La storia del romanzo, in fondo, è semplice: Henrik e Konrad, due settantacinquenni, s’incontrano agli inizi della Seconda Guerra Mondiale nel castello del primo, dopo QUARANTUN’ANNI durante i quali non si sono mai incontrati né si sono mai scritti.

Lontananza e distanza assoluta.

Perché, visto che erano amici del cuore e avevano trascorso insieme studi e carriera militare?

Cos’è successo quella mattina di tanti anni prima?

Lo scopriremo attraverso il confronto fra i due.

Questo lo svolgersi del racconto, durante un’unica notte: due uomini che parlano fra loro, e basta.

Anzi, è Henrik che conduce il gioco fino in fondo. L’ospite ascolta, fino alla fine.

Quale fine?

Lo scoprirete solo “entrando” in quest’affascinante viaggio narrativo.

Ma, attenzione, non è un giallo!

Il tema di fondo è il tradimento, ma si ragiona sulla vita, sul senso e sul mistero della stessa, sull’amicizia e il coraggio, sulla lealtà e l’amore.

Dialoghi che toccano anima e cuore, densi, coinvolgenti, di gran classe e di alta letteratura.

 

LE BRACI (A gyertyák csonkig égnek), il libro di cui stiamo parlando, è stato pubblicato nel 1942.

L’autore è SANDOR MARAI (1900-1989), ungherese, forse il maggior autore della letteratura magiara del Novecento.

Vissuto molti anni in gioventù all’estero, è ritornato in Ungheria, sua terra amata, e ha soggiornato e lavorato a Budapest.

Sinceramente antinazista è stato molto osteggiato in patria per i suoi scritti e, all’avvento del Comunismo, dopo aver provato delusione anche per questa forma di potere, nel 1948 è emigrato volontariamente e non vi ha fatto più ritorno.

In Europa si ferma a Napoli e Parigi. In seguito arriva negli USA, a San Diego. Nel 1968, torna in Italia e si stabilisce a Salerno. Nel 1980 torna negli USA, dove rimane fino alla morte, a New York.

Sarà un caso (e forse non lo è!), ma lo scrittore, dopo QUARANTUN’ANNI di esilio volontario, dopo aver perso la moglie, per un cancro, e l’unico figlio (adottivo), si isola sempre di più e decide di porre fine ai suoi giorni sparandosi un colpo di pistola alla tempia.

Sul lungomare di Salerno gli venne eretto nel 2007 un busto in bronzo, che però è stato rubato all'inizio del 2009.

In conclusione, se vi capita fra le mani, fatevi “avvolgere” dalle pagine e dalle parole di questo libro.

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