L'Italia è un paese fantastico, un paese unico, un paese che se qualcuno avesse voluto inventarlo mai avrebbe potuto farlo così bello e perciò amici lettori eccoci di fronte a una visione spettacolare, vengo a parlarvi di una storia che ha come protagonista un sassofonista di Boccadasse, antico borgo marinaro sito nel comune di Genova. A Boccadasse c'era una volta un sassofonista che tutti i sabati sera scendeva in uno dei tanti vicoli affascinanti del borgo e di fronte al mare suonava la sua musica, voi vi chiederete e gli altri giorni? Beh! Gli altri giorni faceva il vigile urbano, il nome di quest'uomo protagonista di questa storia è Dario, un vigile urbano come tanti ma tolta la divisa si trasformava nel ragazzo che era tanti anni fa e già perché il nostro Dario di anni ne aveva un po' ma quando prendeva tra le mani il suo sax si trasformava ed era tutta un'altra musica e così come per magia si sedeva su uno sgabello di colore rosso e ad ogni brano il nostro ragazzo musicista si prendeva le tonalità come le case del borgo e poi si colorava come il cielo che al tramonto di colori ne prendeva mille e poi ancora si colorava come il mare sul quale si specchiavano una infinità di riflessi, avete capito bene, tutta la sua persona era come se si fosse buttata addosso una montagna di barattoli di vernice, tutte tinte pastello, rosso, arancio, giallo, verde, celestino e blu, più suonava e più si tingeva di colore, oh! Mio Dio che bellezza! E tutti gli abitanti delle case limitrofe quando suonava si affacciavano alla finestra e sulle note jazz anche a loro volta venivano travolti dal colore che poi era lo stesso di questo splendido borgo marinaro e in quei minuti era come vedere il paradiso. Intorno tutta la gente a passeggio era felice e sorridente e colorata a mille ballava al ritmo del sax di Dario, pure al largo anche le vele bianche delle barche a vela erano diventate come l'arcobaleno, amici questa non è follia ma è arte.
Un giorno Michelino il ragazzino che abitava al piano dell'appartamento di Dario gli chiese se poteva insegnargli a suonare, naturalmente l'omone (scusate non ve l'ho detto ma il Dario era veramente un grand'uomo somigliante un gigante) con un cenno degli occhi mentre suonava disse di sì e così dopo poche lezioni Michelino se la cavava già bene, a giorni sarebbe stato il suo compleanno e così per regalo Dario gli regalò una bella tromba con la quale tutti i Sabati suonavano insieme il jazz, quella musica che ti entra nell'anima e nel cuore e che in un fantastico vicolo del borgo marinaro di Boccadasse accadeva che tutti i sabati un omone e un ragazzino attiravano le tonalità più belle di questo Ligure posto magico e colorato come l'opera del nostro Adriano Valerio e anche a me una volta è successo di essere attirato come da una calamita e finito dentro il quadro ne sono uscito tutto dipinto dalla testa ai piè perché questa è la magia dell'arte che poi sia dipinta oppure suonata da un sax e da una tromba non ha importanza, amici lettori guardatevi allo specchio anche voi ora siete più belli tutti pittati come le case e il cielo di Boccadasse, ci rivediamo alla prossima storia e sarà ancora un'avventura colorata, mi raccomando ditelo in giro, spargete la voce, c'è colore per tutti.

 

Amici lettori, ancora una storia colorata ispirata all'opera di un artista,  dopo di questa ne avremo altre ognuna diversa, ognuna di fantasia, se volete seguiteci, se volete date un occhiata all'opera mia musa ispiratrice, se volete appassionatevi all'arte da vicino, se volete colorate le vostre giornate e ridete come potete anche se intorno a noi motivi per piangere e incazzarci ce ne sarebbero a iosa, se volete rimanete umani anche se qualcuno vi dirà che siete dinosauri perché non utilizzate una intelligenza artificiale, se volete proviamo a volerci bene.
 

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