Sparì dietro la porta che dava sulla stanza accanto.

Mimmo non seppe resistere, si alzò e si avvicinò allo stipo, per guardare da vicino le due fotografie. In realtà erano tre. In una cornice c’era il ritratto di una bella donna, giovane, capelli neri raccolti a tuppo, sorridente. Nell’altra c’erano due foto affiancate; in una, un giovane in divisa con le mostrine dell’artiglieria, a mezzobusto. Mimmo notò che il militare aveva una forte somiglianza con il vecchio. L’altra foto era una bellissima immagine di serenità familiare: padre, madre ed un bambino sorridenti, seduti in terra sull’erba. La donna era sicuramente quella della fotografia, l’uomo sembrava essere Filippo Ranieri da giovane.

Siamo io, mia moglie e mio figlio Peppe. -

Il ritorno del vecchio lo distolse dalle sue riflessioni. Tornò a sedersi indietreggiando senza voltarsi, con il capo chino vergognandosi per avere violato l’intimità del suo ospite.

Mio figlio è morto a ventitre anni. Mia moglie mi ha lasciato solo un anno fa. Sapete, era un bel ragazzo, mio figlio Peppe. -

Bussarono alla porta. Il vecchio non si mosse. Mimmo si alzò e aprì. Era Versace, i suoi colleghi avevano iniziato le perquisizioni. Il brigadiere capì che poteva aspettare, visto che comunque Mimmo era dentro. Il giovane richiuse la porta e tornò a sedersi.

Nel quarantatre, quando iniziarono i bombardamenti, mio figlio era qui, in licenza. Questa casa fu mitragliata più di una volta, perché dietro, sulla collina c’era la batteria antiaerea della Sorbara che sparava contro gli aerei alleati. Quando finì la licenza, Peppe non volle tornare al Corpo. Non aveva paura della guerra, voleva stare con me e sua madre, non ci voleva lasciare soli. E si fece disertore. Non ci furono problemi, all’inizio, perché i soldati della Sorbara qui non venivano mai. Eravamo tutti parenti, nessuno parlava, tutti aiutavano. Poi arrivarono i tedeschi, e una pattuglia si accampò qua da noi. -

Filippo Ranieri era rilassato, adesso. Le rughe della fronte si erano distese, quasi scomparse.

Peppe se ne dovette andare. Salì in Aspromonte, ma ogni tanto, di notte, scendeva in paese. Tutto continuò così, fino a quando non arrivò il “capitano”. -

Pronunciò la parola capitano con disprezzo. 

Il capitano, l’eroe di guerra, l’uomo d’onore. Era venuto in licenza, il figlio di mio cugino Ciccio. Quando seppe che mio figlio era disertore venne da me e mi disse che Peppe si doveva presentare, che era ancora in tempo e che si sarebbe interessato lui per aggiustare la cosa. Lo dissi a mio figlio, ma non si fidò e rimase latitante. Ma l’eroe non poteva lasciar perdere e si mise a spiare. In seguito disse che lo faceva per potergli parlare direttamente, per convincerlo, ma una notte, quando Peppe arrivò lo aspettavano i tedeschi, insieme al capitano. Lo catturarono e la mattina dopo lo fucilarono senza processo. Proprio là fuori, contro il muro dove finisce la strada. -

Mimmo chinò il capo. Cercò d’immaginare come si poteva sentire un padre che ogni giorno, per anni ed anni, uscendo di casa vedeva per prima cosa il luogo dov’era stato giustiziato suo figlio.     

Quando alzò il capo vide nuovamente suo nonno, con in mano una doppietta a cani esterni con la culatta aperta. Sobbalzò, dapprima, poi capì. Il vecchio gliela porse tenendola dalle canne; l’odore della polvere da sparo esplosa invase le sue narici.

Perché? Perchè adesso, dopo tanto tempo? - 

Chiese Mimmo.

Quando morì mia moglie, dapprima pensai che ormai non avevo più motivo di vivere. Ma quel muro ogni giorno mi parlava e mi metteva davanti a una scelta. Dovevo scegliere: o lui, o io. Ho scelto lui. Oggi era il giorno giusto, e adesso quel muro non parla più. -

Disse Filippo Ranieri, poi tacque.

Le rughe sulla fronte del vecchio erano ancora più profonde di prima, e gli occhi, che mentre raccontava si erano schiariti, adesso erano ancora più impenetrabili, e contemporaneamente penetranti. 

Rimasero così, in silenzio, Mimmo ad esplorare il viso del vecchio, il vecchio ad esplorare l’anima di Mimmo.

Poi il vecchio parlò: 

 

Sapete, siete un bravo giovane e somigliate assai a mio figlio. Ho piacere che mi arrestiate voi -.

 

 

Tutti i racconti

1
0
36

Aurora

12 April 2026

Aurora era tutto fuorché quello che a Bernardo piaceva in una donna. Aveva quell’altezza scomposta che non diventa mai eleganza: gambe lunghissime e ginocchia spigolose come avessero qualcosa da rivendicare. Aveva i capelli neri, lunghi fino alla vita, li lasciava crescere per pigrizia e li raccoglieva [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
4
34

Bidonville

12 April 2026

Se cerchi un vicolo malfamato a New Orleans dove grattarti la rogna in santa pace e imbarcare scarafaggi nelle mutande devi raggiungere la Holy Cross School, voltare per Crescent Street, trovare un lurido buco per piazzare il tuo cartone e stravaccarti a terra. Quando tutto è cominciato ero lì, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

10
10
204

Vera dei miracoli

11 April 2026

Vera ha i capelli biondi come paglia bagnata, un groviglio che il vento sembra non abbandonare mai. I suoi occhi grigi, troppo grandi per quel viso sottile, hanno la stanchezza delle cose dimenticate: spicchi di cielo d’inverno, limpidi e immobili, così profondi da temere di cadervi dentro. Vera [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Teo Bo: Quando le parole sono musica e la musica accarezza l'anima con le sue melodie [...]

  • An Old Luca: Mi è piaciuto molto. L'alternanza tra gli stati d'animo delle [...]

5
7
69

Io Soram e tu

Una cotta impossibile, un filosofo danese e il dramma assoluto di essere adolescenti.

Miu
11 April 2026

Avevo tredici anni, facevo la terza media in una scuola privata, portavo una divisa blu, il colletto inamidato e soffrivo già di una forma acuta di angoscia. Non era ancora quella metafisica. Era più concreta, più scolastica, più umiliante. Si chiamava Lucio, aveva quattordici anni, i capelli biondi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
6
231

Dov'è la fede di un marito fedifrago?

10 April 2026

Marco aveva smesso da tempo di indossare la fede. Nessun orologio, nessun bracciale, nessuna collanina. Tutto lo infastidiva. Sara si era dispiaciuta per un breve periodo, ma poi lo aveva accettato con tranquillità. Si era sempre detta che contavano i sentimenti e non i simboli. Ora però, dopo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Gì: @dax è davvero così. Un lutto che Sara fatica ad accettare perchè [...]

  • Miu: Bell'immagine quella delle due fedi.

3
6
152

L’amore che resta Capitoli 5 e 6

10 April 2026

Capitolo 5 — Le dimissioni (dentro di me) C’è stato un tempo in cui non riuscivo a stare ferma. La fermezza, per me, era vuoto. E il vuoto faceva paura. Allora mi inventavo dei gesti. Piccoli, segreti. Gesti che sembravano amore e invece erano ansia. Una volta sono andata sotto casa sua con una [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
7
406

Tutto il giorno stanco

09 April 2026

Era tutto il giorno che era stanco, aveva anche una certa età ormai e non si aspettava più nulla della vita. Aspettava solo Sorella Morte, che lo avrebbe liberato da quella stanchezza e, alla fine, da tutte le stanchezze. Ma c'era ancora qualcosa. C’era un sole abbagliante là, sulla piazza davanti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
3
84

Amani (2/2)

il bambino di bronzo

09 April 2026

I due eserciti nemici decisero, in quel preciso momento, davanti all'ingresso della vecchia metropolitana, di congelare i propri rancori. Adesso avevano quasi capito che stavolta sarebbe stato diverso. L'aria era estremamente fredda, il vento radioattivo sembrava sospeso. Molti di loro tolsero [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
5
712

La Versione sTramba

Centrale paranoica n°10

08 April 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica... colpo grosso stanotte!! Sapete chi è il grande capo qui al Transcend Village? Come no!? È lui, il Dott. Stella. È a capo di un sistema di cura e protezione psichica dei picchiatelli tanto avanzato e tecnologico e tuttora mai replicato da nessuno. Immaginate: ogni [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Come sempre con i racconti della Centrale Paranoica, terminata la lettura mi [...]

  • Mimì Colucci: Grazie, l'obiettivo era quello, sulla statistica Shhh Shhhh ho sbagliato [...]

3
5
296

Amani (1/2)

il bambino di bronzo

08 April 2026

Il cielo era rimasto grigio per così tanto tempo che nessuno ricordava più il colore dell’alba. Non era un futuro distopico, quello immaginato mille volte nei film. Non era una vecchia serie televisiva. Fumi inquinavano l'aria, liquami di ogni genere l'acqua. Le città erano scheletri di cemento [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
4
309

L'Onore

07 April 2026

“Addio mia bella addio L’armata se ne va E se non partissi anch’io Sarebbe una viltà.” Così cantavano migliaia di giovani, spavaldi e sorridenti, affacciati ai finestrini dei treni che li portavano al fronte. Era una viltà non partire, restare a casa, mentre altri andavano inseguendo ideali e [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Triste verità...la guerra fa piangere tanti e ridere pochi, di norma [...]

  • Lawrence Dryvalley: Parafrasando, ne ha uccisi più l'onore della spada. Bel pezzo Lorenzo, [...]

9
12
351

Fillus de anima

07 April 2026

L’appartenenza non è solo condividere la stessa casa. È avere gli altri dentro, come radici nella stessa terra. Un tempo, nelle campagne di Sardegna, bastava uno sguardo per cambiare un destino. Non c’erano firme, né documenti. C’era la parola data e quella bastava. Così nascevano i fillus de [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su