Striiiiiiisciiiiio, striiiiisciiiio sul terreno, illudendomi di aver percorso un'eternità. Mentre il paesaggio non è cambiato… cespugli, erbetta, foglie verdi, foglie accartocciate, humus, humus del sottobosco.

E in quello sforzo, immane, in quella fatica superanimalesca, in quell'istinto a viaggiare, mi sono scoperta emozionata di un'emozione che mai e poi mai avrei pensato potesse sorgere in me. Un'emozione che mi ha preso la gola, mi avrebbe in futuro tolto il respiro, stretta in una morsa mentre a ogni striscio rimarrà  il segno, bavoso, appiccicoso luccicante come le stelle che sono nel cielo. E capto con le antenne fuori, sintonizzate, proiettate all'ascolto del battito dei cuori cosmici,  dal mio rifugio che sono destinata ad avere dalla prima comparsa geologica a questo mondo, lo striscio bavoso per testimoniare la mia presenza su questa polvere terrestre. Ed elevo il mio canto, poetico canto di un fossile, armonioso sussurro di uno spartito d'anima, forte di un'esperienza maturata a piccoli passi, lentamente, strisciatamente, una saggezza nata dai miei errori, dalle ascese sui roveti o sulle spine di cardamonio in un campo abitato da bovini, che pascolano ritmicamente, illusi di vivere in un'agreste età dell'oro.

Sono riuscita a sopravvivere alla velocità spregiudicata della lepre e… persistendo sono riuscita a raggiungere i miei sogni, a poco a poco, mentre i giorni si alternavano e i velocisti si erano illusi di riuscire a raggiungere un traguardo che non avevano mai raggiunto e che io in silenzio ho doppiato, come redivivo Vespucci o italianissimo Colombo,  in silenzio ho doppiato, nell'infinito sono arrivata.

Ora vi lascio la mia filosofia in un tempo che dal futurismo ha deificato la Velocità, quella continua accelerazione che porta a conseguenze estreme di riuscire a illudere chiunque di essere un vincitore e… povero stolto! Di essere riuscito a raggiungere una meta che poi si è rivelata un Nulla.

Io sono rimasta fedele al ritmo della lentezza, la lentezza che mi ha portato invece a vedere cose omeriche, a saper raccontare, con occhi cuciti dall' egoistica competizione di un tempo non Infetto, che il velocista non aveva mai guardato e che nella sua folle corsa aveva sperimentato,  perso e dimenticato.

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Il bagno pubblico

22 July 2026

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Usiamo spesso dei termini saturi di mitologia senza saperlo, ma altrettanto spesso usiamo parole delle quali siamo certi provengano da un determinato “antico” dato, quando in realtà non è così. Ho riunito in un breve excursus tre “falsi etimologici d’autore” ai quali sono personalmente legata. [...]

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    Occupandomi [...]

  • Dax: Interessante e spiegato bene. like in attesa di altri "falsi miti"🙂

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Io boomer

21 July 2026

I mancini si sono visti legare la sinistra alla sedia e hanno dovuto imparare a scrivere con la mano destra senza che i genitori si sognassero di rivolgersi al giudice per cacciare la maestra, ma col vantaggio che crescevano ambidestri e ti potevano menare con entrambe le mani a richiesta. Siamo [...]

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Le B-Roll Girls, il parcheggio occupato e il digiuno intermittente

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Miu
21 July 2026

Prima dell’era Furio, prima di Skyfall, prima del secondo dito e delle prove trasformate in addestramento psicomotorio, per le B-Roll Girls ci fu l’era Pia, la precedente maestra con il suo digiuno intermittente. La maestra Pia, una quarantacinquenne riccia, rossa di capelli, secca, perfettina, [...]

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La commessa

Un giorno di ordinaria routine

20 July 2026

Il mio superpotere non è volare. È guardare in basso. Dal Martedì alla domenica, dietro la cassa del negozio di souvenir nel centro storico di Alghero, io radiografo i piedi del mondo. Con il sole di agosto che spacca le pietre e l’aria condizionata a palla, il mio copione è sempre lo stesso: schiena [...]

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IL SUONO DELL'ACQUA

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20 July 2026

Tema: Traduzione in dialetto piemontese LA VÒS DËL L’AIGA A scòta, për piasì, la vòs dë l’aiga, ch’a sussùra segreti ant ël mormòri pian, tra ròche veje e foje che a balla, a porta stòrie ëd mond ch’a son an scondù al còr ch’a crèd. A scòr neta, frèida, com’un arfóm, n canzòn d’etërn ch’a [...]

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19 July 2026

Quando Elisa ebbe finito di esporre la sua idea, il padre rimase senza parole. Quella che lui riteneva ancora, una bambina scriteriata gli stava offrendo su un piatto d’argento un progetto unico e fattibilissimo. L’immagine delle strade tappezzate di testi musicali lo attraeva, forse si poteva [...]

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Microstriscia sci-fi in tre episodi

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18 July 2026

Terminate le lezioni, i giovani si dispersero nella piazza in cui stazionavano i vari autobus che li avrebbero condotti ai rispettivi paesi. Elisa e Vincenzo rimasero in attesa di altri compagni del loro stesso borgo. Il loro autobus sarebbe partito fra venti minuti. Nell’attesa erano seduti ai [...]

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Sull'eros in fiore

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Occhi non avevo che per quel golfino rigonfio suo nero e la bocca pensavo mia sul turgido seno. A lei dintorno che sull'amàca stava scia lasciavo io là come lumaca. Tu mi garbi mi conturbi e con te farei assai tardi la notte tutta a consolarti per averti poi sotto ulivi sempreverdi [...]

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17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

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17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

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