"Nell'intimità del mio studio non ancora ultimato e per la prima volta, abitato ancora da scatole aperte, scatoloni in attesa di collocazione e pezzi di esistenza trasferiti, cerco di trovare il mare calmo delle emozioni nascoste, per un po’, al mio intricato mondo interiore, sospeso nel suo nucleo emotivo.

Il desiderio d’espressione preme dal profondo dell’anima bisognosa di affiorare, di mostrare le sue insegne su prati stesi di parole a comporsi, edificando il distacco forzato da questi numerosi giorni frugali vissuti così intensamente. Complicati, faticosi, per certi aspetti formali, ma pieni di meraviglia nel loro intento di vita nuova, forza buona, morbida attesa di altro tratto da percorrere. Desideri confusi, ma tuttora alleati di un cammino futuro, cercano un posto in cui sostare per un tempo che non può essere banalmente misurato, ma esiste nella tangibilità degli occhi osservanti. Come mire di una possibile destinazione in cui si possano accogliere soltanto i sentimenti, null'altro. L’anno appena presentatosi al mondo mi coglie esattamente come nelle mute previsioni del mio carattere resiliente e curioso d’ogni goccia di semplice vita, vivere anche negli altri che ancora riconosco far parte del mio raggio di piccolo universo conosciuto.

Ho qualche buon proposito; molti letterari e messi a breve dimora, che cercherò di onorare al meglio di ciò che la mia linfa, capacità e convinzione mi permetteranno raggiungere. Terrò alto il desiderio di avere sempre opinioni, senza preoccuparmi troppo di “disturbare” benpensanti o chicchessia. Chi non conosce il confronto o si nasconde per timore di… non so che, non è più da tempo affare mio. Ho abbandonato la falsità del “quieto vivere”; penso sia una tra le bugie più inutili e deleterie che un essere umano possa accettare. Non intendo avere più nessun colore né appartenenze che non siano consapevoli di ciò che sono come uomo plasmato, impastato nella materia dal vissuto e dalle molteplici esperienze della mia lunga vita.

Maggie, intanto, mi guarda con i suoi tondi occhi gialli dal suo nuovo cuscino sopra alla scrivania da cui sto terminando la stesura di questi miei piccoli, liberi lemmi. Forse starà pensando, con trattenuto entusiasmo, che tra non molto mi alzerò sicuramente da questo mio luogo d’inutile, intima perdizione e andrò, finalmente, a riempire le sue ciotole di buon cibo umido e secco. Sì, queste sono semplice certezze, le cose importanti della ‘sua’ innocente, dolce vita felina."

 

© Roberto Anzaldi

 

 


 

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