C'era un lunghissimo e tortuoso sentiero in salita che conduceva per il Paradiso. Il passaggio era strapieno di sassi, di rovi spinosi e soprattutto da chiodi chiamati Sacri Chiodi in riferimento alla Crocifissione di Gesù. 

A parte l'esenzione per i bambini, le anime, essendo completamente svestite, per ovvi motivi dovevano percorrere il tracciato senza scarpe. È facile immaginare con quanto dolore ci si arrivava a destinazione.

Il percorso in questione fu nominato Purgatorio, che sostituì l'antica dicitura Via Crucis.
Un giorno Dio, mosso dalla Compassione e dalla Misericordia, decise di bonificare il sentiero, difatti lo fece asfaltare dagli Angeli migliori, ma presto si rese conto che i suoi Figli pativano lo stesso in quanto il tragitto appariva ancora lungo e tedioso.
E fu così che, sempre ad opera delle già citate figure celesti, si prodigò nel realizzare una moltitudine di ascensori di vasta capienza sebbene di modesta velocità, ragion per cui per arrivare nei "piani alti" potevano passare alcuni mesi a differenza di prima che col sentiero impervio la gente impiegava circa un secolo e con la strada aggiustata vari decenni.

La questione sembrava risolta, purtroppo per Nostro Signore non fu così.
Il problema innanzitutto riguardava le cabine, poiché si ammassavano troppe anime tra spintoni, imprecazioni e addirittura delle bestemmie che proseguivano ad oltranza durante la salita in Cielo. Perlomeno nessuno si lasciava andare a flatulenze, però avvenivano episodi di molestie, tra palpatine e... plop plop! Persino chi doveva attendere a "piano terra" mostrava atteggiamenti indecorosi tra cui sentite agitazioni, del resto gli elevatori erano in numero limitato.

In sostanza le anime non solo manifestavano indolenza e insolenza nei confronti del Creatore ma non seppero denotare la dovuta pazienza, un prezzo di poco conto rapportato alla Beatitudine eterna che li attendeva.
Alla fine Dio si incazzò di brutto e stanco di quel bordello fece ripristinare il malagevole sentiero. Tutto tornò come prima con la sola differenza che all'inizio del percorso fece implementare un altissimo palo scalettato per chi si voleva cimentare a issarsi e di conseguenza a raggiungere il Cielo un po' più presto evitando così dolorose sfacchinate.

Peccato che quella sorta di sostegno era praticamente unto di vasellina, tra l'altro con un beffardo cartello posto ai lati con su scritto in aramaico:

- E adesso prendetevela nel culo! -

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