“Io riesco a vedere I colori delle anime”
disse Speranza con un sorriso di madre e la compostezza di una sorella.
“e le loro sofferenze.” Concluse la Fanciulla Blu.
“Mi ricordo quelle parole. Ero stata io a dirle per prima, quando avevo scelto di creare questo mondo onirico e immaginario. Avevo un futuro da viaggiatrice, da esploratrice. Salvatrice o illusionista? Chissà, in ogni caso sicuramente non avrei mai avuto una casa mia. Un posto dove fermarmi. Se ci penso ancora adesso, non riesco a fare a meno di cadere in preda all’ansia. Potevo vedere le loro peggiori paure, i loro grandi e piccoli peccatucci, rimpianti, perdite, sofferenze. Eppure insistevano a parlarmi di amore, pace e felicità. Valori affascinanti, senza dubbio, ma surreali per la mia personale opinione. Qualsiasi cosa credessero fosse l’amore, non poteva riguardarmi, era lui il solo artefice di tutto quel dolore. Lo credevo con tutta me stessa. Non che qualcuno o qualcosa fosse riuscito davvero a smentire questa mia teoria.

Mi ritengo una persona profondamente cinica e pessimista, anche volendo non lo potrei negare, ma sono una grande amante delle meraviglie del mondo. Mi succede spesso di innamorarmi profondamente di un paesaggio, il mondo è pieno di colori, emozioni, come le anime. Ormai da tempo mi ritengo incapace di amare, come se a forza di vedere I cupi colori  degli altri, temessi di macchiarmene anche io. Io che da sempre, ho solo voluto godere della semplicità delle cose, temo l’amore possa accecarmi e che come nel mio incubo, l’unico mondo a circondarmi sia un enorme, infinito, interminabile sfondo bianco. Bianco come il gelo, la pelle d’oca. Il bianco, la somma e l’assenza di colori. Probabilmente ciò che più mi spaventa è il cambiamento. Ho come il timore che finirei per perdere tutto quel che ho di più importante, sono riuscita ad ottenere fino ad adesso.”

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Epitaffio

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Gioia Fringuelli, farmacista (2/3)

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Miu
24 July 2026

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Gioia Fringuelli, farmacista (1/3)

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