La vita continua ad essere strana
A volte meravigliosa, a volte crudele
E ti fa passare da certi stati d’animo ad altri
Quest’ultimi dove tutto è un tormento
La pancia brontola e un filo sottile di freddo ti scorre lungo la schiena 
E la testa fa mille pensieri, dove non regna la pace
Sono giovane, ma ieri due uomini hanno bussato alla mia porta
Avevo ancora in mano il joystick della playstation
Mi hanno consegnato un foglio, dicendomi che ero arruolato, per una guerra
L’indomani mattina presentarsi e portare da casa l’essenziale
La mano di mia madre, poggiata sulla mia spalla, fu l’unico contatto che mi riportò alla realtà
Mi portarono via con altri ragazzi, dentro camion rumorosi e sbuffanti di gasolio
Sotto quel telone si gelava, e la maggior parte di noi aveva il naso rosso
Negli occhi azzurri, l’incredulità per tutto quello che stava accadendo
Nei polsi, la rabbia che potesse essere accaduto nuovamente
Il posto dove scendemmo era un enorme campo di neve
E cominciammo a sentire i primi colpi di mortaio
E poi un altro e poi un altro ancora
L’ultimo fu quello che ci fece gettare tutti a pancia a terra
Nella neve che ci arrivava quasi alla schiena
Sembrava fossimo tanti bambini che giocavano a rotolarsi
Ma così non era
La testa china per evitare colpi di fucile, mi avvicinò sempre più verso il basso
E fu lì che lo vidi spuntare
Un bucaneve, che rigoglioso si ergeva dritto, come avesse saputo che la nostra terra era stata invasa da un nemico, una volta fraterno
Era un bel ciuffetto, e dallo stelo, le campanelline sembravano avessero potuto richiamare tutti gli uomini del mondo

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