Il pacchetto di sigarette sulla scrivania non c'è più. Solo un laptop spento, una tazza di buon whisky e un paio di libri. Non serve nient'altro a uno scrittore, nel suo orario di ufficio. Un tempo sarebbero servite anche le sigarette, che ora non ci sono più: stavano bloccando la creatività in un cumulo di cenere e fumo biancastro.

Accendo il computer, controllo la posta elettronica: nessun segnale. Tiro un sospiro di sollievo, allungo la mano in cerca di qualcosa. Ah, è vero... ho smesso ormai!, penso poco dopo. Avvio una playlist musicale jazz-classica, lusso che gli scrittori dello scorso secolo non si potevano permettere; apro i libri come se fossero loro a dovermi suggerire le parole da scrivere e avvio Word. Nuovo documento. Pagina bianca.

Non so ancora cosa scrivere, chiudo gli occhi e mi immagino in Medio Oriente, ma penso ci abbiano già speculato fin troppo sopra; allora continuo verso l'Australia, ma non riesco ad immedesimarmi nel posto, non la conosco abbastanza bene; vado ancora avanti e faccio il giro del mondo, il mio mondo, con gli occhi chiusi alla ricerca di una buona storia da raccontare. Non riesco a trovarne nessuna.

Riapro gli occhi, cerco con lo sguardo le sigarette. Dopo un paio di secondi mi do dello scemo, non ricordo mai di aver smesso di fumare. Mando giù un sorso di whisky e prendo uno dei libri lì sopra: Resto qui, di Marco Balzano. Altro argomento inflazionato da troppi scrittori. Do un'occhiata veloce al suo interno, annuso le pagine, scuoto la testa e lancio il libro dietro di me; accidentalmente ho colpito una bottiglia di vetro, vuota, che cade a terra.

Mi alzo, mando giù il whisky ed esco fuori: là fuori è pieno di storie, devo solo trovarle in ogni tazzina di caffè, in ogni locale di questa città.

Ecco l'illuminazione: gatto nella savana inseguito da un giaguaro. Il giaguaro muore.

Tutti i racconti

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La voce delle bestie (3/3)

06 January 2026

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La voce delle bestie (2/3)

05 January 2026

Giorgio spense il sigaro, si alzò e andò al lavandino. Aprì il rubinetto, riempì un bicchiere e Giorgio si chiese quanto fredda potesse essere quell’acqua: era un pensiero irrazionale, perché veniva pur sempre dall’acquedotto, ma la sensazione di essere in un posto diverso, in un tempo diverso, [...]

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Storia di Giovanni che si trasforma in salamandra 1/3

05 January 2026

Allo zoo Un bambino indicò la piccola creatura nella teca: pelle nera lucida, attraversata da striature gialle, che brillava sotto il vetro. Era venuto quello stesso mattino con sua madre, tutto emozionato all’idea di vedere gli animali dello zoo, ma rimase subito deluso. «Mamma, guarda che brutto [...]

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La voce delle bestie (1/3)

04 January 2026

Faceva freddo, ma non così tanto. È l’umidità aveva pensato Umberto attraversando il cortile. E poi: in campagna fa più freddo che in città. Aveva allungato il passo, frantumando una pozzanghera gelata. Il ghiaccio si era rotto con uno scricchiolio che lo aveva riportato indietro di anni. Da quanto [...]

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04 January 2026

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9 domande e mezza all'artista che vede l'immensità a luce spenta

... per poi illuminare di bellezza lo spazio

03 January 2026

Amici lettori questa è un'intervista, il tema mi è caro e lo sarà anche per voi perché l'arte è un gran bene, quindi eccomi a presentarvi un artista che fa del suo linguaggio un libro aperto nel quale attraverso le immagini vedrete storie e ambientazioni viaggiando in un fantastico immaginario [...]

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I — Il Presagio (72 ore all’attacco) Il bambino sapeva dell’attacco. Non perché qualcuno glielo avesse detto: le parole erano entrate nella sua mente in sogno. Una voce aveva attraversato il silenzio, una voce antica come la terra gli aveva lasciato un numero nitido nella mente: tre giorni. Da [...]

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La sala da pranzo è troppo luminosa data l’ora. La luce del tramonto invece di attenuarsi s'intensifica e scende sulle finestre come liquido dorato che inghiotte le superfici. Le tende bianche sono mosse da un vento lieve, oscillano a ritmo lento e costante, quasi ipnotico. Ogni volta che si spostano [...]

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realtà nascosta

01 January 2026

Erano le sei del pomeriggio di un giorno di fine ottobre. Il sole si nascondeva dietro grosse nuvole nere spinte dal vento di tramontana. La visibilità in strada era poca e la gente camminava frettolosa. Erano figure senza sorriso, che non si capacitavano di quel cambiamento così inaspettato. Le [...]

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