Ero già avanti con gli anni quando decisi di passare dalla scrivania alla bicicletta.

Cresciuto in un’epoca in cui il “maschio” godeva di esagerati privilegi, a fronte di dover sempre essere degno di appartenere al sesso considerato forte, nonostante la mia interiore certezza circa la parità dei sessi, mi sentii costretto a immaginare alti traguardi.

Quello più a portata di pedale fu identificato nel primo tratto della ciclabile dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia: sette chilometri di salita continua su sterrato!

Trattandosi di una vecchia strada ferrata, quindi progettata per pesantissimi treni, la pendenza non supera mai il quattro per cento, inclinazione molto leggera per un vero ciclista. Il mio subconscio ignorò scrupolosamente questa marginale e sminuente informazione.

Identificai il giorno adatto e valutai con attenzione l'orario migliore, ossia quello con minore possibilità di testimoni della mia probabile débâcle: l’ora di pranzo! 

Partii quindi all’avventura.

Il principiante non può evitare significativi errori di valutazione. Io, inesperto pedalatore, ne commisi due. Non considerai che ai sette chilometri di ciclabile ne andavano aggiunti circa tre per arrivarvi. Inoltre non compresi che gli eventuali testimoni che volevo evitare, sarebbero stati di gran lunga meno penalizzanti del sole estivo di mezzodì a picco sulla testa e della conseguente afa.

Al secondo chilometro di salita, il caldo terribile e il livello di preparazione inesistente già avevano suggerito alle gambe di indurirsi in segno di ferrea protesta e al cuore di far presente che era il caso di fare una pausa di riflessione. Non volendo lasciare inascoltata alcuna istanza presentata dal mio organismo, com'è ovvio, mi fermai.

In quell’occasione compresi quanto sia fondamentale il telefono se si è alle prime armi. Non per chiamare qualcuno che ti venga in soccorso o per usufruire di qualche modernissima applicazione specifica per ciclisti, ma per la fotocamera che ti consente di fingere di esserti fermato per immortalare il panorama e non per evitare un infarto.

Occorre però imparare a silenziare il fiatone, altrimenti il passante capisce subito che è solo una patetica recita. I ragazzi che mi sfilarono accanto, mentre cercavo di recuperare un aspetto umano, sicuramente non abboccarono nemmeno un po'.

Era chiaro comunque che né gambe né cuore potevano avere la meglio sul virile orgoglio che ormai si era impossessato di me. Riportate le pulsazioni a un livello accettabile, rimontai risoluto in bici deciso a superare i miei limiti.

Solo un paio di chilometri dopo, i miei limiti vincevano due a zero.

Di nuovo fermo, non mi restò che meditare sulla debolezza umana e respirare profondamente.

Tornato in grado di ragionare, la verità apparve chiara nella sua crudezza: sarebbe stata dura portare me e la mia autostima alla fine della salita. Così, abbandonate le vesti d’atleta (indossate a quanto pare solo nella mia testa) e vestite quelle dell’umile ma tenace penitente, continuai ciò che ormai si presentava come un calvario. Raggiunsi la fine della salita in meno di quattordici stazioni ma l’orgoglio ne uscì comunque piuttosto malconcio. E io pure.

Tornato a casa stravolto, mostrai i documenti a mia moglie per farmi riconoscere.
Lei comprensiva pontificò: «Sei vecchio! Compra una bici a pedalata assistita.»
Il mio amor proprio era di altro avviso e ribattei convinto: «È solo questione di allenamento! E le bici assistite costano una tombola.» 

Continuai a tentare la salita in orari meno roventi e per un poco fui davvero convinto di avere ragione.

Purtroppo due episodi, vissuti a breve distanza tra loro, svelarono la dura realtà dei fatti. In entrambi i casi stavo salendo e, con orgoglio, notavo che miglioravo, iniziando a pensare che dovevo smetterla di fare il modesto ed ammettere che ero bravo.

Una mattina mi cullavo in quelle sensazioni positive, illuminate da una leggera e dorata luce di gloria, quando sentii un parlottare dietro di me che si avvicinava. Sembrava il dialogo sereno tra persone che discutono del più e del meno. Mi faceva pensare a due su una panchina o a una fermata in attesa dell'autobus. Ma quel parlottare si avvicinava velocemente.

Il mistero si risolse in fretta quando, senza sforzo apparente, mi superarono affiancati due ragazzi in MTB che conversavano amabilmente tra loro. Tenevano il manubrio con una mano sola, gesticolando con l’altra per sottolineare parole del dialogo con la medesima tranquillità e leggerezza che io avrei avuto solo adagiato sul divano.

Questa volta il mio amor proprio vacillò vistosamente e si accertò subito che usassero una bici assistita. La tremenda constatazione che non era così lo spinse sull’orlo del baratro. Si salvò convincendosi che erano entrambi mooolto giovani, riuscendo così a riportare la situazione a un livello per lui accettabile. Sapeva mentire a se stesso con grande convinzione.

Ma fu il secondo episodio a sancire la disfatta definitiva.
Quel giorno pedalavo con ritrovata serenità. 

Mi stavo di nuovo congratulando con me stesso perché mi sembrava di farlo meglio del solito. Si metta agli atti che non sono nuovo a sopravvalutazioni delle mie prestazioni, come un episodio che in famiglia tutti ricordano. All'epoca, mentre scendevo secondo me velocissimo nella prova finale del corso di sci, lo speaker commentò la mia andatura a tutta la valle con “Impostato ma prudente” e scatenò l’ilarità generale.

Così come per lo sci, anche nella prestazione ciclistica la mia valutazione era errata, completamente errata. 

Me ne accorsi in quel giorno appunto, appena un tipo mi superò salutandomi con educazione e senza alcun giudizio. Nessuna valutazione. Nessuna derisione.

Solo che lui correva a piedi!

La mia autostima si buttò giù dalla bici in un inutile tentativo di farla finita.

Il mio amor proprio, aiutato dalla buona educazione, riuscì a farmi rispondere gentilmente e a rimandare lo sconforto a dopo la scomparsa del podista dietro la prima curva.

In questo caso non trovai alcun appiglio per sminuire l’accaduto. Si trattava di un uomo maturo e non di un ragazzino e non c’erano dubbi: era senza bicicletta!

Da allora coltivo la speranza che si trattasse di un olimpionico a me sconosciuto che non aveva mai smesso di allenarsi.

Il mio (ahimè troppo onesto) subconscio diede il giusto valore all’episodio. Riallineò la mia autovalutazione ciclistica alla posizione che gli competeva e suggerì garbatamente che, in realtà, le biciclette a pedalata assistita non costavano poi così tanto.

Tutti i racconti

2
3
14

Lo storico locale

01 May 2026

Da sempre la storia dei paesi e delle città ha affascinato chi ama scoprire il passato: persone curiose più che ambiziose, pronte a intraprendere lunghi viaggi pur di verificare un nome o una data. Si muovevano tra biblioteche e archivi, confrontandosi con altri studiosi, tessendo una rete fatta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Giorgia Popeschich: che dire? Disma non ha avuto la statua ma dopo la lettura del tuo "pezzo" [...]

  • Maria Merlo: Bella immagine di un passato che vive ancora dentro molti di noi.

2
2
15

Il geco e la geisha

01 May 2026

C’era una volta, nella Kyoto dei tempi antichi, una geisha di nome Aiko. Non era solo abile nella danza e nella musica, ma aveva un cuore curioso e coraggioso. Ogni sera, tra le lanterne di carta e i giardini segreti, Aiko esercitava i suoi passi, cercando di catturare la bellezza del mondo nelle [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dario Mazzolini: Questo racconto incanta per la capacità di intrecciare l’eleganza [...]

  • Maria Merlo: La bellezza e la competenza che aprono porte sbarrate, e una lettura piacevole, [...]

3
3
52

Bortolo e il re

30 April 2026

Bortolo era un elefante con una passione per il verso, tanto che si esprimeva con cadenza poetica anche nella vita quotidiana. Era un elefante letterato. Viveva in un giardino reale, pieno di alberi da frutto che spandevano il loro profumo nell’aria, e ogni giorno si chiedeva se esistessero elefanti [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

9
9
52

Il delitto perfetto

Come non uccidere tuo marito in 4 mosse e 1 valigia.

Miu
30 April 2026

Mi chiamo Carla e ho 55 anni, mio marito Mario, pensionato, 63. Quando mi annunciò che voleva lasciarmi per una ballerina brasiliana, pronunciò il suo nome, Ortensia, con un rispetto oserei dire tropicale. Non piansi. Non gli tirai un mestolo solo perché era troppo lontano e poi non ho mai amato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Smoki: Ogni volta che vedo un testo di Miu, mi sento trepidante come la mattina di [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Una chicca da non perdere!
    Divertente, intelligente, brillantissimo.
    Complimenti...
    Sagace [...]

2
5
187

Ombre sull'Appia Antica

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro

29 April 2026

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro, nei pressi della Tomba di Cecilia Metella, lungo la Via Appia Antica. In quel periodo lavorava come guardiano presso le Catacombe di San Callisto, proprio di fronte al mausoleo. La notò in mezzo a un gruppo di turisti. Comprese [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Teo Bo: Ciao Jean. Apprezzato l'espediente narrativo anche se in un racconto Horror [...]

  • Dax: Carino...povero il protagonista. like

5
6
254

Solitudine

Nuova Edizione

29 April 2026

Dicembre, un mese pieno di aspettative, freddo, shopping sfrenato... L'umanità è in movimento frenetico, sciama per le strade, c'è folla dappertutto. Difficile credere che nel mese del Natale ci possano essere episodi di solitudine. Certo che pensando ai senza fissa dimora verrebbe da preoccuparsene, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
18
147

Un piatto genuino

28 April 2026

Mi piacciono i piatti genuini fatti in casa: la lasagna che preparo al forno è il mio orgoglio. C’è qualcosa di più saporito? Non credo. È un piatto che si può gustare già da piccoli. Mio figlio era lì davanti a me, rompiscatole e cocciuto, con la bocca chiusa, mentre scuoteva la testa da sinistra [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: P.S. Armitrá tè prego. non dire che non accetti la sfida perché [...]

  • Teo Bo: Grande Walter! La risposta migliore ad un racconto... border line. Anch'io [...]

4
6
778

Passaggio di consegne

Un volante, un’idea di famiglia e un’automobile che ha sempre sete

28 April 2026

In casa mia guidare non era solo spostarsi, era un rituale: stessi percorsi, stessi posti, stessa distribuzione dei ruoli. Io ho trascorso anni sul sedile posteriore, con i libri in mano, mentre davanti si decidevano direzione, tempi e, con tutta probabilità, anche il destino dell’umanità. Poi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Maria Merlo: Piacevole e ben scritto. Complimenti.

  • Asbe: Grazie a tutti pe le belle parole e già che ci sono chiarisco una cosa [...]

3
8
48

Vi racconto di Mecenate

Mecenate e mecenatismo

27 April 2026

Quando sentiamo la parola "Mecenate", subito la nostra mente richiama l’idea di una persona che sostiene gli artisti, e protegge la creatività. con generosità finanzia È un termine familiare, talvolta persino affascinante, ma sappiamo davvero chi era Mecenate? Chi si nasconde dietro questo nome, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
5
193

Il metodo

27 April 2026

Era tutto cominciato così, quasi per scherzo. Paolo aveva letto su un volantino che stava per cominciare un corso di scrittura creativa a Modena. Non ci pensò fino alla sera in cui iniziava, ci andò per curiosità e anche perché in TV non c’era nulla di interessante. L’insegnante disse che ognuno [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • GiorgioPetenatti: Grazie dei commenti:) in particolare Maria perchè la fascinazone del [...]

  • Dax: Bello e triste. Il protagonista non ha saputo sfruttare il piacere della scrittura [...]

3
7
77

Capablanca 2/2

una strana partita

26 April 2026

Capablanca era stato rapito. Questa però era per lui l'ennesima di tante battaglie combattute ed era pronto a contrastare qualsiasi mossa. Non era nuovo a vincere in condizioni d’inferiorità, ma doveva raccogliere elementi per analizzare il tutto e trovare la strategia vincente. Un uomo nella [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Pietro Agus: Luigia, poi alla fine,vedo il risultato finale e l'editing è ben [...]

  • Dax: Bel finale, da gentiliomini. like

5
8
383

La Saudade

26 April 2026

Esiste una parola portoghese, nata dalla cultura galiziana, intraducibile in italiano: saudade. È intraducibile perché è un miscuglio di malinconia e mancanza, persino per ciò che non hai ancora perso ma sai che perderai, mescolato a un ricordo felice che continua a restare felice nonostante tutto. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su