Un giorno Maria stava esaminando uno di quei reperti ed era completamente sola, immersa nella meditazione su quei segni incisi. Quando, a un tratto, sentì dei suoni: una musica disarmoniosa, del tutto fuori da ogni schema armonico. Poi vide che qualcosa si era mosso nella parete — o era la parete stessa a muoversi. Guardò meglio: era un’ombra che si era mossa tra le colonne di pietra annerite dal tempo, un’ombra che non seguiva le leggi della prospettiva, piegandosi e dilatandosi sulla superficie della roccia. 

E poi, a un tratto, l’ombra sparì, lasciando alla luce un essere. Un essere ripiegato su sé stesso che aveva in bocca un enorme flauto: forse era da quello strumento che provenivano quelle note strane e disarmoniche. 

Maria rabbrividì: sentiva in quelle note risuonare qualcosa di non umano, qualcosa proveniente dagli abissi del tempo e dello spazio; era l’eco di un pensiero antico, intessuto di mille lingue sconosciute e di una conoscenza che superava la durata delle stelle. La figura davanti a lei si fece riconoscibile solo in parte: alta, fluida, il suo corpo un’ombra mutante che sembrava riflettere la luce del sole senza mai assorbirla. Due occhi — o ciò che potevano essere percepiti come tali — la fissavano con una curiosità imperscrutabile. 

Maria sentì dentro di sé una voce che varcava i confini del dicibile e si faceva spazio nel suo cervello, richiamando tutta l’attenzione che il suo povero encefalo riusciva a sostenere: 

Colui che porta messaggi tra mondi che gli uomini non osano nemmeno immaginare. Voi avete scavato troppo a fondo… avete visto ciò che non è destinato ai vostri sensi. 

Maria tentò di parlare, ma la gola le era serrata da un terrore paralizzante. Ogni pensiero, ogni parola le sembrava inutile di fronte all’infinito che quella figura incarnava. Eppure, una parte di lei, pericolosamente coraggiosa o forse semplicemente folle, riuscì a pronunciare: 

— Perché io? Perché ora? 

La creatura si avvicinò, ma il movimento non era lineare: sembrava piegarsi attraverso lo spazio, comparendo in un punto e sparendo in un altro. La sua voce continuava a risuonare nella mente di Maria: 

— Perché hai guardato. Hai visto le linee che non devono essere viste. 

Hai      toccato      ciò      che      rimane      al      di      là      delle      stelle. 

Io porto il mondo alle soglie della verità, e tu sei stata scelta per testimoniarla. Ma attenzione… la verità non concede conforto, solo il terrore della propria irrilevanza. 

Maria cadde sulle ginocchia, e il fossile davanti a lei sembrò tremare di vita propria, come se reagisse alla presenza del dio oscuro. Una visione le attraversò la mente: città impossibili sospese tra le dimensioni, esseri tentacolari che si muovevano attraverso la realtà come acqua, e una vastità di tempo che superava la comprensione umana. Ogni dettaglio urlava la stessa verità: l’uomo era un accidente, e il cosmo non conosceva pietà. 

— Non temere… ancora — sussurrò la Cosa. — Io sono il messaggero. 

Ma ciò che hai scoperto è più antico di me stesso. E se non sarai prudente, potresti svegliare ciò che dorme oltre il velo. La tua mente… può sopportarlo? 

Maria, tremante, comprese che le lettere del professor Vascardi, la sua ossessione, la sua follia apparente, erano un avvertimento. Eppure, era troppo tardi. La porta era stata aperta, e ciò che guardava oltre quella soglia cosmica la stava chiamando, irresistibile e crudele come il destino delle stelle. 

Ciò che la chiamava era… Nyarlathotep, il Caos Strisciante.

Tutti i racconti

1
2
11

Uno su dodici

03 March 2026

Quando siamo in gruppo, tutti e dodici insieme, mi capita spesso di posare il mio sguardo su di te. Ho alcuni "protetti" di cui mi interesso particolarmente, faccio caso alle loro reazioni e ai loro gesti; tu sei uno di questi. Proprio per questo motivo mi ritrovo spesso a pensarti. E non in una [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
1
7

Il solitario del fiume

03 March 2026

Quando il sole sorge colorando l’orizzonte, sono già accanto al fiume Fluente, pronto a imprigionare in bottiglie scure gli sbuffi di nebbia che nascono da quelle acque. Le bottiglie imprigionano solo la nebbia che porta con sé i richiami suadenti che intonano le ninfe malvagie delle acque per [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

8
4
59

Fragile

02 March 2026

Si innamorava di ogni donna che gli donava un sorriso. Poteva essere la cassiera del supermercato, la commessa della forneria, o l’impiegata di banca che lo guardava dritto negli occhi — e per lui, quegli occhi erano i più belli che avesse mai visto. Non importava il colore o la forma: contava [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Virginia Lupo: buongiorno signor Dario. Ho avuto il piacere di leggere il suo racconto. Mi [...]

  • Mita: Bella l'atmosfera di pace creata e potente il messaggio d'amore quale [...]

2
2
42

Un ladro d’altri tempi

02 March 2026

Iniziai la registrazione. – Quella che stiamo per raccontare è una storia unica, in qualche modo straordinaria. L’uomo che l’ha vissuta oggi parla da un Paese lontano, uno di quelli che non hanno accordi di estradizione con l’Italia. È ufficialmente un ricercato. Da anni vive lì, al riparo da [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    bel racconto scritto ad arte per lasciare nella incertezza chi [...]

  • Virginia Lupo: buongiorno. Ho letto il suo racconto che ho apprezzato. Ho trovato molto fantasioso [...]

4
6
231

L’amore che resta

01 March 2026

Capitolo 1 — La bambina più brava del mondo La parola casa non mi ha mai fatto sentire al sicuro. Mi ha sempre fatto rabbrividire. Avevo cinque anni quando capii che l’amore, per restare in vita, a volte deve mettersi in mezzo. Letteralmente. Mi infilavo tra i corpi dei miei, urlando e piangendo, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Bello, malinconico....ma il padre del bimbo,il marito dov'e?Non dovrebbe [...]

  • LuciaM: Si Il padre e sempre stato presente....

11
4
128

NERINA

Tratto dal mio libro "La Buona Vita"

01 March 2026

Eravamo alla vigilia della vendemmia e i contadini della corte erano in grande agitazione, c’era un gran via vai di carri, portavano botti e tini. I padroni contattavano le ragazze per la pigiatura. Quello era un compito riservato solo alle fanciulle. Era una tradizione che doveva essere rispettata [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: tenero....Like.Il potere della "gnocca"

  • Dario Mazzolini: leggo adesso il tuo racconto caro amico. Beh ptima di coricarmi è stato [...]

5
10
167

C.M.

01 March 2026

Lidie gli aveva detto di guardarla negli occhi e raccontare la verità, lui si era accasciato ai suoi piedi e abbracciandole le gambe l'aveva supplicata di perdonarlo. Quando aveva sciolto la stretta lei si era allontanata senza voltarsi indietro. A casa, nella sua camera, si era lasciata cadere [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
6
779

IL SOGNO AMERICANO

28 February 2026

………….” Ma come sara' l’America?”…. Ahmed, dieci anni, seduto sui vecchi gradini della sua anonima casa in periferia,ingannava il tempo lanciando piccoli sassi ai gatti randagi che gironzolavano stancamente nei paraggi e conversando con il suo migliore amico Bashir. La giornata era piuttosto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
4
337

Il mistero degli elefanti

28 February 2026

La prima segnalazione le arrivò un mattino, quando il turno non era entrato nel vivo e il caffè non aveva ancora fatto effetto. Arrivò un uomo. Uno di quelli con abbigliamento tecnico da corsa, il respiro corto, la voce ancora più corta. «C’erano due elefanti.» Lo disse così, senza preamboli. La [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
3
80

Rap Il Canto delle Povere Creature 2/2

Seconda Parte

28 February 2026

Rimasi fermo, con la pelle d’oca. «Rap?» sussurrai. Una creatura più piccola, quasi un’ombra con un cappuccio enorme, alzò un cucchiaio di legno come fosse un microfono. «Sì» disse. «Simm’ ‘parole piccerelle se ci ascolti, diventiamo grandi.» La creatura che mi aveva parlato per prima allargò [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lo Scrittore: ottimo! un richiamo ai distratti per esortarli a non fermarsi alla sola facciata [...]

  • Dax: Malinconico....like

2
2
121

Rap Il Canto delle Povere Creature 1/2

prima parte

27 February 2026

La prima volta che misi piede nel Real Albergo dei Poveri, a Napoli, dopo tanti anni d’abbandono non sentii paura: sentii rispetto. Come quando entri in casa d’altri e ti accorgi che pure l’aria tiene memoria. Fuori c’era la città con il suo frastuono allegro e stanco, i motorini che tagliavano [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Il Real Albergo dei Poveri, voluto da Carlo III di Borbone per ospitare [...]

  • Lo Scrittore: il palazzo! un luogo che racchiude il canto degli invisibili, dei derelitti, [...]

3
4
239

Certi ricordi riemergono al buio

... e diventano monologo al mattino

27 February 2026

Gli occhi sono lo specchio dell'anima (sì, forse, non lo so se c'è l'anima). Gli occhi sono anche la porta delle emozioni. Certi sguardi possono penetrarti dentro, aprirsi come lame di luce iridescenti nella foschia, giocare con riflessi e riflessioni, disturbare pensieri che aggrottano la fronte [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Adribel: Meglio di un raggio laser. Complimenti.

  • ducapaso: @Adribel come nella fantascienza, uno sguardo che ha scavalcato tutti i blocchi [...]

Torna su