Mi sono innamorato di tua madre nello stesso istante in cui l'ho vista. Era seduta all' angolo di una tavolata in uno di quei locali dove si può mangiare ascoltando musica dal vivo. Anche io ero in compagnia di amici, ma me ne dimenticai subito.
Non riuscivo a smettere di guardarla, ipnotizzato dal piccolo spazio che le restava tra le labbra anche quando erano chiuse, dalla linea elegante tra le spalle e il collo, dalla grazia dei suoi gesti, dai giochi di luce che gli occhi formavano con il sorriso.
Il suo primo sguardo mi scivolò addosso senza mettermi a fuoco, ma poi, come chi si sente osservata, cercò intorno a sè la provenienza del mio muto richiamo. Per un po' provò a ignorarmi, ma la mia insistenza sfacciata funzionava da calamita. 
Da lontano, usando l' alfabeto muto che tutti abbiamo imparato da bambini, le mie dita scrissero nell' aria "SEI BELLISSIMA".
Si mise a ridere, le mie dita si mossero stavolta per formare un cuore. Lei sorrise ancora e quel cuore, il mio, fu trafitto definitivamente. Il mio pollice indicò la porta, in una silenziosa richiesta di incontrarci fuori. Senza aspettare risposta, mi alzai e uscii ad aspettarla. E lei arrivò. Ma non era da sola, c'eri già tu, dentro una pancia appena un po' pronunciata, che prima il tavolo aveva tenuto nascosta.
Parlammo tutta la sera, tutta la notte. Mi raccontò di tuo padre, scomparso dalla sua vita appena dopo esserci entrato, un uomo che non ti avrebbe mai voluta, che non ti avrebbe mai conosciuta.
Avrei potuto andarmene. Avrei potuto archiviare l' incontro tra le occasioni perdute, con un sospiro di rimpianto. Invece rimasi, incantato da quel piccolo spazio che le restava tra le labbra anche quando le chiudeva. Era troppo tardi, ero già perdutamente innamorato. 
Il resto venne da sé, non sempre facile da capire né da far capire. 
E’ stato come costruire una casa nuova intorno ad un elemento architettonico già esistente, un nucleo centrale, un pilastro che non si poteva spostare, toccare, modificare, a cui tutto il resto doveva adeguarsi.
Ho amato anche te, come già era successo con tua madre, dal primo momento in cui ti ho vista, ma credo di avere cominciato ad amarti molto prima.
Sei cresciuta chiamandomi per nome, non mi sono mai spacciato per ciò che non ero, ma non per questo ti ho sentito meno figlia.
Un giorno, tornata da scuola, guardandomi seria mi chiedesti se fossi io tuo padre. Ti risposi "Quasi". Ti è bastato.
Da allora hai cominciato a chiamarmi papà, da allora quando vogliamo dirci quanto ci vogliamo bene usiamo quella parola: quasi.
Vuol dire che per noi non c'è differenza. Che il nostro legame non avrebbe potuto essere più forte. Che la vita ha saputo restituirci ciò che ci aveva tolto. Che sono l' unico padre che hai avuto e non ne avresti voluto un altro. Che sei la figlia che ho scelto di avere e che ho sempre desiderato.
Domani percorreremo insieme un piccolo tratto di strada, ci terremo stretti fino all'altare, poi prima di affidare la tua mano all'uomo che sta per diventare tuo marito, ti sussurrerò"quasi" e tu mi risponderai "quasi anch'io".Nessun altro capirà che nel nostro vocabolario quasi e amore stanno sulla stessa pagina, alla stessa voce.
Tua madre sarà lì a guardarci, sempre con la stessa piccola fessura tra le labbra, chiuse nello sforzo di trattenere l' emozione. 

Tutti i racconti

2
3
16

Poiché sono l'albero più occidentale del giardino

03 September 2026

Poiché sono l'albero più occidentale del giardino posso vedere tutto ciò che succede fuori dalla casa ma posso solo intuire invece quello che succede dentro di essa. Da quando è stata costruita la casa sono lì fermo e immobile. È vero, una pianta per definizione non si muove, ma ciò è vero solo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Punto di vista insolito e apprezzato. Si potrebbe dire che anche l'ex bambino [...]

  • MaricaR: Modo molto simpatico ed efficace quello di usare l'albero per narrare una [...]

1
5
18

Fuggiva e... basta

03 September 2026

Anche quella mattina Giovanni camminava a passo sostenuto, come quando era in ritardo per l’orario d’ufficio. Prima di andare in pensione aveva sognato che il suo rapporto con l’orologio si sarebbe interrotto, a cominciare dalla sveglia del mattino. Lo aveva pensato sistematicamente negli ultimi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • MaricaR: Grazie per avermi dedicato un po' del tuo tempo per la lettura e per il [...]

  • An Old Luca: Dolorosa ma molto piacevole lettura. Anzi dolorosa lettura e picevole scrittura. [...]

3
7
20

A 140 Bpm (2/2)

02 September 2026

«Credi davvero che la dissolutezza e l'altruismo si escludano? La bellezza della vita che hai appena vissuto sta proprio nel fatto che eri entrambe le cose. Eri l'uomo che dava una mano ai ragazzi il martedì pomeriggio e quello che si perdeva nei locali il venerdì notte. Imperfetto, disordinato. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Mi piace questo S.Pietro "manovale" come un capobarca o un capomastro.
    Il [...]

  • zeroassoluto: Piaciuto!
    Paraculi anche in Paradiso... non bisogna fidarsi di nessuno!

3
4
22

Tre notturni

02 September 2026

Sbuffa il battello, scricchiola e cigola che il fiume risale a fatica. Dietro l'ultima ansa, finalmente, il villaggio: i vecchi alle reti, festanti i fanciulli, le donne a condire pietanze. E festa sarà. Si udiranno racconti di faune feroci, flore carnivore, paludi e agguati di tribù dalle più [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

7
7
25

A 140 Bpm (1/2)

01 September 2026

Le luci stroboscopiche tagliavano il buio a ritmo di centoquaranta bpm, il pavimento appiccicava di gin tonic rovesciati e l’aria era un concentrato di condensa, profumi dolciastri e sudore. Era il primo venerdì di giugno. L’estate era un’esplosione imminente che si sentiva sulla pelle, un'elettricità [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

7
9
54

Io sono

01 September 2026

Spesso, da giovane fanciullo, nel sonno sognavo di librarmi dentro un lungo e flessuoso tunnel dalle pareti colorate e morbide. Man mano che avanzavo, fluttuando in quella strettoia, il tunnel si allargava sempre di più. Ad un tratto sentivo un fruscio, un'energia delicata e gentile ed allora non [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Phil: Grazie, hai condensato in poche splendide righe l'essenza ei cio che siamo. [...]

  • U1803: bello che tu possa aver ricordato una lontana esperienza, inoltre hai espresso [...]

3
14
19

Vi racconto in breve bellezza e mistero dell'Isola della Gaiola

Un incanto naturale

01 September 2026

L’Isola della Gaiola, nascosta tra le acque cristalline di Posillipo a Napoli, è un piccolo gioiello naturale che rapisce lo sguardo e incanta il cuore di chiunque la osservi. Due isolotti rocciosi emergono dal mare con una forza quasi magica, abbracciati da fondali rigogliosi, popolati da una [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

8
8
39

L'insalata

31 August 2026

Una volta o l'altra ci sarebbe rimasto secco. Così Bruno pensava del vecchio. Lo vedeva arrancare tutti i giorni dalla casa all'orto. Pochi passi, ma nell'ultimo anno erano diventati parecchi. Il Camillo aveva novant'anni, forse novantuno – Bruno non ricordava – e, a quell'età, un anno è lungo, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Eco: Grazie Rubrus per questo racconto, mi è piaciuto davvero molto. Persone [...]

  • Dax: Bello....like

5
8
46

Arrivederci

31 August 2026

Se lo avessi saputo, ci sarei venuto prima. Eccovi lì, arrivati quasi tutti. Vi siete vestiti bene, non serviva. Non serviva neanche portarmi in questo posto, bastava un bel prato in mezzo al bosco. Bastava una catasta di legna secca. E invece siete qui, in chiesa a guardare una cassa di legno [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Rubrus: PRRFF Ci siamo capiti :-). Reincarnazione? Mi viene sempre in mente quel film [...]

  • Ondine: Mi piacerebbe reincarnarmi... ma boh non sono neppure certa che sarebbe una [...]

9
15
58

La Befana del 1952

Memorie di Carpinone

30 August 2026

Le pere, le nespole, i fichi, le noci, le mandorle, le mele, le pesche e l'uva: a mia memoria, era la frutta che si poteva cogliere, nella stagione giusta, a Carpinone. Poi arrivava il venditore ambulante che proponeva, kaki, arance e mandarini con voce stridula, anche in cambio di patate. Si, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Maledetta malattia. Racconto intenso. like

  • Goccia: Papà la affrontò guardandola negli occhi e valorizzò al [...]

3
7
35

Dalla Bilancia di Themis alla Iustizia

Da Simbolo astronomico ad attributo di un Santo Armato

30 August 2026

La Bilancia di Themis, che fino a quel momento era stata solo un concetto filosofico nel banchetto nuziale dell'Olimpo, trova finalmente il suo corpo fisico in cielo. I Romani prendono lo strumento della Titanide, lo strappano dalle mani della mitologia e lo trasformano nel monumento eterno del [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Chissà se c'è un collegamento tra la parola "tribunale" [...]

  • Rubrus: PS: il bicameralismo, italiano e non solo, ha una causa differente: il Senato [...]

9
16
59

Là fuori

Eco
29 August 2026

Anche oggi la stessa storia. Sempre in coda. Una fila interminabile che si snoda attraverso una rete di strade tutte uguali. Accelerazioni, rallentamenti, soste improvvise. Ogni giorno percorro lo stesso tragitto. Il mio lavoro è semplice. Prendo ciò che mi viene affidato, lo consegno dove serve [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • lottimista: Bel ritmo, bel colpo di scena, bellissimo stile.

  • Dax: Bello, intenso. Like

Torna su