Con la coda dell'occhio vedo una macchia nera sul muro, mi giro e metto a fuoco: un ragno. Non uno dei soliti ragnetti che di tanto in tanto vengono a farmi visita, questo è un animale di tutto rispetto. Cinque centimetri per quattro. Sta riposando sul muro della scala che da sul cortile, indeciso sulla direzione da prendere. Prova verso destra, ci ripensa e si ferma, ok vado a sinistra ma nemmeno quella è la direzione giusta. Ancora un attimo di indecisione e decide di andare avanti dritto e inizia la salita verso l'angolo in alto. Non voglio disturbare la sua passeggiata e resto ferma, incantata a guardarlo. Chissà a che categoria appartiene, troppo piccolo per essere una vedova nera, troppo grosso per una tarantola, ma è bellissimo. Sono affascinata da queste creature misteriose, starei ore a guardare mentre tessono la tela con precisione millimetrica, e abilità di ricamatrice. Cominciano fissando due fili incrociati e da lì parte la costruzione di un'opera ingegneristica di alta precisione. I fili diventano otto e tra un filo e l'altro il ricamo perfetto. Non un raggio fuori posto. L'ottagono gira su se stesso fino alle dimensioni volute dal costruttore. L'ultimo giro, il più grande, e il ragno è stanco perciò si ferma e si riposa e aspetta che qualche preda cada nella sua trappola. In natura ci sono misteri che noi umani non possiamo capire e quello dei ragni è forse il più intrigante.

Ecco, mi sono distratta e il mio ragnone è sparito. Si sarà nascosto sopra la cornice di marmo della porta, anche se è spessa solo due centimetri per lui è sufficiente. Spero che l'uomo che viene a lavare le scale non lo trovi. Sono sicura che non lo troverà perché non va mai più in alto dello zoccolo della scala e a volte nemmeno su quello.

Il ragno è salvo.

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