Il canto stonato di un uccello notturno lo stava facendo impazzire. Quel maledetto gracchiava a singhiozzo come un antifurto e non sembrava intenzionato a smettere. Avrebbe continuato per tutta la notte, non gli avrebbe fatto chiudere occhio, anche perché in quel momento era incapace di ignorarlo.

Si alzò di scatto dal letto, spalancò le persiane e urlò contro la notte. Era sul punto di scoppiare come un palloncino troppo pieno d’aria, anzi, forse era già scoppiato da un pezzo. 

Da giorni ormai non si sentiva bene. Aveva ricominciato a sentire quel tremore interno, travolgente, sapeva che più ci pensava e più sarebbe stato impossibile sopprimerlo, ma non riusciva a fare altrimenti. Alla televisione discutevano sul preoccupante aumento di omicidi in città e questo non lo aiutava di certo. E poi c'era ancora quel quel dannato uccello canterino che sembrava inviargli un messaggio criptato: «È arrivato il momento.»

Sfinito ma anche eccitato, come un tossico che brama l’imminente incontro con il pusher, si vestì in fretta, attraversò la cucina e uscì per fare due passi. O almeno fu quello che si raccontò.

La mezzanotte era scoccata da poco e le strade erano pressoché deserte. Il silenzio era quasi totale tranne che per quell'eco di canto. Era come se avesse l'animale appoggiato sulla spalla o accovacciato nel cervello. Sembrava quasi guidarlo e lui si fece trasportare. 

Camminava a testa bassa sul marciapiede, con una mano stretta in tasca del giubbotto. Percorse un bel po' di strada, finché non uscì dal centro per ritrovarsi in una zona periferica.

All’improvviso vide una sagoma rannicchiata in un angolo buio, proprio accanto a un cassonetto. Gli si fermò davanti, indugiò con lo sguardo qualche istante su quel disgraziato coperto da strati di cartone, poi proseguì. Superò un paio di lampioni, osservò le luci del distributore automatico di un tabaccaio e svoltò in un vicoletto. Fu a quel punto che notò un ragazzo che fumava seduto su uno scooter parcheggiato. Scrutava il vuoto mentre appoggiava e staccava la sigaretta dalle labbra a intervalli regolari. 

Era giovane e bello, era tutto ciò che lui non era mai stato e che mai avrebbe potuto essere… Sembrava perfetto.

Gli si avvicinò e chiese: «Ne hai una anche per me?»

L'altro che si era accorto del suo arrivo, alzò gli occhi e gli rispose seccato: «Era l’ultima.»

«Peccato» disse lui fissandolo con una certa intensità, «un vero peccato.»

Il ragazzo domandò: «Non ce l’hai la tessera sanitaria?»

«No.»

«Nemmeno io.»

«Va bene dai, grazie lo stesso.»

Fece per girarsi e andarsene, ma quel tipo aggiunse: «Se è così importante, a casa ce l’ho.»

Si voltò e notò che gli occhi del giovane brillavano, avevano una luce diversa. 

Ora il suo corpo emanava un’energia più potente.

«Abito in fondo alla via» continuò, «ho anche altro se vuoi. Qualcosa di più rilassante.»

«Anche meglio» replicò con un mezzo sorriso, «stanotte non riesco a dormire.»

Gli disse che aveva proprio quello di cui aveva bisogno e fece segno di seguirlo. Lui obbedì e in un paio di minuti si ritrovò nell’androne di un palazzo. Salirono un paio di rampe e il tipo girò la chiave nella serratura.

«Abiti da solo?» Chiese mentre entrava nell’appartamento e chiudeva la porta senza voltarsi.

«No ho un coinquilino, ma adesso non c’è. È giù dalla famiglia, per le feste sai.»

«Perfetto.» Fece per togliere la mano dalla tasca, ma in quell’istante l’altro si girò di scatto. 

«Cos’hai lì dentro, una pistola? O magari un coltello?»

«Il secondo» rispose estraendolo veloce. Il ragazzo però schivò il fendente e, con un colpo secco, glielo fece cadere di mano. Lui allora provò subito a riprenderlo, ma il ragazzo gli assestò un calcio alla bocca dello stomaco e lo spedì al tappeto.

«Povero omuncolo» disse troneggiando su di lui, «pensavi di aver trovato una preda facile?»

«Cosa…»

«Invece sei finito nella tana di un predatore!» Gli sussurrò sferrandogli un calcio sul viso.

Tutto divenne sfocato, poi il buio. 

«All’inizio pensavo ci stessi solo provando con me, dopo ho visto quello sguardo… Hai fatto un grosso errore a non riconoscere un tuo simile.»

Sì aveva proprio ragione, aveva fatto un errore. Aveva dato ascolto a quel maledetto uccello che gli aveva suggerito di uscire a caccia. Aveva sbagliato, però almeno adesso non sentiva più quella cantilena stonata. O il ragazzo aveva una casa insonorizzata o quella dannata bestiaccia aveva chiuso il becco.

In ogni caso era un sollievo: finalmente un po' di pace!

Tutti i racconti

3
4
17

VECCHIO SCARPONE

Presepe fantastico

29 October 2026

Giovedì 24 novembre 2022: un pomeriggio sereno e stranamente tiepido mi invoglia a salire in montagna. I prati e i boschi mi chiamano. Abbandono la mulattiera e mi inoltro nell’ampio prato che fa da dorsale al monte; un boschetto di querce spoglie mi invita a curiosare, ma non ne ho il tempo. Tra [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • petali_di_seta: Questo racconto fa tornare in mente un grande (e sempre attuale) modo di dire: [...]

  • MaricaR: Chissà a quanti occhi è capitato di vedere quel vecchio scarpone [...]

2
2
17

L'uomo che dorme 1/2

29 October 2026

«…Adesso e nell'ora della nostra morte…». Si era svegliato così, quella mattina. L’ultima riga dell’Ave Maria gli risuonava nella testa come un tarlo, ritmica e aliena, accompagnata da una fitta alla tempia sinistra che non accennava a mollare la presa. Anche sotto il getto caldo della doccia, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Affascinato dalla bella lettura...
    to be continued...

  • Ornella: Stress accumulato e dissociato. Lettura a tratti angosciante. Caro Dario attendo [...]

1
2
10

La scoperta della televisione (1/2)

29 October 2026

Sembrano trascorsi secoli. Il mondo è cambiato così tanto che, a volte, faccio fatica a riconoscere quello di allora in quello di oggi. Eppure sono passati soltanto settant'anni. Computer, smartphone, tablet, videogiochi e droni appartenevano a un futuro che nessuno di noi avrebbe saputo immaginare. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: Ciao Giggi, bello questo racconto e soprattutto "familiare" per me [...]

  • Giggi: Grazie per il commento e la segnalazione. Leggerò con piacere il tuo [...]

3
4
32

Tre notturni

29 October 2026

Sbuffa il battello, scricchiola e cigola che il fiume risale a fatica. Dietro l'ultima ansa, finalmente, il villaggio: i vecchi alle reti, festanti i fanciulli, le donne a condire pietanze. E festa sarà. Si udiranno racconti di faune feroci, flore carnivore, paludi e agguati di tribù dalle più [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
6
31

La linea d’ombra del 25 (2/2)

28 October 2026

Se avesse detto la verità, avrebbe costretto Vianello a prendersi la responsabilità di una decisione arbitraria. E Vianello non perdonava chi lo costringeva a fare il suo lavoro. Una nota negativa sulla scheda di valutazione annuale avrebbe significato addio al minimo premio di produzione previsto [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • MaricaR: Ho pensato a quanti lavoratori si trovano in procinto di licenziamento. Neanche [...]

  • Rubrus: Le esternalizzazioni di solito portano guai dentro e fuori dalle aziende. L'aziendalese [...]

6
8
35

La Loggia dei Sillabonauti

Ovvero i segreti dell'Ordine della Sacra Sinalefe

Miu
28 October 2026

«Signora, può dirmi perché vuole separarsi da suo marito?» «Perché è un Sillabonauta.» Il giudice si pulì gli occhiali, li rimise e ripeté: «Un cosa?» «Mio marito appartiene a una società segreta di uomini che si riuniscono nei bagni dell’azienda per contare le sillabe.» «Ma la tradisce con un’altra?» [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • petali_di_seta: Mi è piaciuto molto e, mano a mano che proseguivo nella lettura, non [...]

  • MaricaR: Il racconto mi è piaciuto molto ma ho scoperto di essere una sillabonauta [...]

5
3
32

Il quaderno blu

27 October 2026

A cinquantacinque anni passavo molto tempo a camminare. Avevo perso il lavoro da otto mesi e le mie giornate seguivano un ritmo semplice: uscivo al mattino, raggiungevo il parco, camminavo per un paio d’ore e tornavo a casa. All’inizio cercavo ancora lavoro, poi le passeggiate erano diventate il [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: Bello, bravo!
    Finale aperto e misterioso: quale segreto ci sarà?
    Like

  • Lo Scrittore: mai far diventare una abitudine la nostra vita, il destino potrebbe approfittarne, [...]

5
4
29

La linea d’ombra del 25 (1/2)

27 October 2026

L’orologio sul cruscotto segnava le sette e quarantatré. Fuori, il lunedì mattina non aveva colore: solo un grigio uniforme e denso che inghiottiva i palazzi, tagliato da una pioggia che non cadeva dritta, ma sferzava l’asfalto ad alzo zero. Claudio rimase seduto in auto per altri dieci secondi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Tagli, tagli, tagli, in nome del profitto.
    Del resto le aziende private [...]

  • petali_di_seta: Scritto molto bene. Si percepisce l'ansia da prestazione e il timore di [...]

4
6
31

Capolavoro

27 October 2026

Stava costruendo proprio un bel racconto, disteso sul letto ad occhi chiusi con la testa su due cuscini. Ha pensato molto alla sua storia, ha trovato i personaggi giusti, la scena adatta ed anche, come direbbero gli addetti ai lavori o presunti tali, il climax perfetto. Stava sorridendo. Ma… il [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

7
9
48

Giovanna (2/2)

26 October 2026

Intanto la sirena sempre più incessante continua a rompere la quiete della sera. Quando arrivano con la sirena ancora accesa fino all’ingresso, vuol dire che il caso è grave. Con un rumore di gomme che graffiano la ghiaia l’auto si ferma di botto e ne scendono veloci gli ausiliari aprendo il retro. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
3
17

Daredevil: Chance (3/3)

REDDE RATIONEM

26 October 2026

Uno stabile vicino all'Hudson, sul tetto. Solo il vento, solo due respiri. Uno regolare, l'altro stanco. Azar avanza, dicendo: «Sai qual è il tuo problema, Murdock? Credi ancora nelle eccezioni.» Matt replica seccamente: «No.» «No?» fa eco Azar. Matt: «Credo negli uomini.» Azar: «Sono [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
3
45

Giovanna (1/2)

pronto soccorso

25 October 2026

È la vigilia di Ferragosto. Dopo la dura prova affrontata per il Covid, quest’anno è stato intenso e stancante oltre ogni dire. Lavoro al pronto soccorso come infermiera professionale. L’ondata di caldo che ci ha accompagnati per la primavera e tutta l’estate sembra non volersi fermare. Questo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: che succederà? in un pronto soccorso potrebbe arrivare qualsiasi cosa. [...]

  • zeroassoluto: Vediamo... mi aspetto "tanta roba Like

Torna su