«Che lavoro fai»

«Commercio in computer, software, hardware, ripariamo ed assembliamo»

«Interessante, mi puoi dare qualche consiglio se te lo faccio vedere? Ho dei piccoli problemi di lentezza»

«Sono a tua disposizione… Euphemia»

«Sei l’unico a cui piace tanto questo nome»

«Mi piace tutto di te»

«Smettila, mi conosci da neanche un’ora!»

Le nostre bocche sono vicine… troppo, le labbra si toccano, prima c’è solo un timido contatto, poi la passione esplode.

Mi chiede: «Un attimo, hai la macchina?»

«Sì, lasciagliela»

si alza e annuncia agli altri

«Le devo controllare il computer, ha dei problemi, buona serata a tutti, prendi le chiavi» Tira il mazzo ad uno di loro, di cui ho dimenticato il nome, mi prende la mano e siamo fuori.

«Dove andiamo?»

«Beh, l’hai detto tu, nel mio albergo a controllarmi il computer, è qui dietro»

«Al Principe? Niente male!»

Prendiamo direttamente l’ascensore, ho il badge per la porta, non riesco ad inserirlo facilmente, siamo avvinghiati, finalmente la spalanchiamo, i vestiti volano nell’ingresso, arriviamo in camera già nudi, è già dentro di me quando ci gettiamo sul letto, niente preliminari, sesso selvaggio, mi domina, non voglio, ora passo io sopra, soffoca beatamente tra i miei seni mentre gode. Mi getto lateralmente cercando di riprendere fiato.

«Se lo facciamo sempre così, morirò a breve»

«Tranquillo, mi piace esplorare il corpo, vedrai, sarà molto diverso»

Ci baciamo mentre ci addormentiamo.

 

La mattina dopo

Mi sveglio di sobbalzo, un brutto sogno, la polizia mi aveva catturata, ancora non ne sono uscita, ho il fiatone, però mi ritrovo l’uccello di Tancredi stretto in mano, mi viene voglia di muoverlo un po’, inizia a reagire, rotolo per trovarmi nel punto giusto al momento giusto, gli farà male questo ritmo? Già l’abbiamo rifatto alle quattro stanotte, vabbè, finché dura… però c’è solo questa parte del corpo che da’ segni di vita, lo starà facendo apposta? Se gli do’ un mozzichetto?

«Ahia, cazzo!! Così me lo stacchi!»

«Volevo vedere se stavi facendo finta di dormire»

«E cosa avresti scoperto? In tutt’e due i casi avrei avuto la stessa reazione»

«La smetti di brontolare? Ti si sta ammosciando»

Punto nell’onore si mette a pancia sotto ed inizia a brucarmi

«Finalmente si ragionaaaahh!!!»

Un’ora dopo, finita anche la sdocciata insieme, siamo pronti per affrontare la giornata, non so come affrontare il discorso ”Usa il minimo, niente legami!”…

«Ma non volevi che vedessi il tuo computer?»

«Hai ragione, vado a prenderlo»

Apro la valigia più in basso nell’armadio, cerco anche i cavi e glielo metto sul tavolo

«È targato Cartagine?»

«Scemo, lo uso poco, non sono esperta»

«Ok, hai dei documenti importanti da salvare?»

«No, tranquillo, intanto chiamo il servizio colazione, vuoi qualcosa in particolare?»

«Quello che prendi tu»

Chiamo: «Due colazioni continentali, le solite belle ricche di extra»

«Hai un corpo perfetto, come fai se inizi la mattinata così»

«Ho il metabolismo veloce, sono alta 1 metro e 68 e non ho mai superato i 70 chili»

Gli sto dietro per un po’, lavora bene, poi bussano alla porta, vado ad aprire e faccio mettere i vassoi sul tavolo del terrazzino, visto che quello grande è occupato da Tancredi.

«Muoviti, non mi piace mangiare freddo»

«Ecco, faccio partire qualche programma di pulizie ed app varie e arrivo»

Si alza e viene verso di me, il sole gli fa strizzare gli occhi, è proprio bello! Ma sì, rimando il benservito, per qualche giorno me lo godo.

«Domani parto per Parigi, vorrei visitare il Louvre, ti va di venire?»

«Se c’è il tempo anche per EuroDisney sì, panem et circenses»

«Per me è tutto circenses, è una vita che voglio vedere quel museo, i miei non sono mai usciti dal paese!»

«Aspetta, chiamo l'ufficio. Manuel, arrivo più tardi, però da domani starò fuori per qualche giorno a Parigi, dovete pensare voi a tutto. No, i biglietti li faccio direttamente quando vengo lì, tranquillo, ciao!»

Approfitta che mi sono alzata, per prendere la mia mano e stringermi a sé per baciarmi. 

«Quale paese?»

Panico, non mi ricordo mai quel cazzo di nome

«Tanto non lo conosci, è sulla parte alta della Greca, vicino al monte Olimpo»

«Mi piace tutto quello che parla di te»

«Non ti sembra di esagerare? Ci conosciamo da neanche dieci ore»

«Ho assaggiato la tua fichetta, è l’imprinting finale»

«Se non la smetti ti violento!!»

«Ferma! Time-out! Voglio vivere!»

 

24 luglio 2018

«Taxi, venga»

Tancredi si sbraccia davanti al Louvre per fermare un taxi vuoto

«Disneyland Paris Hotel, mercì»

«Sai solo questo, vero?»

«Beh, sempre più di te»

«Stupendo, ci tornerò con qualcuno che non sbuffa»

«Dai, erano tutti quadri, che divertimento c’è?»

Inutile, il cervello ce l’ha sulla testa sbagliata, mi assopisco mentre arriviamo sul posto.

«Eccolo, che ficata!»

«In effetti non è male»

Scendiamo. 

«Sono già arrivate le nostre valigie? Euphemia Anastopoulos più uno»

«Ho un nome»

L’ometto è andato a cercare un collega che parli italiano, ripeto la richiesta e tutto si sistema, i nostri bagagli sono già in camera. 

«Suite Bella Addormentata con vista sul parco e vasca idromassaggio, l’ammetto, è ottima»

«Beh, che ti aspettavi? Sono due giorni che giriamo nel museo, ho prenotato io la parte divertente, rilassati!»

«Con Minnie che ci accompagna! L’ho sempre odiata quella pantegana!»

«Ma non sei mai stata bambina? In Grecia come la chiamate?»

«Che cazzo ne so»

«Allora perché la odiavi se non la conoscevi?»

«La odio da quando sono arrivata in Italia, comunque non dovevi neanche venire, era un mio viaggio solitario»

«Ma le bellezze del luogo le ho viste tutte, tu, Euphemia, poi tu, Femy, ed anche tu, Anastopoulos»

«Sei uno stronzo ma sei bello, qui come funziona?»

«Che stanotte mentre starai dormendo io ti scoperò»

«Solo allora?»

«No, anche adesso»

Mi prende la gonna, l’alza sopra la testa, non vedo più niente, mi gira e mi getta all’indietro, spero che ci sia il letto all’arrivo, mi strappa le coulottes, ancora sono una poveraccia, riesco solo a pensare che erano Victoria’s secrets e tutto il set mi era costato ben centocinquanta euro, e ora è tutto da buttare.

Ha tolto la mano dalla gonna, potrei liberarmi, ma sono eccitata, aspetto la sua prossima mossa, sento un ronzio e qualcosa che vibra dentro di me

«Ti piace amore? L’ho riscaldato, sei contenta, voglio studiare la tua passerina, ecco, brava, allarga le cosce, entro lentamente, inarca il ventre, sei stupenda»

Non parlo, mentre lui continua con le sue descrizioni, l’Alberto Angela del cazzo, però mi piace, ci sa fare il bastardo! Ora tira fuori il macchinario, perché??

«Non posso sprecare il tuo sapore, fammelo succhiare»

Adesso è lui ad entrare nel mio corpo, metto le gambe dietro la sua testa mentre lui mi toglie il reggiseno, stavolta senza romperlo, e mi strizza i capezzoli, ho un sussulto, ne approfitta per iniziare il gran finale, aumenta il ritmo fino all’orgasmo.

Si toglie da sopra mentre io torno a vedere

«Saluti dall’Uomo invisibile!»

«Che stronzo!»

«Sì, anch’io ti amo!»

Tutti i racconti

2
0
16

Murales 2/3

18 July 2026

Terminate le lezioni, i giovani si dispersero nella piazza in cui stazionavano i vari autobus che li avrebbero condotti ai rispettivi paesi. Elisa e Vincenzo rimasero in attesa di altri compagni del loro stesso borgo. Il loro autobus sarebbe partito fra venti minuti. Nell’attesa erano seduti ai [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
11

Sull'eros in fiore

18 July 2026

Occhi non avevo che per quel golfino rigonfio suo nero e la bocca pensavo mia sul turgido seno. A lei dintorno che sull'amàca stava scia lasciavo io là come lumaca. Tu mi garbi mi conturbi e con te farei assai tardi la notte tutta a consolarti per averti poi sotto ulivi sempreverdi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
4
67

La foresta

17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
2
38

Murales 1/3

17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
3
54

Notte Che Divora

Poesia D'amore

16 July 2026

L’alba cela nel suo grembo scuro raggi di sole che filtrano rancori. Stanco è il mio sorriso senza sale, e assaporo colori che scrivono fuochi a cancellare ogni stella esaudita. La battigia, confessore fedele, raccoglie ancora le mie speranze senza veli che nascondono lacrime. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: Ciao Laura, ci sei per il premio o
    chinotto?🏆

  • Miu: C'è un verso, in questa poesia, che vale da solo tutto il resto: [...]

6
6
32

Sala preoperatoria

Un mondo tra parentesi

16 July 2026

Nell'ultimo anno per tre volte mi sono ritrovata come paziente in tre diverse sale preoperatorie. Ė un mondo a parte. Ė un regno dove si gioca con regole diverse. Il personale che ti accompagna fino al varco ti saluta sulla soglia. Non la oltrepassa con te: lì non sono ammessi. Il tuo corpo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Gì: Grazie per i vostri commenti; è un breve racconto autobiografico. Un [...]

  • zeroassoluto: Condivido tutto e un grazie a tutti gli operatori sanitari e alla loro empatia... [...]

5
10
36

Il genio di Platone e il paradosso della vita moderna

I pensieri che fanno riflettere e ragionare

15 July 2026

Il genio di Platone da sempre insegna la vita. E tra tante cose da lui dette e scritte, amo sempre ricordare questo illuminante pensiero: "Ciò che mi sorprende di più dell'umanità è che ci annoiamo della nostra infanzia per poi desiderare di essere di nuovo bambini, perdiamo la nostra salute per [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Gennarino: Walter Fest: grazie per aver letto e commentato. Non so se oarteciperò [...]

  • Gennarino: Maria Merlo: Carissima buona serata e buona scrittura.

4
3
34

Stev' aspettann' a me

La mia famiglia attraverso Maria

15 July 2026

For 'a porta da casa 'e mamma mia, sporca, scurdata e senza luce, 'a Madunnella steve aspettann' a me... «Sta appicciata 'a Madonna?» Sent' ancora 'a voce 'e mamma mia quann' ascenn' da casa ce spiava: «Sta appicciata 'a Madonna?» E da sta casa, che c'ha visto e' nascere e crescere, addò pe ogni [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
4
66

Il bar di Renato

14 July 2026

Il bar di Renato era un bar di periferia molto frequentato. Renato, un omone amante della birra, accoglieva musicisti e cantanti di strada. Innamorato della musica di qualunque genere, invitava ogni sera qualcuno a esibirsi; dopo aver offerto loro una buona birra d'addio, accompagnava alla porta [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
4
29

Al crocevia del se

14 July 2026

Mi fermo per un caffè al crocevia del se - se fossi se avessi rivolto il saluto la stessa vita inquieta sorridendo vagabondo - l' inconnu passe, viaggiatore della mia sera, felicità perfetta, una chimera forse l' avrei offerta al mare, a chi piu' non ritorna. Viandanti vanno in forma di memoria, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

5
5
51

STORIA DI TOPO MUS (2/2)

13 July 2026

I tunnel scorrevano come viscere illuminate da neon guasti. Sopra sentiva i passi metallici dei droni, le sirene, le voci sintetiche: “Soggetto localizzato. Recupero autorizzato.” Mus saltava tra tubi, cavi, pozzetti e vecchi mosaici sepolti. Ogni tanto vedeva frammenti de città antica incastonati [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
8
41

Un giorno nella vita...

13 July 2026

Il turbinio di emozioni che mi travolse, offuscò decisamente la mia capacità di giudizio. La naturale compostezza del mio carattere, talvolta scambiata per freddezza, fu messa duramente alla prova. Alla fine cedetti e mi ritrovai ad abbracciare, quasi senza ritegno, alcuni tifosi, provando ad intonare [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

Torna su