Buologne era una vivace cittadina della Provenza, poco distante da Marsiglia, si affacciava sul mare, era sede di un piccolo porto che favoriva il commercio in buona parte della regione.

Il sole splendeva per la maggior parte dell'anno e la vegetazione dava alla cittadina un aspetto gioioso.

"Aspetta Clarisse" disse con tono imperioso una donna, giovane ma dall'aspetto arcigno, "non pensare di camminare saltellando, non ti si addice più, ora che sei una bella signorinella, quasi da marito!"

"Ma mamma, che dici, sono ancora una ragazzina, appena un mese fa ho compiuto 16 anni, e poi voglio studiare a Parigi".

Sì, queste erano le intenzioni di Clarisse, giovane, bella e col cuore pieno di entusiasmo.

Era da poco finita la seconda guerra mondiale, un'ondata di sollievo e di libertà sembrava pervadere tutta l'Europa, la gente era stanca di aver paura, di vivere nel rigore, si voleva divertire.

Non era di questo parere la famiglia di Clarisse. Suo padre, monsieur Labin, lontano erede dei duchi di Chantilly, si occupava delle sue terre tenendo sotto comando una cinquantina di contadini che pur di lavorare si adattavano alla situazione. La madre di Clarisse, madame Celine, gestiva un laboratorio di ricamo e cucito nel quale lavoravano dieci ragazze che speravano di poter guadagnare tanto da potersi fare una bella dote per quando si sarebbero maritate.

Madame Celine era molto esigente con le sue lavoratrici, in effetti i corredi che preparava per le famiglie benestanti della regione erano i più belli, i più ricercati!

Mai però madame Celine gratificava le lavoratrici, magari con una parola dolce, addirittura pretendeva che sua figlia Clarisse le trattasse con distacco, con alterigia, ma Clarisse aveva tutt'altro animo, era sempre sorridente con tutti.

A 18 anni mademoiselle Clarisse prese il diploma di maestra e lì cominciarono i problemi: sua mamma aveva un fidanzato pronto per lei, era di buona famiglia ma Clarisse sentiva di non poter stare con lui, sentiva un brivido di ripulsa, e poi... voleva studiare a Parigi!

Non fu facile ma alla fine la vinse!

La Sorbona apparve nella sua maestosità, Clarisse era felice!

 

 

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