Strano tipo Sandoz. Dopo aver intellettualizzato la lotta politica decise di intellettualizzare lo sballo. 

Cominciò a fumare e farsi acidi.

Ed eccolo qui coi capelli lunghi tirati all’indietro come se avesse passato l’ultima settimana in una galleria del vento.

E aveva occhiali spessi come fondi di bottiglia a cerchi concentrici e la carnagione strana, bianca a macchie gialle, come un pollo spennato, ma gli occhi erano azzurri e gelidi, lo sguardo di un folle.

Sapeva tutto di quella faccenda della Sandoz, da qui il soprannome, e di quella volta che era piovuto acido lisergico chissà dove…

Non andava in paranoia come quelli che facevano esperienza fuori tempo massimo… Parlava della crescita di coscienza individuale e delle potenzialità sociali e interpersonali, che avrebbero migliorato le società occidentali senza rivoluzioni socialiste. Teorie tediose per me e gli Stooges. Era un parolaio, e tutto quel pensare bloccava il flusso di pensieri spassosi da sballo tipo mollocazzo vellotette che non mi ricordo che significasse, ma ci sanguinavamo dal ridere.

Era attratto da noi con l’interesse dell’entomologo. Ci guardava come fossimo una tribù dedita allo sconvolgimento di gruppo, ci guardava fumare canne, ubriacarci e avanti col santo, e ci esaminava pensoso Uhm Uhm. Non era pericoloso, quindi lo sopportavamo tanto quanto i picchiatelli appena liberati da Basaglia.

Così, si avvicinò a me e Betta. Ah meravigliosa ninfetta dai lunghi capelli nerissimi, sinuosa come un serpente, e gli occhi verdi da fattucchiera. 

Che voleva Sandoz? Due sconvolti da acido che trascorressero qualche ora con lui a farsi registrare. Sì, sparare cazzate allucinate e registrarle. 

Così, io, Betta e Sandoz ci saremmo recati in un luogo “quasi mistico” che a Kyzmiaz era sempre quello, l’argine sul fiume fangoso. Luogo appartato dove io e Betta ci saremmo fatti un Blue dragon, e giunti lì avevamo libertà di straparlare e quant’altro. E Sandoz di libertà c’aveva che poteva registrarci e prendere appunti.

Arrivammo all’argine cambiando strada, passando sotto a mostruosi alberi secolari. Già quel percorso valeva come uno sbocco esterno al mondo.

Giunti sul posto, Betta stese una tovaglia da picnic, e lì Sandoz posò il suo taccuino ed il Parlophone, un registratore portatile.

L’acido, io e Betta, l’avevamo già preso da un po’ e vidi le prime strisce colorate proprio mentre Sandoz accendeva il registratore e chiedeva cose copiate dagli acid test dell’epoca: – Ehi Colucci?-

– Seeeee –

– Rincorreresti un coniglio? –

– … perché? –

– Sei fatto no?-

– Eh allora? –

– E allora cerchi qualcosa! –

– Ah! –

– Se cerchi qualcosa, il coniglio lo seguiresti. –

– Sìììì!? –

– Eh sì, perché potrebbe portarti a quel che cerchi. –

– Ah, in effetti… –

– E quindi lo seguiresti fino al fondo della sua tana? –

– Non mi va di infilarmi in una tana senza uscita! –

– SEGUIRESTI IL CONIGLIO FINO AL FONDO DELLA SUA TANA? –

– Boh… cioè, ci sono un sacco di conigli colorati che corrono qua attorno, quale dovrei rincorrere, Ehi Sandoz mi dici quale coniglio del cazzo dovrei rincorrere? Qua è pieno di conigli di tutti i colori! –

Così mi alzai a guardare i conigli e a cercarci un senso, ma il mio istinto mi impediva di seguirli nelle loro tane. Insomma, stavo in un piccolo sogno bucolico di erba verde e conigli colorati, con un po’ di paranoia riguardo a cosa c‘era appena sotto l’erba, nella terra, che sentii il Parlophone parlare: – Ehi Colucci… Colucci! –

– Cazzo Parlophone… Tu parli? –

– Non è l’acido, sono La Central Paranoica! –

– Ah sì? Lo so che c’eri! Lo so da un sacco di tempo –

– … siamo solo noi ora. –

– Eh Sandoz e Betta? –

– Chiediti! –

– Figlio di puttana di Sandoz, hai capitooo? –

– Già Colucci, Eh già! –

– Quindi, ora io sto qua, fatto d’acido a chiacchierare con Parlophone, mentre quei due se la spassano laggiù tra i cespugli… Ehi m’avete lasciato solo! Oh! – 

Cambiò tutto: ero piccolo, cinque anni forse meno, in uno dei tanti tanti viaggi in treno con mia mamma. Quel viaggio in cui c’era uno stronzo che faceva il moscone con lei e io ero geloso e l’avrei ammazzato… Ora non è che io e Betta fossimo una coppia, ma era nella mia area. Certo che faceva come voleva, ma non così. Erano spariti i coniglietti ed era tutto buio, e del mondo c’erano solo sagome e il mio super udito li sentiva razzolare laggiù tra il fogliame e la mia vista a raggi x li vedeva benissimo; ma fu il superudito a ferirmi mortalmente quando sentii quella specie di richiamo da foca gwuaqwuaq. Era come se la terra mi si fosse aperta sotto i piedi e sprofondavo nella mia paura di abbandono, ma non ero solo avevo un nuovo amico psicotico ed empatico, il PARLOPHONE!

– Dai Colucci, calma, respira, chi ti ferisce Eh? –

– Sandoz… no Betta, non dovrei saperlo e nemmeno vederlo. –

– Il mondo non si preoccupa di te, vero? –

– Già, perché? Eh! Perché? –

– Sai che penso, che hai bisogno di confort psichico… e son qua io. –

– E tu che sei esattamente? Sei un’allucinazione da trip e io sono disperato e solo al mondo, ecco cosa c’è. E tu mi parli di confort psichico e di Centrale Paranoica come se fossi pazzo! –

– No Colucci… e tutta questa storia è una cazzata; io sono davvero il TUO CONFORT PSICHICO. Devi portarti via Parlophone, poi avrò la forma che vuoi. Sarò il tuo compagno immaginario, un Puka o una cosa metafisica, come vuoi. Sempre pronto, sistemo le cose, la tua realtà. Ora andiamo! –

 

Stavano tornando quei cazzi di coniglietti, ne assaggiai qualcuno; erano quelli di marzapane rosa celesti e tutti quei coloretti morbidi e zuccherosi. Stavo meglio, sì stavo bene e nulla poteva ferirmi più:  – Ehi voi stronzi, m’avete mollato qua da solo col cazzo di Parlophone. State pure là, coperti dalle foglie IO ME NE VADO COL PARLOPHONE E VOI ANDATE A FARVI FOTTERE!! CAPITO? –

Eh sìcchessììì, io e il mio Parlophone eravamo una squadra imbattibile, non c’era trip che ci impressionasse! 

 

E il Parlophone mise su quella canzone, quella del magico mondo di Kyzmiaz!

Tutti i racconti

1
1
7

La benedizione della jana

10 August 2026

«Nella terra più bella del Mediterraneo sono nata. Alghero, tra il vento di maestrale e il caldo scirocco, era il mio regno.» Sottili e trasparenti come le ali delle libellule che popolano la laguna del Calich, le ali della piccola jana brillavano alla luna. Anche quel giorno aveva il suo da [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
7

Le Pavoncelle

10 August 2026

Gli sposi aspettano con ansia il gesto di sollevare il velo dal baule. Da quelle incisioni dipende la loro vita, e chi le ha intarsiate lo sapeva. Mani ferme sullo scalpello e occhi impazienti degli amanti. Eccole: le pavoncelle guardano tutte verso gli sposi. Le mani battono, la gioia [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

11
8
97

Goloso

09 August 2026

Ci sono ricci e ricci e poi c' è lui: riccio Goloso. Goloso è un riccio di paese, abita nel nostro cortile. Durante il giorno non lo incontri mai, ma la notte lo vedi spuntare. Ormai da qualche mese ha un appuntamento fisso: la cena, e che cena! Al calar della notte incomincia a spostarsi. Il primo [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

6
8
32

Abbandono

09 August 2026

Francesco mi aveva lasciata in un parcheggio sulla statale sessantatré: poche parole che avevano lacerato il mio cuore come una spada di Damocle, inesorabilmente precipitata su di me. «Piccola – era solito chiamarmi così - lo so che è triste, anch’io sto male, ma non possiamo più andare avanti [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Una ragazza disillusa che alla fine si palesa come un molosso vendicativo di [...]

  • Giampaolo: Ringrazio tutti per i giudizi positivi.

4
5
35

Gennaio, 2010

(La chiamammo S...)

08 August 2026

Ero stato operato da pochi giorni di ernia inguinale. La bestiola trascorreva il suo giovane tempo sulla mia copertina. Faticavo nell'alzarmi per aggiungere latte alla sua ciotola, ma vederla nutrirsi per poi tornare ad arrotolarsi accanto a me fu la miglior convalescenza possibile. La chiamammo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
4
23

La caciottina cosmica

08 August 2026

Sono rimasto colpito dai numerosi video reaction di americani appena tornati dall'Italia. Dicevano tutti: “Adesso capisco perché gli italiani stanno in forma.” Evidenziano come sia tabù per noi italiani mangiare troppi cibi spazzatura e bere troppe bibite gassate. Poi certo, anche in Italia esistono [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Racconto...gustoso. like

  • zeroassoluto: Da noi (Salento) le mozzarelle del supermercato non le guarda nessuno: devono [...]

3
5
30

Daredevil: plagio d'autore (4/4)

07 August 2026

Terzo giorno. La mattina il Tribunale Civile di New York aveva cambiato argomento, ma non umanità. «Causa numero 318. Risarcimento danni da infortunio stradale». Matt si alzò. «Per l'attore». Dall'altra parte, puntualissimo, comparve Furio. «Per il Comune». Il giudice lesse il fascicolo. «Il [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Bello...filosofico.Like

  • zeroassoluto: Ben scritto... i dialoghi sono il tallone d'Achille dello scrittore.
    Like

5
9
57

Un uomo solo

vendetta, solitudine, delitto

07 August 2026

ll suo nome era Calogero Inzolia, 72 anni, un metro e settanta, ora leggermente curvo per l’età, ma uno sguardo duro come uno che nella vita ha avuto pochi momenti di gioia. Portava un baffetto sale e pepe, capelli corti e radi, la pelle del viso rugosa e cotta dal sole. Le mani sembravano scolpite [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: A voler essere anailtici ci sono diverse possibilità:
    Peppino è [...]

  • Lo Scrittore: la storia di per sé è abbastanza fragile, non ho dato molto spazio, [...]

2
2
26

Daredevil: plagio d'autore (3/4)

06 August 2026

Il giorno seguente, il Tribunale Civile di New York offriva un'altra delle sue infinite rappresentazioni. «Causa numero 247». Matt si alzò. «Per la convenuta». Dall'altra parte comparve l'immancabile Furio. «Per l'attore». Il giudice sfogliò il fascicolo. «Dunque... compravendita di autovettura». [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
6
48

Il delitto perfetto

06 August 2026

Le forze dell'ordine avevano perlustrato le rive del laghetto e i sommozzatori avevano scandagliato il fondo fangoso. Il pomeriggio del giorno prima erano arrivate alcune volanti a sirene spiegate; l'area era stata circondata, i pescatori del circolo erano stati sentiti sul posto e poi allontanati. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lo Scrittore: L'idea c'è, la descrizione pure, manca un po' di dialogo [...]

  • Dax: Carino...povero cane 😮.Like

3
3
46

Daredevil: plagio d'autore (2/4)

05 August 2026

L'allarme della gioielleria squarciò la notte con un ululato metallico. Tau parlò nell'auricolare. «Quinta Strada. Vetrine infrante. Un individuo armato sta uscendo con uno zaino pieno di gioielli». «Polizia?». «Quattro minuti». «Troppi». Daredevil si lasciò cadere dal tetto. Atterrò davanti [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

5
7
38

Valentino vestito di nuovo

05 August 2026

Ore 8. Fai finta di non capire. Cos’è questo traboccare di cuori di cioccolata, peluche dall’aria attonita, caramelle con sopra appollaiati i fidanzatini di Peynet? Ma è San Valentino, la stupida festa nella quale devi per forza sentirti innamorata anche se non hai quindici anni, non li ha più [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Brava!
    All'inizio mi sembra un po' lento, ma poi decolla alla grande! [...]

  • Dax: Povera lei. E povero,in spirito, lui.🌹😂 Like

Torna su