Era strano ma, quando un fotografo gli aveva sparato il flash in faccia, l'euforia per l'assoluzione si era dileguata e aveva desiderato soltanto di tornare a casa. In quel momento infatti si era reso conto che nessuno dei suoi amici era lì, perché ormai di amici non ne aveva più. E non c'erano nemmeno sua moglie e sua figlia. Anche i giornalisti erano pochi, uno sparuto gruppo, ridicolo in confronto alla moltitudine che si era accalcata dieci anni prima, quando gli articoli sul suo arresto avevano occupato le prime pagine. La foto che gli avevano appena scattato sarebbe finita invece in quindicesima pagina, a corredo di un articolo che in pochissimi avrebbero letto. Forse non l'avrebbero nemmeno riconosciuto: calvo, con gli occhiali, ingrassato, a volte lui stesso faticava a riconoscersi. Soprattutto non riusciva più a ritrovare l'uomo di dieci anni prima, quello felice di vivere, convinto che l'equivoco si sarebbe risolto velocemente. Non aveva fatto altro che ripeterlo, che tutto si sarebbe risolto velocemente. Lo ripeteva a Clara, a sua madre, ai clienti. E intanto i giornali pubblicavano gli articoli, le sue foto, i mesi passavano. La sua azienda aveva chiuso. I suoi presunti complici avevano patteggiato, perché avevano problemi di salute, la famiglia, non potevano perdere anni dietro a una causa. Lui aveva proseguito e anche lui l'aveva fatto per la sua famiglia, o almeno credeva. Invece sua madre era morta due anni prima, senza sapere di questa assoluzione. Non l'aveva mai detto ma alla fine anche lei aveva creduto che fosse colpevole, lo capiva dallo sguardo stanco e rassegnato con cui lo ascoltava. Avevano perquisito anche la sua casa, frugato nei suoi cassetti, alla ricerca di chissà quali prove. Si era lamentata a lungo, soprattutto perché erano entrati in casa con le scarpe. Le avevano rigato il parquet, aveva detto, e per otto anni si era lamentata di quelle righe sul parquet, come se in quelle righe ci fossero tutto il dolore e la delusione che aveva vissuto. 

Anche Clara se n'era andata dopo una perquisizione a casa loro, quando qualcuno aveva ottusamente deciso di aprire la pancia dell'orso Flipper, che lui aveva regalato ad Arianna qualche mese prima. Il loro era stato un matrimonio felice, avevano viaggiato e si erano divertiti molto insieme, ma quando era iniziata quella storia il rapporto si era sgretolato. Davanti all'orso sdraiato per terra, con l'imbottitura che usciva dalla pancia aperta, lei gli aveva detto che si vergognava, che non sapeva più cosa credere, che doveva proteggere Arianna. Si era sentito come se fosse stato lui a squartare l'orso. Anzi, come se fosse stato lui a squartare sua figlia. Del resto, dal modo in cui Arianna urlava e singhiozzava per Flipper, sembrava davvero che qualcuno avesse squartato lei.

Dopo Flipper, Arianna non aveva più avuto pupazzi. Era stata una bambina silenziosa, tranquilla, solitaria. Una piccola adulta. Clara gli aveva detto che ogni tanto, di notte, la sentiva piangere, ma quando era andata a confortarla l'aveva sempre mandata via.

Aveva immaginato un rapporto diverso con sua figlia, invece era diventata quasi un'estranea, lontanissima. Sicuramente per colpa sua aveva avuto problemi, anche per questo si era ostinato ad arrivare fino in fondo, per dimostrare la sua innocenza, ma a volte lui stesso era arrivato a dubitarne. E poi, a cosa serviva ormai? C'erano stati il carcere, gli arresti domiciliari, erano passati dieci anni terribili. E il tempo non si recupera, lo sapeva bene. Non era riuscito a darle l'affetto che avrebbe voluto e nemmeno le possibilità e lo stile di vita.

I soldi gli erano scivolati tra le mani, non era rimasto più niente di quanto aveva guadagnato negli anni in cui la vita gli aveva sorriso. Era stato solo grazie all'avvocato se era riuscito ad arrivare fino alla fine. Un avvocato che gli era stato consigliato da un fornitore. Aveva più o meno la sua stessa età, di statura un po' al di sotto della media, parlava e ascoltava in modo sbrigativo, come se non volesse perdere tempo con i dettagli, perché di tempo non ne aveva. Gli era stato subito antipatico per quella sicurezza, che gli era familiare, gli ricordava qualcuno. E ad un certo punto si era reso conto che gli ricordava se stesso prima che tutto iniziasse. 

Quando gli aveva detto che non poteva più continuare, che non aveva più soldi, l'avvocato aveva fatto un gesto infastidito con la mano, come se anche quello fosse un dettaglio inutile. Era stato l'unico a credere nella sua innocenza e nella possibilità di dimostrarla e aveva perseguito ostinatamente il suo obiettivo, con la metodicità della goccia che spacca la roccia. Gli doveva tutto, pensò mentre richiudeva la porta di casa e ci si appoggiava contro, con gli occhi chiusi. Quel tutto gli sembrava nulla, era come se la sua vita intera se ne fosse andata. Doveva ritrovare il filo a cui aggrapparsi per ricucirla. Doveva... 

Sentì dei passi leggeri, aprì gli occhi e, nella penombra del corridoio vide Arianna che sorrideva. Un sorriso che non si fermava solo alle labbra ma le riempiva anche gli occhi. 

"Finalmente sei arrivato, papà! Ti stavo aspettando." 

 

Tutti i racconti

0
0
3

L'asino e il cavallo

27 November 2020

Un cavallo e un asino, entrambi avvocati e amici per la pelle, si incontrano all'esterno del tribunale. Asino – Ji-a! Ji-a! Ma che muso lungo! Cavallo – Iiiiiiih, tra un minuto ci sarà la sentenza di un cliente recidivo col medesimo capo d'accusa. Non posso certo dire di essere… a cavallo. Asino [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
1

Amori eterni

27 November 2020

Sei talmente dentro che più che il mio sento il tuo di cuore. Se non dovessi più svegliarmi dalla notte ne sarei felice, perché tu sei stata l'ultimo pensiero prima di dormire. E se per fato dovessi chiudere d'improvviso gli occhi, ne sarei appagato perché tu sei stata l'ultima luce prima [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
2
20

Muto incanto

26 November 2020

“C'è qualcosa dentro di me che accarezza il silenzio di questi giorni lenti, annusati piano, senza verbo da prestare ai distratti passaggi di vento arido, privato dei profumi temperati, svoltati lontano per un po', altrove. Quieta è la mia volontà di affermare la vita, chiacchierandomi addosso, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
17

Viaggio in Toscana - 2/2

26 November 2020

La seconda perché mi imbattei in alcuni quaderni di bambini, sicuramente suoi alunni. Su questi fogli scritti con l’inchiostro, pagine intere di A, di B e cosi via. Su di uno di questi, nell’ultima pagina scritto piccolino, piccolino, come per voler conservare il segreto una frase: Tommaso AMA [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Patapump: Sara e Roby a voi un fiorellino per ringraziarvi, a Giuseppe un abbraccio lusinghiero [...]

  • AmorLibre: grazie per il fiorellino zio Ricky 😂😂

2
3
19

Giù dalla torre

25 November 2020

Subito dopo lo stacco pubblicitario. - Allora signor P., tutto bene? Dai, che sta andando benissimo. - - Sì, ma le domande... non pensavo fossero così difficili! - - Beh, il programma lo conosceva già, giusto? - - Già, però un conto è vederlo in televisione come semplice spettatore e un conto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • V A N E S S I: Ahauh ahauah... Giuseppe mi fai morire. Postresti scrivere TU il seguito... [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Mi ha fatto molto piacere leggere la tua risposta. Ti prometto che se avrò [...]

4
3
14

Viaggio in Toscana -1/2

25 November 2020

Rientrai a casa quel pomeriggio più presto del solito. Il mio lavoro di ricercatrice nel campo della bioedilizia mi permetteva di avere ampi spazi di libertà. Erano i miei studi mirati alla ricerca di materiali compatibili con l’ambiente, nell’ambito delle costruzioni. Questa materia era stata [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

3
4
28

Io so tutto, io non so niente

(Eu sei tudo, Eu não sei nada)

24 November 2020

Di una cosa sola era sicura: che tante cose noi sappiamo. Di tante questioni siamo a conoscenza. "Tu che cosa sai?", domandarono. "Tante cose io so.", rispose. E in quel momento si lanciò in una e mille spiegazioni. "So di psicologia, comprendo il linguaggio del corpo. So di astronomia, so di chimica, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
20

Frutta martorana e Ossa di Morto

24 November 2020

Durante il periodo di Ognissanti e la Festa dei Morti nelle pasticcerie e nei bar risulta onnipresente la frutta martorana, dolci tradizionali che simboleggiano, nonché ricreano, i frutti tipici siciliani: mandarini, limoni, arance, fichi d'India etc, prodotti morbidissimi realizzati con la pasta [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Patapump: quanto mi piacciono le storie familiari...alle prime righe ero già [...]

  • Giuseppe Scilipoti: x Walter: avendo anche un lato romantico e quindi dolce, uno scritto sui dolci [...]

4
4
21

Diversa da chi

23 November 2020

Diversa da chi Come te riesce a camminare Diversa da chi Come te riesce da sola a ballare Diversa da chi Non ama rispettare E all’occorrenza riesce a calpestare Diversa da chi Non sa apprezzare le mie diversità Facendomi del male Sono diversa perché Riesco ad ammirare il bello della vita Che mi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
3
14

Chi ha rotto il vetro della finestra?

È solo un gioco da ragazzi

23 November 2020

Ciao a tutti eccomi di nuovo amici lettori a parlarvi di calcio per un mio dipinto ispirato a un lavoro fotografico dell'artista Neville Gabie, è la mia reinterpretazione di un luogo dove qualcuno in Irlanda del Nord ha usato un vecchio muro per fare un porta da calcio, nell'immagine non ci sono [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Patapump: a walteruccio non ne caspic ncas di calcio quindi mi fido delle formazioni [...]

  • Walter Fest: Scilipò grazie mille, quello che hai letto è la prima partita, [...]

2
3
16

Mario, Biagio e gli odori (Biagio) - 2/2

Estratto da un romanzo in costruzione - Pag 48

22 November 2020

Biagio annusa l’aria uscendo da casa. S’incammina per via San Jago e poi taglia per una stradina laterale. Gli immobili bassi che si volevano moderni appena pochi anni fa si fondono con le case in pietra della città vecchia. Poco a poco diventano un tutt’uno indistinto, confuso nella stessa meschinità. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

5
9
25

Le cento candeline

22 November 2020

“Sei troppo lento, sbrigati con ste' candeline!", bofonchiò Carmine a Tonino, suo fratello. Alcuni minuti dopo Salvatore, il figlio di quest'ultimo, prese l'accendino e, ad una ad una, accese i cento piccoli cerosi colorati collocati sopra la grande torta di compleanno di Maria, la bisnonna. “Su, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: Ti avevo già fatto i complimenti tempo fa per quella serie di six word, [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Caro Walter, cento di questi commenti. Mi mancava la ciliegina sulla torta [...]

Torna su