Amalgamare, amalgamare, amalgamare, sino a formare una crema compatta; è importante non distrarsi in questa fase delicatissima; un’amalgamata dalle tre alle quattro ore, fornisce i risultati migliori; attenzione a dove si posa la coppa con la crema amalgamata appena finita: quattro volte su dieci (sette su dieci è la media di Filippo) la coppa finirà per terra, o sotto l’acqua del rubinetto, o “slinguazzata” dall’animale di casa. 

 

Mettere sul fuoco e cuocere finché non inizia a bollire e fare bollire per max 3 minuti a fuoco lento (altrimenti si “attacca”).

Come? Come ho fatto a saperlo con tanto anticipo? No, non sono un indovino, ma conosco il mio pollo (Filippo). Avrei scommesso 10 a 1!

Forza, ricomincia da capo e questa volta, non fidarti dell’orologio: metti al minimo il gas e conta sino a centottanta. Poi spegni subito, senza allontanarti nemmeno un secondo per dare baci a Concetta. Solo alla fine, quando avrai spento, potrai dedicarti a lei.

 

Fare raffreddare completamente (deve rimane densa, ma non troppo); devi farla raffreddare completamente, ma senza metterla in frigo, quindi hai tutto il tempo di dedicarti a Concetta.

 

Versare la crema al cioccolato sulla fetta di pane di spagna bagnato e stenderla con un cucchiaio; delicatamente e senza lasciare buchi in mezzo; quanta più ne riesci a mettere, meglio è; copri bene i bordi e cerca di mantenere uno strato spesso, ma costante; alla fine si deve vedere solo crema al cioccolato. Cerca di non “sbavare” sul piatto; dovesse capitare (capiterà), attrezzati per pulire.

 

Tagliuzzare la stecca e le nocciole su un tagliere, utilizzando un coltello; quella che avanza, si mangia dopo.
Fermi con le mani: prima completare la torta e poi “arraffare” la cioccolata… Ferma!!! Ti dò sulle mani, ferma, altrimenti non basta e addio premio! 

 

Cospargere la torta ormai ricoperta dalla crema, con le scaglie di cioccolato/nocciole tagliuzzato, cercando di abbondare al centro (fare come una collinetta più spessa al centro): comincia a venirmi l’acquolina; allontanati e non sbavare così: rischi di bagnare la torta!       

 

Prima di “montare” la panna, tenerla un’oretta in frigo, per renderla meno fluida; montare la panna con il frullatore; non aggiungere zucchero: è già dolce! 

L’ho già detto prima, non farmelo ripetere e non leccarti i baffi: con la panna che resterà, potrai festeggiare questa sera; se compri anche mezzo chilo di fragole e uno spumantino, andrai alla grande!

 

Stendere la panna su tutta la torta “a montagnola”, aiutandosi con una paletta o un cucchiaio; coprire tutta la torta (non si deve più vedere il cioccolato con le nocciole, che saranno una croccante sorpresa).

 

Mettere molto cacao amaro in un colino o nel “colabrodo” e “spolverare” tutta la torta in modo che venga di colore marrone (anche di lato): non si deve più vedere il bianco della panna.

Adesso, vicini alla fine, siamo diventati più seri, ma per spolverare meglio la torta, si potrebbero utilizzare alcune tecniche particolari, basate sul “soffio”; tutte hanno bisogno di una operazione preparatoria, consistente nell’adagiare il cacao su un foglio di cartone semi rigido piegato al centro, in guisa di quaderno semi aperto.

Dirigendo il verso del “simil quaderno” verso la torta, si dovrà completare l’opera, alimentando la polvere con un potente “soffio”. 

 

Confezionare la torta come in pasticceria con una protezione superiore, per evitare che arrivi tutta spiaccicata.

Come? Come ho fatto a saperlo con tanto anticipo? No, non sono un indovino (mi pare di averlo già detto), ma conosco il mio pollo (Filippo); avrei scommesso 10 a 1, ma forse questa volta “la sfiga” non ce la farà!

 

Piano, piano, attento, le scale, vai piano, attento, quello sta scendendo e non andargli addosso. 

Piano, piano, tienila con due mani. 
No, non aprire la porta, ma bussa con i piedi.


“Arrivato, uffa! Che faticata lottare contro la sfiga, ma questa volta… 

Aspetta fammela poggiare… 


HO VINTOOOOOOOO!!!!!”

 

Torino, 26/11/2007

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