Per noi gente del Sud Italia, le celebrazioni del Santo Natale iniziano con la Vigilia e proseguono fino a Santo Stefano, dilatandosi poi fino all'Epifania. La celebrazione della Vigilia è l'evento più impegnativo e costoso di tutti perché consiste essenzialmente in un cenone a base di pesce che precede la Messa di mezzanotte. Con gli anni, a causa dei sempre più gravi problemi economici degli italiani, le abitudini natalizie sono molto cambiate, tuttavia per la Vigilia è impossibile pensare a un cenone senza frutti di mare, spaghetti alle vongole, frittura di triglie, gamberi, calamari e capitoni, da acquistare freschi o surgelati a seconda del proprio portafoglio.

Il capitone, un'enorme anguilla viscida e sfuggente, mi fa venire in mente una storia di tanti anni fa quando non esisteva ancora il pesce surgelato perché gli italiani non avevano né frigoriferi né abbattitori. Erano gli anni cinquanta e, nella mia famiglia, c'erano ancora i nonni e gli zii di papà. Il capitone della Vigilia non piaceva quasi a nessuno, tuttavia bisognava acquistarlo perché per il nonno Vincenzo senza capitone non era Natale. Il nonno, nonostante fosse abituato a essere servito e riverito come era costume allora, all'alba della Vigilia si recava con mia nonna in pescheria per acquistare il pesce fresco proveniente da Pozzuoli e scegliersi il capitone. Tutto il pesce veniva pulito e preparato dalla nonna Virginia e dalle altre donne di casa, fatta eccezione per il capitone, che nessuno voleva toccare né tantomeno ammazzare. Questa incombenza toccava alla zia Gaetana, sorella del nonno, che abitava a Santa Maria Capua Vetere e che arrivava a casa nostra con la sorella Elena nella tarda mattinata della Vigilia per trattenersi fino all'Epifania.

Quell'anno la zia Gaetana, per i postumi di un' influenza, sarebbe arrivata nella mattinata del 25, giusto per il pranzo, quindi per ammazzare il capitone bisognava trovare un volontario. Sarebbe stato opportuno non acquistarlo, ma il nonno non volle sentire ragioni. Poiché nessun volontario fu trovato, si decise di lasciare il capitone in una piccola vasca di alluminio, utilizzata abitualmente per mettere a mollo i panni bianchi, e di aspettare l'arrivo della zia per l'esecuzione, rimandandone l'assaggio al pranzo di Santo Stefano. Questa vaschetta di alluminio fu sistemata nel bagno di servizio, avendo cura di chiudere la porta.

Il capitone nella vasca con l' acqua attirò come una calamita noi bambini che, nonostante il divieto, entrammo e uscimmo dal bagno per controllare le mosse del poco gradito ospite. Verso le otto di sera ci sedemmo a tavola. Iniziammo con un soutè di cozze, poi spaghetti alle vongole e frittura. Mentre stavamo per assaggiare l'insalata di rinforzo e gli altri contorni, un urlo fece sobbalzare tutti: era scappato il capitone. La sorella di papà, tornata in cucina per prendere alcuni piatti che mancavano, lo aveva intravisto nel corridoio.

Ci fu un fuggi fuggi generale dalla tavola, del tutto immotivato perché il capitone è un animale pacifico e non ha mai fatto male a nessuno. Iniziò la caccia per recuperarlo che durò una buona mezz'ora perché l'animale, impaurito da tanta confusione, si era nascosto sotto un mobile. Una volta stanato, fu avvolto in una vecchia tovaglia da tavola e riposto in busta chiusa in modo che gli fosse impossibile fuggire di nuovo.

A questo punto cosa fare? Mio padre e lo zio Nicola si guardarono negli occhi, indossarono il cappotto e uscirono con il prigioniero senza proferir parola. Tornarono dopo una mezz'ora e, a noi che chiedevamo insistentemente che fine avesse fatto il capitone, risposero sibillinamente che, essendo la notte di Natale, avevano compiuto una buona azione. Dopo quella vigilia così movimentata, ne seguirono altre decisamente più tranquille fin quando nonno Vincenzo restò con noi. Quando se ne andò, nessun capitone mise più piede a casa nostra e nessuno ne avvertì la mancanza.

Tutti i racconti

5
7
20

Quella notte al Quarticciolo

04 February 2026

Erano le due passate e Roma, quella vera, nun c'aveva sonno. Nun quella dei palazzi tutti illuminati, ma quella tra via dei Castani e er Quarticciolo, là dove la vita batteva forte, a vorte pure troppo. Mirko stava appoggiato ar muretto, giacchetta de pelle finta, Nike tarocche, e ‘na fame in testa [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
2
58

Il pistolero lento

04 February 2026

«Il tempo è un pistolero lento». Il vecchio oscillava sulla sedia a dondolo guardando fisso davanti a sé. «Europeo, vero?» domandò, e solo a quel punto mi convinsi che a parlare non era stato il vento che soffiava lamentoso dal deserto. «Sì» confermai, «di passaggio». «Si vede» disse lui. «Vi guardate [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

7
5
241

La festa

03 February 2026

Quanto può essere difficile ascoltare? Che poi, ascoltare, cosa significa davvero? Sono qui, invitata a una festa aziendale alla quale non avrei mai voluto partecipare. Ho il mio drink in mano e sorrido, più per circostanza che per volontà. Sono circondata da persone che conosco a malapena. Qualcuno [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
7
36

Il mistero del gatto che appariva

03 February 2026

Rinaldo si era assopito sul divano, la televisione ancora accesa su un film che non ricordava nemmeno di aver scelto. Le immagini scorrevano senza fare rumore. Fu svegliato da bussate esitanti, colpi leggeri, trattenuti, come se qualcuno stesse cercando di non disturbare. Era la vicina del pianerottolo. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • FuoriFuoco: Grazie a tutti. I gatti (reali o immaginati) hanno il pregio di starci accanto [...]

  • Italo Prato: Amo le storie con gatti, il tuo racconto mi è piaciuto molto. Io, per [...]

4
3
80

La battaglia del generale Luud 2/2

02 February 2026

Attraversarono città deserte e campagne incolte fino a raggiungere il cuore del loro obiettivo: la città dei servers, un’enorme fortezza di metallo e vetro dove erano custoditi tutti i computer che governavano il mondo. Là risiedeva la mente che aveva trasformato gli uomini in zombie tecnologici, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
6
413

Dare un colore all’ombra 2/2

01 February 2026

Mentre cercava di capire come entrare senza farsi notare, una porta interna si aprì all’improvviso. Livia si fermò, trattenendo il respiro. Le figure nel magazzino si voltarono, ma non le prestarono attenzione, come se la presenza di estranei fosse normale. Fu allora che notò qualcosa che le [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: davvero interessante, una scrittura lineare che si fa leggere senza sbalzi [...]

  • Lawrence Dryvalley: Benvenuto Luca su LdM. Esordio interessante, con un testo che incalza il lettore [...]

4
2
816

La battaglia del generale Luud 1/2

01 February 2026

C’era una volta un cavallo anziano, dal mantello grigio segnato dalla polvere e dalle cicatrici. Spesso si fermava sotto il grande fico, un albero dalle radici contorte e dal tronco ruvido, impregnato dell’odore di terra umida. Restava immobile, il capo appena chino, a osservare il mondo in silenzio. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I Like
    con riferimenti letterari alti, questo racconto disegna uno scenario [...]

  • Dax: Bello, una fattoria degli animali utopiatica.Like

4
1
135

Dare un colore all’ombra 1/2

31 January 2026

Livia, supina sull’impalcatura, stava passando un leggero strato di smalto sull’affresco. Con un minuscolo pennello, cercava di ridare luce a quel volto annerito dal tempo. Ogni gesto richiedeva precisione assoluta, il solvente steso aveva tempi specifici e doveva essere applicato senza interruzione [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

12
13
271

Ipocondria

31 January 2026

Marta aveva un rituale. Ogni mattina, prima di alzarsi dal letto, apriva l’app del meteo e poi quella del monitoraggio dei sintomi della salute. Non era, questa, una vera app medica, era più un forum chiamato “Corpo e Disgrazie”, dove utenti anonimi si scambiavano diagnosi improbabili e consigli [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Lauretta: Il racconto è molto simpatico e non banale: affronta i "morsi" [...]

  • Lo Scrittore: ipocondria, una parola non facile che implica situazioni scabrose e personali. [...]

8
15
294

Pedalata assistita

30 January 2026

Ero già avanti con gli anni quando decisi di passare dalla scrivania alla bicicletta. Cresciuto in un’epoca in cui il “maschio” godeva di esagerati privilegi, a fronte di dover sempre essere degno di appartenere al sesso considerato forte, nonostante la mia interiore certezza circa la parità dei [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Luigia: Grazie.

  • Lo Scrittore: l'autostima è una cattiva consigliera, bisogna tenerne conto ma [...]

4
8
335

Il predatore

30 January 2026

Il canto stonato di un uccello notturno lo stava facendo impazzire. Quel maledetto gracchiava a singhiozzo come un antifurto e non sembrava intenzionato a smettere. Avrebbe continuato per tutta la notte, non gli avrebbe fatto chiudere occhio, anche perché in quel momento era incapace di ignorarlo. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

1
3
78

L'uomo con la cravatta (2/2)

29 January 2026

“Forse è ora di liberarsi da tutta questa burocrazia” aveva detto un collega mentre lui cercava di raccogliere il tessuto della cravatta adagiato sul tavolo. Poi era avanzato l’omino che, lui sì, indossava la cravatta, e lo faceva con eleganza, garbo. Peraltro era un capo di sicuro pregio, lo si [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dario Mazzolini: ho fatto una fatica incredibili a terminare la lettura del racconto ho il sacrosanto [...]

  • Davide Cibic: Già, un incubo o almeno qualcosa che gli assomiglia... L'intento [...]

Torna su