Hammel Forest, Inghilterra 1920

 

'Il male assoluto o il bene assoluto esistono davvero? Pensateci!

Avete presente il lato malvagio o il lato buono che c’è in noi?

Non rispondete? Mi rendo perfettamente conto che non è un argomento facile da discutere, per cui lasciate che vi dica semplicemente questo:

se conducete un'esistenza sempre nel giusto o sempre nel torto, vi mancherà di certo qualcosa che non avete fatto.

Infine, ricordatevi sempre che una delle due forze resta quella predominante, sta a voi decidere a quale affidarvi.'

 

-=-=-=-=-

 

Furono queste le parole che ritornarono in mente a Sir Lawrence, parole espresse diversi anni prima da Lord Baldric, suo maestro di spade ed anche mentore.

Dopo essersi cimentato ad un duello a suon di revolverate ed avuto la meglio sull’ avversario, il nobile fu assalito da un dubbio morale.

«Cosa faccio adesso? Lo uccido oppure lo risparmio?» si domandò con fare incerto.

Oltre le parole del suo mentore, si ricordò del doloroso tradimento causato da Julia, la sua Lady, con lo sfidante che aveva davanti.

Sir Arthur nel frattempo se ne stava riverso per terra, prodigandosi a tamponare con una mano la ferita al petto e gemendo a bassa voce dal dolore.

 

Qualche giorno prima, Sir Lawrence fece recapitare per posta al suo rivale, una missiva in cui gli scrisse di aver scoperto la tresca illecita e che avendo macchiato il suo onore nonché quello della sua nobile famiglia, la questione poteva essere risolta soltanto tramite un combattimento mortale.

Inoltre stabilì la data, l’ora e il luogo dell’incontro senza possibilità di rinviare o rifiutare.

Sir Arthur sapeva di non aveva scelta e che non sarebbe stato consono da parte di un puro inglese come lui, non accettare la sfida.

 

«Ve ne prego Lawrence, non uccidetemi, sono troppo giovane per morire, vi chiedo perdono!» implorò Sir Arthur con le lacrime agli occhi.

Il nobile posò l’arma nella fondina e scagliò la Webley del suo avversario molto lontano.

«Oggi mi trovate in uno stato di grazia! Ringraziate Dio e mi auguro per voi di non incrociarvi mai più sul mio cammino!»

«Grazie, siete un gentiluomo!» gli disse accompagnato da un cenno.

«Manderò qualcuno a recuperarvi, non vi lascerò marcire, sennò non vi avrei risparmiato!» concluse e dandogli le spalle, decise di avviarsi per tornare alla sua magione ma alcuni secondi dopo, udì armarsi un cane.

Capì all’istante e fece una capriola evasiva.

Sir Arthur teneva nascosto un piccolo revolver sotto gamba e lo estrasse con il chiaro scopo di uccidere ma i due colpi sparati andarono a vuoto.

Ci fu un ultimo sparo e a cedere fu proprio l’infido dei due che venne colpito alla pancia.

Sir Lawrence si avvicinò con la pistola alzata.

«A quanto pare non amate perdere!» espose freddamente.

Senza pensarci due volte, sparò alla testa del suo nemico con l’ultima pallottola rimasta, per poi restare ad osservare per qualche istante, il suo rivale deceduto.

«Vai a fare del bene!» pensò amaramente e allo stesso tempo consapevole di essere cambiato.

Posò nuovamente la propria arma nella fondina e una volta richiusa, tornò spedito a testa alta nella sua lussuosa dimora.  

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