Improvvisamente cacciò un urlo, scagliando il cosiddetto pugno che temevo fin dall'inizio, non per colpire me ma la saracinesca della ferramenta.

Il rimbombo fu particolarmente assordante tanto da intontirmi facendomi chiudere le palpebre di colpo.

Vidi il mio carnefice allontanarsi imprecando a più non posso e dopo essere risalito in macchina, ripartì sgommando.

Non mi picchiò e la cosa mi stupii parecchio.

In Autunno, alcuni giorni prima di partire militare, incontrai nuovamente Gaetano in un bar in compagnia della solita ragazza dai capelli biondi, intenti a mangiarsi un gelato seduti in un tavolino.

In un primo momento cercai di non farmi notare però alla fine ritenni opportuno non fare la parte del coniglio che scappava.

Gaetano dopo avermi notato, come sempre si cimentò a fare la prima mossa.

«Ciao Giuseppe!» salutandomi alzando nel contempo una mano e stranamente senza malizia nel suo viso.

La sua ragazza si limitò semplicemente ad un piccolo sorriso e a un piccolo accenno.

«Ehilà Tano!» risposi con la stessa educazione al suo saluto.

«Com'è? Come stai?» mi chiese.

«Bene, spero anche tu!» risposi banalmente tanto per dire qualcosa.

«Tutto a posto! Buona domenica Giuseppe!» concluse.

«Altrettanto a voi ragazzi» dissi congedandomi.

Ordinai alla barista una granita di mandorle in un tavolino abbastanza vicino ai due e li osservai per notare se vi fossero nei loro volti tracce di sfottò

Fortunatamente se ne stavano tranquillamente a mangiarsi il loro gelato, a parlare pacatamente e scambiarsi ogni tanto dei piccoli baci. Intuii che non ero l' oggetto dei loro discorsi.

Dopo aver gustato la mia granita, mi alzai dalla sedia, pagai il conto e uscii non prima di guardare un ultima volta Gaetano senza farmi accorgere.

«Ecco bravo, mi chiamo Giuseppe, non Prosciutto e non dimenticarlo mai!» pensai tra me e me.

Durante la mia passeggiata, come in un film, ripercorsi tutto ciò che il bullo mi fece patire dal primo anno delle superiori fino ad alcuni mesi prima.

Non si cancellano facilmente cinque anni di soprusi e di angherie, seppur involontariamente credo di avergli dato una bella lezione o forse dopo l' episodio precedente, Gaetano non volle provocare un nuovo litigio con tanto di cono gelato in faccia da parte della sua ragazza.

Ridacchiai un po' nel crearmi attraverso la mia fantasia un evento immaginario ma comunque abbastanza prevedibile.

Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te!

I vecchi proverbi non sbagliano mai.

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