Getto l'ancora alle coordinate stabilite, indosso il visore e mi immergo al largo di quest’isola sperduta in pieno Pacifico.

A circa trenta metri di profondità, sotto la sabbia intravedo un riflesso metallico, è sicuramente la navicella spaziale che mi portò su questo pianeta. Come sia finita in quest'angolo di mondo rimane ancora un mistero… 

Ne sfioro la superficie e questa si solleva dal fondo, un portellone si apre mentre un campo di forza luminoso impedisce all'acqua di entrare.

La mia biofirma è stata evidentemente riconosciuta.

Dopo lunghe e laboriose ricerche potrò finalmente sapere qualcosa in più sulla mia origine e sul perché mi trovo qui sulla Terra.

I miei genitori adottivi mi hanno raccontato spesso cosa accadde quella notte di ventiquattro anni fa.

Novelli sposi appena trasferiti, ricevettero una visita del tutto inaspettata da parte di due uomini misteriosi, identici nella fisionomia e dalle sembianze definite "inquietanti", vestiti con completo e cappello neri. Bussarono nottetempo alla porta e mi consegnarono adagiato in una strana e tecnologica culla. Con un accento irriconoscibile e privo di ogni emozione, dissero loro che dovevano prendersi cura di me come fossi un figlio, senza domande e senza dubbi. Erano stati "scelti" e col tempo avrebbero capito. Dopodiché sparirono nel nulla dal quale erano arrivati. Non ci sono più stati altri contatti, ciò nonostante Jane e Robert mi hanno cresciuto con sincero amore.

Al mio ventesimo compleanno mi raccontarono infine tutta la storia, mostrandomi anche la strana culla che avevano a suo tempo sotterrato in giardino, riesumandola per l'occasione.

In mia presenza questa si attivò e mi "parlò" telepaticamente in una lingua sconosciuta che con stupore comprendevo… Mi rivelò di essere un'evoluta e autocosciente intelligenza artificiale, programmata per proteggermi e servirmi, inserita nel costrutto di sostentamento vitale che ci ostinavamo a chiamare "culla" e che solo io potevo interagire con essa. Avrei trovato tutte le altre risposte nella nave-mater che mi ha generato - così almeno capii - e condotto qui dal mio luogo di origine a molti anni luce di distanza, celandosi poi agli occhi dei terrestri. Mi avrebbe fornito le necessarie direttive su come e dove trovarla nei mesi successivi.

Eccomi qui ora, a un passo dalle risposte alle domande che mi hanno tormentato per anni e a dare un senso a tutto. Devo solo varcare la soglia...

Entro nello scafo, tutti i sistemi si attivano.

«Benvenuto Nolan, mettiti comodo e parliamo di come conquisteremo questo pianeta».

 

 

NdA: questo testo è una versione molto rivista e molto ampliata di un precedente microracconto dallo stesso titolo, pubblicato originariamente sull'account X (Twitter) @LDryvalley in data 16/01/2021.

Fantascientifici ringraziamenti a Luigia per il suo appassionato editing e alla redazione tutta per i preziosi consigli. Nolan ora è pronto per la conquista della Terra! AH!

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