si sparga e il panico prenda il sopravvento."

"Non dobbiamo allarmare troppo gli studenti!", esclamò l'insegnante di geografia.

"Ma neanche nascondergli la verità!"

"Non si tratta di nascondere la verità, ma di non far generare il panico."

Ma le notizie come sempre si dilagavano a vista d'occhio e in men che non si dica tutta la scuola ne era al corrente. I ragazzi sembravano tutti essere spaventati, anche per continuare le lezioni o le loro normali vite.

 

"Dai ragazzi dobbiamo concentrarci!", cercava di esortarli Camila con l'aiuto del direttore.

"Come possiamo calmarci? E se ci cade una bomba adesso in testa?", esclamò Jaime impaurito con Candela che non lo mollava un attimo.

Tutti si dissero d'accordo con Jaime, spaventati dalla situazione.

"Niente ci succederà!", rispose Felipe.

"Ascoltatemi, c'è bisogno di reagire e continuare con le nostre vite. Non perdere l'incanto e non sentire paura. Luz fai qualche foto e organizza una mostra, Rocío unisciti con la banda e componete, Pablo continua il corso di Tai Chi. Che ognuno riprenda in mano la propria vita."

Tutti sembravano troppo increduli per reagire.

"Cioè... mi faccia capire... il mondo cade a pezzi e noi dovremmo metterci a fare foto e a cantare?", domandò Maia sentendo puzza di presa in giro.

"Sentite, non ci guadagnate nulla a farvi vincere dalla paura. Lei è come un disincanto. E non sto dicendo che dobbiamo vivere come dentro a un sogno, dentro a una bolla, ma lasciarci il diritto di vivere la nostra vita tale e quale come noi vogliamo. Se vi fate vincere dalla paura adesso è finita, la vostra vita è finita. E dovete vivere anche se questi malati tirano bombe e distruggono il mondo."

"Se perdete l'incanto con la vita e vi lasciate sopraffare dall'arma peggiore di questi considerati i cattivi della storia siete, siamo, solo una generazione disincantata, con la vita, con il futuro. Sentiamo di non avere più speranze, perdiamo la fede, l'iniziativa e la voglia di cambiare. E di lottare, sì, lottare per cambiare. Non è vero quando vi dicono che non si può fare nulla. E difenderci cercando di trovare altri sistemi."

Gli studenti si guardarono presi dal discorso di Felipe.

"Una generazione disincantata è come una generazione di morti in vita e questo vuol dire stare al loro gioco.", riprese Camila.

"Avete bisogno di ribellarvi in un certo modo e di non sentirvi inutili, di scoprire nuovamente quali sono i fattori importanti come il diritto di vivere la vostra vita e realizzare i vostri sogni. Di questo ha bisogno la generazione di oggi. Convincersi che tutto si può fare. E possono dirti che invece nulla è possibile, che questo bisogna accettare, che niente può cambiare. Sta dunque a voi dimostrare il contrario perché fidatevi che non è come vi dicono. Oltre il disincanto c'è la vostra vita, i vostri sogni e se non ci pensate voi qualcun altro se ne approprierà. E mentre tutti questi disastri fanno credere che nulla ha senso, che ti fanno convincere di vivere in una generazione disincantata, voi qua siete invece un'altra generazione: quella incantata con la vita e con la realizzazione dei propri sogni. Ragazzi nessuno vi dice di fingere che nulla accada perché tante cose succedono nel mondo, ma dovete avere la forza di rialzarvi e di proseguire il vostro cammino con coraggio."

I ragazzi sorridevano e forse un po' dell'incanto ritornava dentro di loro.

"Adesso tutti a prepararsi per l'intervento creativo contro coloro che ci vogliono mettere i bastoni fra le ruote!", esclamò Camila raggiante come sempre e trovando il progetto adatto ai studenti.

E detto questo ognuno dei ragazzi e delle ragazze dell'intera scuola si preparavano a mettere a disposizione i loro talenti per dimostrare al mondo che loro non si sarebbero arresi e che avrebbero dato spazio alle loro importanti voci.

 

Che l'intervento creativo abbia inizio.

 

https://www.youtube.com/watch?v=G-DoV-cs3jo

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