Con una strana lentezza, l’enorme ombra cilindrica si allungò sopra la sua testa.

Era di tale estensione che non se ne vedevano i confini, ammesso beninteso che ne avesse. L’oblunga oscurità pareva a tratti puntellare il cielo plumbeo, che in effetti figurava fragile e destinato a rovinare sugli altissimi fianchi della fossa.

Tutto ciò però non era affar dell’uomo, che di nulla si avvide, intento com’era a scavare e a martoriare le proprie dita. Vorticava le mani e con forza le piantava nel terreno, il tutto a più riprese, quasi avesse dei rostri metallici che non potevano fermarsi. Cavava terra e ghiaia, e di rado gemeva, come se la cosa non gli causasse patimento. La terra era di vari colori, i medesimi che l’uomo aveva visto la mattina stessa nella riunione d’ufficio. 

 

Erano accorsi in tanti a quella riunione, recapitando affiatati una sequela di cartelline variopinte. Lo avevano adocchiato appena, come se avessero avuto qualcosa da nascondergli. Nel capannello lui aveva intravisto anche sua moglie, che poi si era defilata a confabulare con un omino incravattato mai visto prima negli uffici. 

I colleghi gli avevano porto le cartelline e lui era rimasto a considerarne i colori. Erano belli e brillanti quei colori, ma non avevano saputo celare il suo sgomento: nelle cartelline non c’era nulla, nemmeno un foglio bianco, solo colore. 

A quella reazione nessuno si era accodato. Tutti avevano ostentato sorrisi e quasi un moto di degnazione verso l’uomo, il quale aveva rimuginato: “Ma come, non vi sono i progetti, i grafici di cui abbiamo discusso, e voi a malapena mi fate il favore di presenziare?”

 

Erano proprio gli stessi colori delle cartelline, quelli che l’uomo cavava dalla terra. Ciottoli, sassi taglienti, grumi e radici, e il pietrisco farinoso che si diramava nelle viscere, il tutto dipinto con maestria, come vi fosse la mano di un artigiano celeste. La vena di pietra correva lucente e cangiava ad ogni svolta: l’uomo ne seguiva le movenze, affascinato da quei rivoli che sempre più penetravano il terreno. E lui scavava, scavava, le mani ormai piagate, il rosso del suo sangue che impreziosiva quel tappeto di colori. Qualche zolla più compatta e i boli di fango mitigavano il suo impeto ma lo sterro procedeva regolare. 

In conclusione stava emergendo una buca sì circolare ma dai contorni frastagliati, di certo capace di contenere un uomo. Lui la considerò più e più volte, poi fece per levarsi in piedi ma un dolore fortissimo lo ricacciò a terra, e non bastavano le ginocchia per sostenerlo perché dolevano trafitte da una torma di minuscoli frammenti dorati, di cui non si era avveduto. Dovette stendersi bocconi ruotando il collo di modo da abbandonare il volto su una cuna popolata da giovani steli d’erba, che, non si sa come, crescevano nella fossa. Poi iniziò a trascinare il suo corpo e la sua anima verso l’antro della buca scavata. Sembrava un grosso verme carnoso, abbellito da una camicia dal colletto a punte corte, unico lascito della riunione del mattino.

 

“Non darti tanta pena” aveva esclamato un collega dell’ufficio alla riunione. “Sì, è vero, dovevamo consegnarti i progetti concordati… Ma non l’abbiamo fatto, tutto lì. Cambierebbe qualcosa se l’azienda accordasse la fiducia ad altri progetti, che non siano i tuoi?” 

Sua moglie aveva riso a quelle affermazioni, che infatti erano parse bizzarre, dato che, se c’era qualcuno deputato a valutare gli elaborati da promuovere, quello era proprio lui. Lui era l’azienda, mica chi. 

Sulla sua camicia spiccava una fine cravatta beige, che però si era appena incastrata in una di quelle cartelline vuote e colorate: che strano, non era riuscito a ricomporla e a riallinearla sul suo petto. La trama si era impigliata in un gancetto metallico del meccanismo di chiusura della cartellina, e non era riuscito a svolgerla, sicché si stava concitando ma non aveva ottenuto altro se non far correre il filo della cravatta verso il basso; alle strette stava disfacendo la cravatta, e non aveva saputo chetarsi, e la moglie aveva seguitato a ridere, in maniera peraltro via via più fragorosa, e lui si era avveduto che non lo faceva per canzonare il collega di poc’anzi, no, sua moglie stava proprio ridendo di lui, e lo aveva additato ripetutamente, in cordiale intesa con l’omino incravattato, che a sua volta aveva partecipato al ludibrio. E altri si erano associati ghignando, e c’era chi aveva riso sguaiato, e chi aveva dato sonore spallate dall’ebbrezza, e intanto la cravatta era ormai ridotta ad un moncherino e le serpentine di tessuto avevano fatto bella mostra di sé sul tavolo dell’ufficio. 

 

Allo stesso modo si mostravano le serpentine di terriccio colorato, che l’uomo rimirava ormai a pochi ansiti dalla maledetta buca. 

Vi era quasi, appetto alla cavità. Un soffio gelido gli baciò il viso e qualche lacrima scivolò verso camicia e terra. Non si sa come, il buco non aveva perimetro: nella tetra luce l’uomo intravide una sorta di corridoio, che pareva risalire in alto invece di avventurarsi verso il centro della terra; un passaggio molto stretto beninteso, che però anch’esso avrebbe potuto contenere un uomo. Insomma un indizio di libertà. Ma libertà da cosa?

Tutti i racconti

1
1
6

Errore di memoria

28 July 2026

Ogni marito sposato da almeno dieci anni vive in un sistema operativo instabile, dove ogni tanto compaiono interrogazioni a sorpresa. Arrivano senza preavviso. «Ti ricordi il nome di quel ristorante?» «Come si chiamava il figlio della vicina?» «Quanto abbiamo pagato il divano?» Non sono domande. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
1
7

Una promessa a un Border Collie (3/4)

Cento metri possono sembrare infiniti quando hai paura di perdere chi ami.

28 July 2026

Parte III Briciola si fermò. Mi guardò. E si sdraiò lentamente per terra. Ricordo ancora oggi quello sguardo. Fu una delle tre o quattro volte in tutta la mia vita in cui provai il terrore vero. Quello che ti svuota lo stomaco. Respirava con enorme fatica. La lingua era completamente fuori e, ogni [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

1
1
7

Tenevo in attesa questo racconto…

… da due anni, ovvero quanto manca al Premio Chinotto.

28 July 2026

Anno 3015 Buongiorno, mi chiamo “nome dell’antica Grecia tu voglia” o ”nome di qualsiasi astro”. Sono la tua nuova intelligenza artificiale. Sono compresa con il computer e la nuova stampante 3D collegata. Non sono più solo in grado di creare foto e video in modo completamente artificiale partendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
4
33

Picco glicemico

27 July 2026

Mettiamo che una mattina ti alzi e tutto quello che di solito non ti piace, ti disturba, ti infastidisce, sia sparito, anzi si presenti come lo avresti voluto da sempre. La cosa ti può far felice, ovvio, anzi ti fa felice, ma non ti insospettisce un poco? Stamattina mi sono alzato e non avvertivo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Dite quel che volete, ma se fosse servito ad evitare l'incendio, io mi [...]

  • Riccardo: benvenuta/o su Ldm

1
3
14

Una promessa a un Border Collie (2/4)

Quando l'orgoglio prende il comando, anche un bosco può trasformarsi in un deserto.

27 July 2026

Parte II Ecco... questa parte non l'ho mai raccontata a Gabriella. Credo però di poterlo fare adesso. Sono passati esattamente quattordici anni da quel giorno e immagino che, a questo punto, il reato sia andato in prescrizione. Almeno lo spero. I due cani avevano iniziato a guardarmi con quell'espressione [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Walter Fest: Aquilarandagia75 buongiorno e piacere di averti come compagno/a di uscita odierna.

  • Aquilarandagia75: grazie a tutti per il like, grazie Walter anche per me è un piacere!

3
6
30

È tutto vero

Perché quando si scherza bisogna essere seri

27 July 2026

Era una tranquilla domenica di Aprile, anzi no di Ferragosto che suona meglio ed ero seduto sulla tazza del wc per fare la pòpò che però non mi scappava e intanto la mia mente rimuginava, allora presi un fumetto quello di Alan Ford e del gruppo T.N.T. ma voi amici di LDM lo conoscete? Vabbè facciamola [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Riccardo: ..a walteru', ma che te possino, ancora leggi Alan Ford e ascolti i Perigeo, [...]

  • Walter Fest: Sono le 20:17 e tutto va male, intorno a noi ormai è una baraonda, il [...]

2
4
27

Una promessa a un Border Collie (1/4)

Una passeggiata nel bosco di Manziana, due cani meravigliosi e un umano convinto di conoscere ogni sentiero.

26 July 2026

Ogni tanto è piacevole tornare indietro, riavviare la memoria e ricordare momenti in cui, anche se solo per poche ore e quasi di nascosto, si è stati, se non proprio felici, almeno sereni. Quel giorno lo ricordo benissimo. Era piena estate, faceva un caldo da spaccare le pietre. Briciola aveva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

15
24
352

Password n° 2047

Domotica prossima ventura

26 July 2026

Non cambi la password da troppo tempo: aggiornala. 2.11.1969 Nella password ci devono essere delle lettere. 2 novembre 1969 È imprudente usare come password la propria data di nascita o quella dei propri cari. Creane una che non sia facilmente decrittabile e che non sia a te strettamente collegata. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Ma sarebbe stata una password troppo lunga.

  • Verguiliana: racconto divertentissimo e di grande attulita. vengo da una esperienza terrificante [...]

5
6
46

Un funerale non funereo

26 July 2026

ADOLFO Un funerale non funereo, in contrada Macchia, a Forlì del Sannio, per un uomo aperto e amante della vita. Il luogo, ai bordi del crinale della collina, ventilato e con l'aria sempre fresca, gli ha sempre fatto compagnia; e lui qui ha vissuto in perfetta sintonia. Amava essere al centro [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

12
18
51

Gioia Fringuelli, farmacista (3/3)

Ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale

25 July 2026

«Signori miei, colpo di scena!», annunciò il legale con un fare teatrale alla Mike Buongiorno. «Il benefattore milanese, l'antico amico di Gioia, altri non era che il prozio di Don Teobaldo. Pertanto, il reverendo qui presente è l’erede legittimo della farmacia e di tutto il suo prezioso contenuto!». [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Molto carino e divertente...peccato per la povera Erminia che non può [...]

  • Adribel: Trama eccezionale, bravissimo Dario, mi è sembrato di rivivere nelle [...]

5
8
26

La fetta di salame

25 July 2026

Se avessi avuto il braccio come Tiramolla l'avrei presa. L'avrei fatta mia. Non resistevo più a non poterla avere. Cosi perfetta e con quel color rossiccio e lentigginoso. Una delizia agli occhi e al profumo. Ma ogni qualvolta tentavo di avvicinarmi, l’invitato al pranzo che a malapena conoscevo, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
5
27

Lo sgarro alimentare

Conversazione con Gemini

25 July 2026

Ciao Gemini, ieri sera ho fatto un disastro! Era il compleanno di una mia cognata (ottant'anni tondi tondi) e ci ha invitato al ristorante. Come ben sai dal mio piano alimentare settimanale, la sera del sabato “mi tocca” finalmente la pizza, per cui ero andato al ristorante tranquillo e determinato [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Grazie ragazzi.
    Si, la seconda parte è tutta di Gemini, parola per [...]

  • Verguiliana: Vergiuliana. Divertente e simpatico. ben scritto.complimenti anche al simpatico [...]

Torna su